Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
20 febbraio 2013 3 20 /02 /febbraio /2013 09:35

COP_Fiorio.JPGMargot è una giornalista precaria, tanto precaria che deve scrivere per due giornali diversi.
Ha un gatto, ma è un gatto malato che forse, alla fine della storia, non ci sarà più.
Ha un fidanzato. Forse. Si chiama Tormento, e questo dice tutto.
Margot ha però trovato una nuova amica, Caterina, una vecchina che gestisce una ricevitoria, un luogo quasi magico dove osserva da esterna la fortuna delle persone. La loro amicizia sarà la chiave che permetterà la risoluzione di un caso di ingiustizia che rischia di sconvolgere le loro esistenze.


Buona fortuna è tutto questo, ma è anche molto di più. Sì, perché seppur travestita da commedia irriverente, questa è una storia di e sulle persone. L'ironia della protagonista, la piccola ricevitoria di Caterina, gli autobus... tutto diviene una specie di specchio con cui guardare il mondo che ci circonda, ricco di spunti interessanti per capire la gente e capire noi stessi. Ecco quindi che ci si ritrova ad osservare un microcosmo che, sì, somiglia proprio al nostro paese.

Buona fortuna è un romanzo divertente, spassionato, dalla scrittura agile, sincera e fresca. Ci accompagna tra le vie di una Genova che ci si ritrova a voler visitare appena chiuso il libro e ci fa scorrere accanto le vite nostre e di chi ci sta attorno. Si ride e si riflette, si spera nella fortuna e a volte si trovano delle persone buone.
Insomma, ci ricorda che la vita... beh, la vita è quel che è. Però ci ricorda anche che, almeno un po', alla fortuna e ai buoni sentimenti bisogna credere.

Repost 0
Published by Libreria Liberalibro - in Narrativa contemporanea
scrivi un commento
13 febbraio 2013 3 13 /02 /febbraio /2013 22:42

 

Il canto del cielo (2)Birdsong, a novel of love and war, “Il canto del cielo” di Sebastian Faulks, è la storia di una passione travolgente e della ferocia della guerra: Stephen, giovane inglese giunto in Francia per lavoro, e Isabelle si innamorano, vivono assieme momenti unici e indimenticabili, ma il loro è un amore sbagliato e non avrà un futuro. Isabelle abbandona l’amato e torna dal marito con una figlia in grembo. Stephen va per la sua strada e dopo sei anni dall’abbandono, nel 1916, torna in Francia per combattere nella prima guerra mondiale. Il conflitto prende ora il sopravvento e Faulks indugia nel descrive la guerra di trincea, crudele, sanguinosa e in cui l’uomo diventa brutto, sporco, ha dell’animale braccato, ma nonostante tutto non perde la dignità e lotta con coraggio con la speranza di riabbracciare le persone amate. Alcune figure che non dimenticheremo, come Firebrace, le incontriamo proprio in questa parte del romanzo.

Finita la guerra, Stephen torna nei luoghi della passione, ma Isabelle è profondamente cambiata e fra i due nulla sarà più possibile. Il destino fa sì che Stephen si innamori e sposi Jeanne, la sorella di Isabelle.

 

Il canto del cielo” è un romanzo che scortica la superficie delle cose, portando alla luce tutto quello che vi si nasconde sotto. È un romanzo che lascia con una vaga sensazione di incompletezza, perché è così che a volte la vita ci appare. È un romanzo che contiene tutto quello di cui si può aver bisogno, dalla disperazione alla speranza.

 

Il canto del cielo (titolo orginale Birdsong), pubblicato in Gran Bretagna nel 1993, è uscito in Italia per la prima volta nel 1995 per i tipi del Marco Tropea Editore e nel 2012 BEAT lo pubblica nuovamente con la medesima accurata traduzione di Lidia Perria. Il volume fa parte della trilogia francese dell’autore proseguita con La guerra di Charlotte e La ragazza del Lion d’oro

Da questo romanzo la Bbc ha tratto l’omonimo sceneggiato.

 


 

 

Repost 0
Published by Libreria Liberalibro - in Libro del mese
scrivi un commento
11 febbraio 2013 1 11 /02 /febbraio /2013 14:39

9788804625391-sette-minuti-dopo-la-mezzanotte_carosello_ope.jpgA mezzanotte e sette minuti, né prima né dopo, ecco apparire il mostro. Non è la creatura che Conor si aspettava di vedere, però, e gli fa meno paura del previsto.

Il mostro che appare nei suoi sogni, quello sì che è spaventoso! Ma questo... questo è un albero e... ed è venuto perché, dice, è stato chiamato proprio da lui.

Per fare cosa? Beh, per far affrontare a Conor la verità, perché solo affrontandola saprà riaggiustare alcune cose, scacciando l'incubo che lo tormenta ogni notte.

 

E la verità di Conor è davvero una verità struggente.

Sua madre è malata di cancro e i dolori che la rodono da dentro si fanno sempre più forti e insistenti. Suo papà non c'è, ha una nuova famiglia in America e lo vede pochissimo. E la nonna... beh, la nonna è un po' particolare e più che abbracciarla preferisce evitarla.

Conor non è più il bambino che era prima. Ora è solitario, quasi invisibile. E' spaventato. E ha un mostro che lo va a trovare la notte.

Questo romanzo racconta un frammento di vita di questo ragazzino che deve affrontare un'avventura che nessuno vorrebbe mai iniziare. Rischia di perdere la persona che più ama al mondo e fa di tutto per evitare di pensarci. Ma si può davvero evitare di pensarci?

 

L'autore crea una storia talmente intensa da riuscire a strappare almeno una lacrima anche ai cuori meno sentimentali. Con una scrittura fluida, precisa, priva di orpelli o esagerazioni, costruisce un romanzo toccante e commovente che non può non toccarci nel profondo.

Questa storia è la storia che preghiamo di non dover mai raccontare. E' quella storia che vediamo troppo spesso nelle vite di chi ci circonda. Questa storia è un incubo per colpa del quale preferiamo non andare a dormire.

Questa storia va letta, va sentita e va pianta, perché la verità che scoprirà Conor, è una verità che accomuna tutti noi, in fin dei conti.

Conor non è pronto per scoprirla, e si fa aiutare dal mostro. E noi ci lasciamo aiutare dai nostri, di mostri?

Repost 0
Published by Libreria Liberalibro - in Narrativa contemporanea
scrivi un commento
20 gennaio 2013 7 20 /01 /gennaio /2013 23:49

 

KLIUzDggp2Q8 s4-mHo riflettuto in questi giorni sull’importanza di rendere consapevole un bambino di come ogni sua azione possa determinare una conseguenza.

Quando intendo “ogni sua azione” mi riferisco al piccolo mondo del bimbo e ad azioni concrete come, ad esempio, disobbedire a un comando dato, dire una bugia, litigare con un compagno, non impegnarsi a scuola… ma anche: essere generoso, essere obbediente, essere disponibile…

Se dovessimo fare una riflessione più ampia, dovremmo ragionare sul fatto che noi umani ci ostiniamo a vivere convinti di essere soli al mondo e quindi in primo luogo cerchiamo soluzioni che soddisfino noi stessi; spesso viviamo dimentichi che esiste un equilibrio cosmico che ci richiama a gran voce a una corresponsabilità che un po’ abbiamo trascurato. In quest’ottica di comune appartenenza, va da sé che ogni azione che compio si ripercuote più ampiamente su chi mi circonda, nel bene o nel male delle mie scelte.

Perché un bambino possa capire che vivere la vita in modo sano e responsabile riguarda tutti, deve prima aver chiaro che nel suo piccolo mondo ogni azione da lui compiuta può avere una conseguenza.

Se capirà dalla propria esperienza questo, sarà in grado successivamente di intuire come le azioni individuali, in un qualche modo diretto o indiretto, nel breve o nel lunghissimo tempo, possano riguardar appunto l’intera umanità.

AZIONE CORRISPONDE A CONSEGUENZA

Perché abbino queste riflessioni così ampie e complesse alla vita dei bimbi?

Presto detto: noi genitori fatichiamo a lasciare solo nostro figlio di fronte alle conseguenze delle sue azioni, fatichiamo a lasciarlo solo a ragionare su quello che ha fatto e sulla conseguenza che deve gestire. Se l’azione del bambino è sbagliata, la conseguenza facilmente sarà triste e noi proprio non ce la facciamo a “lasciare” nostro figlio nella sua sana e doverosa tristezza, dentro alla quale lui è chiamato a riflettere.

Ecco, la sofferenza dei nostri figli ci disarma sempre: li vorremmo eternamente felici e soddisfatti. Ma la vita è così? E se noi togliamo ai bambini la possibilità, nel loro mondo, di fare esperienze di vita, come li prepariamo al futuro che li attende? Disarmati. Siamo disarmati noi di fronte alle loro sofferenze e lasciamo disarmati loro di fronte alla vita.

Certo, questi sono pensieri che richiedono approfondimenti e ulteriori riflessioni, sono pensieri molto complessi. Io, come genitore, però, avrei dovuto più spesso dire:

L’insegnante ti ha rimproverato? Avrà avuto le sue ragioni, rifletti.

Hai preso un brutto voto? Studia di più.

Sei tornato con una nota perché hai dimenticato il materiale? La prossima volta ricordatelo.

Non ritieni giusto questo castigo? Non sempre nella vita le cose sono giuste.

Ti senti escluso dal gruppo? Rifletti su come ti comporti.

È chiaro che mi riferisco a situazioni che si possono definire nella norma e che il compito primario di un genitore è quello di tutelare il figlio, ma è altrettanto importante lasciarlo vivere accogliendolo anche nei suoi errori, indicandoglieli senza risolverglieli.

E se soffre?

E chi non soffre?

Affrontare da piccoli la sofferenza e saperla gestire è un’abilità che servirà per affrontare successivamente la vita, quando noi genitori dovremo fare un passo indietro e lasciare spazio al nostro figlio che cresce e si fa adulto.

Educare è un compito così complesso! Ogni giorno, tra una riflessione e l’altra, ognuno di noi cerca di fare il meglio che può per il proprio figlio. Mettersi in discussione ed eventualmente assestare la rotta è amare.

Buona qualità di vita!

                                             Mariella Lunardi

Repost 0
Published by Libreria Liberalibro - in La rubrica di Mariella Lunardi
scrivi un commento
14 gennaio 2013 1 14 /01 /gennaio /2013 08:47

cloud-atlas.jpg"L'atlante delle nuvole" è un libro... che non ti aspetti.

Non è un romanzo. Ma non è nemmeno una raccolta di racconti. E' piuttosto un genere letterario che sta tra i due, visto che l'intero libro è composto da sei differenti storie che però, in un modo o nell'altro, si intrecciano a formarne una unica. Potremmo definirlo, specialmente per via della struttura, un libro matrioska. Si incomincia leggendo una storia, ma quando si è giunti a metà questa si interrompe, e ne inizia un'altra, e poi un'altra ancora. Solo una volta giunti al cuore del romanzo ci si potrà avventurare verso le conclusioni delle storie già incominciate.

Inoltre, ogni storia è completamente diversa dalle altre, e ognuna è raccontata con un differente stile narrativo. C'è il diario di viaggio, il romanzo epistolare, l'intervista, ecc. In somma, una sorta di esperimento letterario, di esercizio di stile, al servizio di un macrouniverso che ci mostra come le nostre azioni possano avere ripercussioni nel tempo e sulle persone.

 

Cos'avrà mai a che fare un notaio dell'Ottocento, in viaggio su di una nave mercantile, con una sorta di clone della Korea del futuro? E una giornalista in cerca della verità, cosa potrebbe mai centrare con una donna di un futuro post-apocalittico? Sei storie, molti personaggi, una narrazione originale e affascinante e un mondo dove tutto è connesso e le anime viaggiano nel tempo come le nuvole nel cielo.

 

Dal libro è stato tratto anche un film, nelle sale da qualche giorno, interpretato, tra gli altri, da Tom Hanks, Halle Berry, Susan Sarandon e Hugh Grant. Alla regia troviamo Tom Tykwer e i fratelli Wachowski, già creatori della celebre rilogia di Matrix.

 

 


 
Repost 0
Published by Libreria Liberalibro - in Narrativa contemporanea
scrivi un commento
13 gennaio 2013 7 13 /01 /gennaio /2013 22:57

cop-copia-2

“L’unica cosa che ti interessa salvare è la tua faccia” ribatté Nina, alzando la voce. “Non sopporti l’idea di essere interrotto mentre scrivi. Inoltre, hai paura che, se ce ne andassimo adesso, perderesti il filo di ciò a cui stai lavorando. Per te la musica conta più della tua famiglia, e del tuo paese. Perché non dici semplicemente la verità?”

Il 30 agosto 1941, quando le forze armate tedesche raggiunsero il fiume Neva, cessò ogni collegamento ferroviario con Leningrado: era iniziato l’assedio della città che sarebbe terminato ben 900 giorni dopo, il 18 gennaio 1944. Leningrado, la splendida finestra della Russia sull’Occidente voluta dallo zar Pietro il Grande, stritolata nella morsa del gelo, sotto i fuochi incrociati dei bombardieri tedeschi e della contraerea sovietica, messa in ginocchio e ridotta al cannibalismo dalla fame, è lo sfondo di Sinfonia Leningrado della scrittrice neozelandese Sara Quigley.
Sinfonia Leningrado  è un romanzo che 
risuona di musica, della musica di Dmitrij Šostakovic 
che rifiutò di lasciare la sua città perché non sarebbe riuscito a comporre altrove, perché gli sarebbe stato impossibile completare la grandiosa sinfonia della guerra che rimbombava nella sua mente, se si fosse allontanato da Leningrado, lì dove le sirene suonavano più volte al giorno e si udiva un continuo sordo cannoneggiare e il fragore delle esplosioni.

 
Dmitrij Šostakovič è il protagonista di Sinfonia Leningrado, con il suo genio umorale, la sua distrazione, le sue mancanze come marito e come padre. Lui e la sua musica che è anche il suo mondo in una sorta di mono-ossessione che gli fa trascurare il pericolo, che gli fa dimenticare che la sua priorità dovrebbe essere quella di mettere in salvo la moglie e i bambini. Sempre in ascolto, invece, delle note che si rincorrono nella sua testa. E tuttavia accanto a lui ci sono altri due personaggi altrettanto importanti, anche se non famosi: Karl Eliasberg, direttore dell’orchestra della radio, e Nikolaj Nikolaev, violinista e insegnante di musica - non per nulla il titolo originale del libro è The Conductor. Perché, paradossalmente, l’assedio di Leningrado offre a Karl Eliasberg, leggermente balbuziente, complessato per essere figlio di un ciabattino, oppresso da una madre ammalata e consapevole dei suoi limiti, la possibilità di trasformarsi. Eliasberg, il direttore d’orchestra sempre messo in secondo piano dal grande Mravinskij, il direttore della Filamornica mandato al sicuro nella tranquilla Siberia, diventa l’uomo che, pur restando seduto perché allo stremo delle forze a causa della denutrizione, riesce a dirigere un’orchestra raffazzonata in cui suonatori dilettanti sostituiscono i musicisti morti in guerra, o di fame o di malattie. Karl Eliasberg diventa il simbolo di Leningrado e di tutta la Russia, della volontà accanita di resistere e di non darsi per vinti, proprio come la Settima Sinfonia di Šostakovič che fa risuonare in tutto il mondo l’angoscia della guerra e del sentirsi braccati - ne è ben consapevole il governo che concede qualche razione di pane in più ai musicisti che a mala pena hanno la forza di dar fiato agli strumenti o di pizzicare le corde con le dita congelate.00450989 b
Nikolaj Nikolaev, infine, rappresenta il dramma privato degli assediati, divisi tra la lealtà alla città che non deve essere abbandonata se si vuole sperare di salvarla e quella alla famiglia che sarebbe meglio allontanare da Leningrado. Quando Nikolaj mette la figlia sul treno dei bambini che vengono evacuati, il suo cuore è straziato. Quando impedisce alla cognata di barattare il prezioso violoncello della bambina per un scatoletta di conserva, gli sembra di salvare la vita stessa della sua bambina di cui non ha più saputo nulla. Salvano la dignità dell’essere uomini, Nikolaj e Eliasberg che non si abbassano e non si lasciano piegare. Sono tra quelle rare persone che, pur in tremende difficoltà, non dimenticano che c’è una scintilla che non bisogna lasciar spegnere. E allora, in questo bellissimo romanzo di guerra e d’amoredi bombe e di musica, sono loro che grandeggiano, più ancora dell’immortale Šostakovič. (Marilia Piccone)

Repost 0
Published by Libreria Liberalibro - in Libro del mese
scrivi un commento
13 gennaio 2013 7 13 /01 /gennaio /2013 21:53

locandina-bernardini.jpg

 

Irene Bernardini, psicologa e psicoterapeuta, fondatrice del Centro GeA - Genitori di milano, sarà con noi per parlare del suo libro "Bambini e basta". seguitela anche su http://luielei.vanityfair.it/

Repost 0
Published by Libreria Liberalibro - in Incontri
scrivi un commento
13 gennaio 2013 7 13 /01 /gennaio /2013 21:43

 

Immagine1-copia-2Mariella ci regala  questo piccolo libro  dedicato a tutti i bambini della sua vita. E sono tanti i bambini che Mariella ha incontrato e che anche oggi riempiono le sue giornate di insegnante.


 Qui Mariella, attraverso Nonna Lalla, si siede in mezzo ai suoi bambini e racconta tre storie da mordere per ridere e sognare.

 


“ Paolino ama solo il computer e la sua stanza nella quale si chiude, ma scoprirà che esiste un mondo meraviglioso che lo aspetta.

Trillino è stupefacente: giovane, coraggioso e intraprendente. Conoscerà Anna e la salverà.

Poldo è ….. poveri noi! Per Poldo ci sono poche speranze: scansafatiche, bugiardo e sempre nei guai. Sarà obbligato a cambiare. Ma come?

 

 

Il libro è supportato da un fascicolo dedicato all’adulto che vuole utilizzare la lettura per instaurare un dialogo con il bambino viaggiando nel mondo dei sentimenti proposti dalle storie.

Le belle illustrazioni sono di Benedetta Pasetto

(Attilio Fraccaro Editore) euro 10.00

 


 

 

Repost 0
Published by Libreria Liberalibro - in La rubrica di Mariella Lunardi
scrivi un commento
11 gennaio 2013 5 11 /01 /gennaio /2013 09:34

http://4.bp.blogspot.com/-NWFjk1PSl5I/UJqRD_ogRbI/AAAAAAAAAGQ/o6ZAJjr6GRg/s1600/cop+fiabe+alta.jpgA Venezia è successa una magia, anche se qualcuno preferirebbe chiamarlo disastro!
I leoni di pietra che sorvegliano la città da centinaia di anni si sono risvegliati. Ora trotterellano in giro per le calli facendo i biricchini. Rubano dalle pasticcerie, gettano i turisti in acqua e soffiano sotto le gonne delle signore. Tutti gli sforzi per risolvere la situazione si sono dimostrati vani e le prrsone sono così preoccupate che si richiudono in casa. Anche ai bambini non è permesso uscire, ma questi incominciano ad annoiarsi presto. Come fare, però, per riaddormentare i leoni?
Al piccolo Marco viene un'idea: raccontare loro le fiabe della buonanotte, proprio come fanno tutte le mamme del mondo.
I leoni, però, vogliono sentire storie su Venezia, ed ecco quindi che la Bella Addormentata prende sonno in gondola, Cappuccetto Rosso abita a Rialto, la Regina delle Nevi ghiaccia tutta la laguna e Biancaneve viene salvata da sette piccoli mastri vetrai.

Dieci scrittori riscrivono altrettante fiabe in chiave veneziana per creare una raccolta che possa piacere a grandi e piccini, impreziosita dalle splendide illustrazioni a colori di Vincenzo Sanapo. Leggendola si imparerà che ogni storia è un gioco che si può cotinuamente reinventare, si riuscirà ad addormentare un leone e si potrà fare anche del bene, perché i diritti d'autore dell'opera saranno devoluti all'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, sessione di Mestre.
Il lieto fine è assicurato!

Repost 0
Published by Libreria Liberalibro - in Libri per bambini
scrivi un commento
18 dicembre 2012 2 18 /12 /dicembre /2012 15:30

vita-di-pi.pngPi è un semplice ragazzino indiano quando, assieme alla sua famiglia e ad alcuni animali dello zoo di cui erano proprietari, si imbarca su una nave. La destinazione è il Canada e una nuova vita.

Il destino, però, ha piani diversi per lui. La nave, infatti, naufraga. A fatica, Pi riesce a salvarsi, ma si ritroverà a dover affrontare una lunga traversata oceanica a bordo di una scialuppa di salvataggio che contiene altri inaspetatti superstiti: un orango, una zebra, una iena e una tigre.

Lo spazio vitale è ristretto, ma questo problema dura poco. In breve tempo, orango, zebra e iena faranno infatti una brutta fine e anche per il ragazzo la morte sembra ormai vicina: come potrebbe mai avere la meglio su uno dei predatori più feroci al mondo?

Ma c'è una cosa che caratterizza Pi, la fede. E sarà proprio la fede a slavarlo, perché sarà grazie ad essa che deciderà di non arrendersi alla morte e di cercare di addomesticare il suo probabile carnefice.

 

Vita di Pi è un romanzo particolare. Non solo racconta una storia davvero impressionante che sconfina nel surreale, ma lo fa in una maniera originale, in cui la narrativa si può anche mescolare, seppur delicatamente, con la letteratura scientifica (un esempio su tutti, il passaggio iniziale dedicato ai bradipi). Ma la scorrevolezza è elevatissima e tutto fila via leggero e delicato, trasformando così la zoologia, e non solo, in un racconto appassionante.

Oltre che particolare, però, questo è anche un romanzo di e sulla fede. L’attenzione non è puntata sulle peculiarità dei diversi culti religiosi, ma sulla fede in un senso ampio del termine. Tutta la storia di Pi e della tigre sulla scialuppa è nata col preciso scopo di parlare di fede, arrivando quasi ad essere una metafora della fede stessa.

In fondo, questo libro ci mostra che ci sono solo due modi di vedere le cose, quello freddo e razionale e quello irrazionale, che, forse, ha la capacità di farci stare meglio. Non è possibile stabilire a priori quale delle due visioni sia la più corretta, perché sta ad ognuno di noi decidere.

Voi cosa scegliereste? No, non è una domanda a cui si potrà sfuggire, perché questo romanzo pretende una presa di posizione e alcune riflessioni che non possono lasciare indifferenti.

 

Il 20 dicembre, poi, Pi e la sua vita arriveranno sugli schermi di tutti i cinema italiani, in un film realizzato dal premio oscar e due volte leone d’oro Ang Lee.

 

 

Repost 0
Published by Libreria Liberalibro - in Dal libro al film
scrivi un commento

Libreria Liberalibro

Via Marconi 6
36078 Valdagno (Vi)
tel 0445 402293
mail: liberalibro.libreria@gmail.com


Siamo anche su

 FACEBOOK!

La libreria

liberalibro2

 

liberalibro1

Link