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5 ottobre 2015 1 05 /10 /ottobre /2015 14:22

 

Le divinità nordiche non ci sono del tutto sconosciute, sebbene appartengano a realtà storiche e culturali e noi non proprio prossime. Ma chi non conosce Odino, giusto per fare un nome?
Negli ultimi anni, poi, soprattutto grazie ai film Marvel con protagonisti i supereroi dei fumetti, alcune figure appartenenti alla mitologia norrena sono prepotentemente entrate nella cultura pop di un po' tutto il mondo. Del resto, chi ormai non conosce Thor, il dio del tuono, che grazie al prestante fisico di Chris Hemsworth ha spezzato cuori e schermi? E chi non sa chi sia Loki, il suo fratello/nemico, così carismatico nell'interpretazione di Tom Hiddleston da aversi creato un esercito di ammiratori?

 

Joanne Harris, però, nel suo ritorno al fantasy dopo i due volumi Le parole segrete e Le parole di luce (di cui il nuovo libro è una sorta di rpequel a sé stante), attinge alla vera mitologia norrena per riproporcela in maniera divertente e affascinante. Il canto del ribelle (in libreria da giovedì 8 ottobre) raccoglie infatti alcune delle vicende più iconiche e rappresentative della mitologia vichinga e ne dona una continuità, creando una storia in grado di appassionare non solo gli amanti della letteratura fantasy, ma anche chi vuole conoscere qualcosa di più su dei miti magari poco conosciuti.
Ma la Harris ha scelto una strada brillante per raccontare queste gesta, decidendo di narrare il tutto tramite il punto di vista, e la voce, di Loki, il dio degli inganni, una figura ambigua, assorto a ruolo di dio senza esserlo davvero, amato e anche odiato da Odino e sempre in bilico tra il bene e il male.
Con un ritmo incalzante e una lingua tagliente, ecco allora che ci viene raccontata la storia della nascita di Asgard, delle sue vicissitudini, di come gli dei si siano mossi nella storia e di come siano caduti. Il tutto sotto lo sguardo impietoso di Loki e tramite la sua acuta ironia. Questa è la sua versione della verità, in fin dei conti. E proprio in quanto SUA versione, il libro riesce anche a mostrarci come siano le parole le vere motrici del mondo e della storia, come siano le parole le forze creatrici che ci hanno plasmato.

 

Ne risulta un romanzo divertente e appassionante, che pesca a piene mani dalla mitologia riuscendo al tempo stesso a reinventarla senza però tradirla.
Una storia fantastica che parla di divinità, inganni e avventure. Una storia che parla di parole e di convinzioni, di punti di vista e di sbagli.
Un storia per tutti i lettori.

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8 luglio 2015 3 08 /07 /luglio /2015 09:21

Todd, quasi tredici anni, vive a Prentisstown, un paesino (forse l'ultimo al mondo) dove un morbo sconosciuto ha sterminato tutte le donne e ha lasciato agli uomini un regalo poco piacevole: la capacità di leggere nel pensiero. Tutti si muovono continuando a sentire il Rumore dei pensieri altrui e i segreti sembrano banditi.
O forse no?
Perché dal momento in cui Todd e il suo fedele cane scoprono un "buco nel rumore", la loro vita cambia irrimediabilmente, costringendoli a una fuga disperata che farà cadere ogni certezza.

 

Chaos. La Fuga, è il primo volume di quella che sembra un'ottima trilogia per ragazzi.
Sotto una 'crosta' di avventura e fantascienza si cela una storia che offre moltissimi spunti di riflessione. Uno su tutti la capacità di essere, e rimanere, se stessi. Todd si dimostra infatti molto diverso dagli altri uomini che abitano nel suo paese, ma questa sua diversità lo costringe a compiere scelte difficili: ne vale la pena per rimanere se stessi?

 

Patrick Ness, vincitore di due Carnegie Medal e autore di Sette minuti dopo la mezzanotte, riesce a creare una storia che, partendo da un genere 'di moda', riesce a ritagliarsi con originalità uno spazio tutto per sé. Creando protagonisti ottimamente caratterizzati e per nulla stereotipati (la comprimaria Viola è una figura femminile forte, di quelle che mancano nella narrativa contemporanea), e un mondo particolare tanto bello quanto infido, si arriva ad avere una storia sulla diversità in senso generale (di sesso, di pensiero, ecc.) e mai come oggi c'è bisogno di riflettere su un concetto come questo.

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18 novembre 2013 1 18 /11 /novembre /2013 09:50

Quando un adulto ritorna nei luoghi dove ha vissuto la sua infanzia, risulta piuttosto normale che i ricordi incomincino a riaffiorare e a far rivivere imprese che si credevano dimenticate.
Questo è proprio l'inizio dell'ultimo romanzo di Neil Gaiman, “L'oceano in fondo al sentiero”. La differenza coi ricordi che tutti noi potremmo avere, però, sta nell'elemento fantastico che l'autore inserisce.
Ci si ritrova immersi in un'avventura in cui un protagonista di sette anni risveglia per errore un'antica creatura che si metterà a scompigliare la sua famiglia. Servirà l'aiuto della sua giovane amica e di altre due donne che sembrano streghe, ma forse sono qualcosa di più, per riuscire a salvarsi.

"L'oceano in fondo al sentiero" è stato pubblicizzato come il nuovo romanzo per adulti di Gaiman, dopo che per molto tempo questi si era dedicato a piccoli gioielli della narrativa per ragazzi ("Coraline", "Il ragazzo del cimitero"). Questo è vero solo in parte, perché la storia raccontata in questo libro può essere letta sia dai grandi che dai ragazzi, perché si tratta di una specie di romanzo di formazione. Non una storia di formazione classica: Gaiman racconta e mostra al lettore quel delicato momento della vita in cui il ragazzino protagonista scopre l'età adulta e inizia a vedere i grandi che lo circondano sotto luci diverse. Scopre che il padre può tradire la madre, scopre il potere dei soldi, in parte scopre la sessualità...

"L'oceano in fondo al sentiero" è quindi un breve, godibilissimo romanzo dedicato a un momento di passaggio, di transizione, che forse si tende poi a dimenticare. Proprio come il protagonista aveva dimenticato quelle avventure, quei personaggi che prendono vita tra queste pagine.
 

Se si sta cercando di recuperare certi ricordi, e lo si vuole fare aggiungendo un pizzico di magia (che in verità, forse, è più un intervento divino), questo libro potrebbe essere la lettura ideale.

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7 ottobre 2013 1 07 /10 /ottobre /2013 09:40

La letteratura fantastica più tradizionale ha spesso preso spunto da leggende e mitologie nordiche, legate a elfi e divinità norrene. Quella attuale, invece,predilige le mitologie più oscure e legate a creature notturne come per esempio i vampiri e i licantropi.

 

​Danielle Trussoni, invece, col suo "Angelology" aveva attinto a piene mani da alcuni riferimenti biblici e, in particolar modo, dai testi apocrifi dell'antico testamento. Partendo da questi frammenti che parlano di un'ipotetica unione tra angeli a donne, Trussoni immagina un mondo in cui i discendenti di queste unioni sono creature affascinanti e dal grande potere che si sono invischiati in maniera profonda con la storia dell'uomo, assumendo anche posizioni di potere e provando, al tempo stesso, un profondo disgusto verso la razza umana. Sono i Nefilim. Belli, pericolosi e poco tolleranti verso l'umanità, tanto da uccidere l’uomo senza riserva alcuna.

A cercare di contrastare queste creature poco benevoli ci sono gli Angelologi, uomini e donne che hanno passato la vita a studiare i testi biblici e a cercare di distruggere questa razza ostile. Ci sono quasi riusciti, ma qualcosa è andato storto.

 

E  se "Angelology" serviva a presentarci queste figure, "Le città degli angeli. Angelopolis", secondo volume di questa saga, si concentra sulla lotta che gli uomini compiono nel tentativo di distruggere i Nefilim.

Nuovi segreti vengono a galla, nuove verità su eventi antichissimi e perfino sugli appartenenti ai ranghi degli Angelologi. Notizie che sanno sconvolgere, generare paure e allo stesso tempo dare nuove speranze.

Gli angeli presenti sulla terra stanno studiando un modo per sopravvivere e per tornare forti come nell'antichità, si sussurra addirittura di una città tutta per loro...

Scoperte, pericoli, lotte e angeliche bellezze vanno a mescolarsi alla Storia, alla mitologia cristiana e alla letteratura fantastica per creare una narrazione scorrevole e originale, che vuole essere una voce fuori dal coro e raccontare un fantasy diverso e ben costruito, che sa affascinare senza cadere nel banale.

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11 settembre 2013 3 11 /09 /settembre /2013 15:08
I guardiani di Faerie

Era la fine degli anni Settanta quando "La spada di Shannara" vide la luce.

Fu, in qualche modo, un evento. Quel primo romanzo di Terry Brooks, infatti, dimostrò agli editori che il genere fantasy poteva vendere, eccome se poteva vendere! e in un certo senso ha contribuito a sdoganare, almeno oltreoceano, un genere che non era considerato capace di diventare bestseller.

Come a voler confermare questo successo, ecco arrivare in libreria "I guardiani di Faerie", il primo romanzo di una nuova trilogia che si svolge proprio nel mondo di Shannara.

Sono almeno una ventina, ormai, i romanzi legati a questa serie eppure non si sente il peso dell'età.

"I guardiani di Faerie" è infatti un romanzo di cerca, e cioè legato alla ricerca di un qualcosa, che parte lentamente per poi arrivare a continue scene d'azione. E' un romanzo frizzante, un page-turner che non si vorrebbe più posare sul comodino.

E' un classico romanzo fantasy, in cui i Druidi, quelli che potremmo vedere come i guardiani della magia, scoprono qualcosa che potrebbe aiutarli a trovare degli antichi artefatti magici. Recuperarli, però, sarà più difficile del previsto, specialmente perché le razze delle Quattro Terre sono sempre più inquiete. La magia è stata lasciata da parte per abbracciare la tecnologia, una tecnologia che sa di armi e di guerre in arrivo. E i druidi rappresentano qualcosa in cui ormai sono in pochi a credere.

Parte quindi un'avventura in cui il divertimento si mescola a spunti per riflettere su una questione forse troppo attuale nel nostro, di mondo: il progresso tecnologico, le armi e, al posto della magia, la fede e la religione.

Terry Brooks dimostra, con questo romanzo, di non aver perso colpi e di essere anzi uno dei maestri indiscussi del fantasy contemporaneo.

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14 maggio 2013 2 14 /05 /maggio /2013 15:51

 La narrativa fantastica è sempre stata, e in larga parte lo è ancora, considerata letteratura di serie b.
Il motivo? Non ne sono sicuro, ma probabilmente è legato al credenza che una persona seria non dovrebbe leggere di elfetti e maghi, perché la magia mica esiste, nel mondo reale. Poco importa che poi, almeno in alcuni casi, il fantastico sia solo un pretesto per parlare d'altro. La gente si fossilizza su un pensiero, e quello rimane.
Certo, c'è anche da ammettere che i recenti eventi editoriali, che hanno portato a una sovraesposizione mediatica di vampiri luccicanti e seduttori, hanno contribuire a dare una nuova pugnalata a un genere già malvisto, ma non dovrebbero essere alcune uscite a contaminare un intero genere.
Ecco, a chiunque creda che il fantasy sia narrativa di serie B, se non di serie C, io consiglio di leggere Karen Russell e il suo "Un vampiro tra i limoni".

 

Karen Russell ha già una certa fama in America.
Classe 1981, dopo la sua prima raccolta di racconti, "Il collegio di Santa Lucia per giovinette allevate dai lupi", è stata inserita dalla National Book Foundation tra i cinque migliori scrittori under 35. Il suo primo romanzo, "Swamplandia!", è stato inserito tra i dieci migliori romanzi del 2011 dal New York Times (che l'ha anche considerata una tra le giovani autrici americane più talentuose), è stato candidato al premio Orange ed era tra i tre finalisti del premio Pulitzer 2012. Sì, insomma, è una che ci sa fare.
Questo suo ultimo lavoro, uno dei libri più attesi del 2013 oltreoceano, racchiude un po' tutta la sua estetica e il suo immaginario.

"Un vampiro tra i limoni" è una raccolta di racconti, racconti che sono anche molto diversi gli uni dagli altri, ma che presentano tutti qualche elemento fantastico.
La storia che da il titolo alla raccolta, per esempio, racconta di una coppia di vampiri. "Il fienile alla fine del mandato" ci mostra delle reincarnazioni equine di alcuni presidenti americani. Poi c'è un soldato con un tatuaggio incantato, uno spaventapasseri che compare dal nulla e altre piccole presenze stranianti e disturbanti.
Il punto, però, è che tutto questo è uno strumento per parlare d'altro. Leggendo queste storie ci inoltreremo in un rapporto di coppia che sta per finire, ci imbatteremo nell'ossessione per il potere, ci spaventeremo per i ricordi legati alla guerra, tremeremo per via del cambiamento e ci scontreremo con la nostra stessa natura. Sì, perché Karen Russell questo fa, studia la natura umana e la mette nero su bianco.

Leggendo "Un vampiro tra i limoni" si riderà, ci si divertirà, ma si arriverà anche all'orlo delle lacrime. Si avrà molta paura, perché alcuni racconti, pur non presentando un pericolo tangibile, sono in grado di creare grande inquietudine. Si penserà all'amore e ci si farà una ragione quando questo finisce. E tutte queste emozioni saranno accompagnate dal piacere di una splendida e curatissima scrittura.
"Un vampiro tra i limoni" è un piccolo gioiellino da leggere e rileggere. 

 

Andrea Storti

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Published by Libreria Liberalibro - in Fantasy Narrativa contemporanea racconti
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4 settembre 2012 2 04 /09 /settembre /2012 14:27

muses.jpgAlice sembra una di quelle ragazze che è meglio evitare. E' coperta di tatuaggi e piercing, suona musica rock e ha un carattere ribelle, odia il padre violento e prova pena per la madre succube.

Poi, però, succede qualcosa. In seguito a un incidente, Alice scopre di essere stata adottata. Sarà cercando il suo passato, e grazie alle sue grandi doti musicali, che scoprirà una verità davvero sconcertante: Alice è una delle nove Muse.

Sì, le Muse esistono e sono tra noi. Certo, nel corso dei secoli si sono 'evolute', ma gli uomini hanno bisogno, ora più che mai, di essere ispirati.

Ogni dono, però, è un'arma a doppio taglio che può fare il bene come il male.

 

Con una scrittura frizzante e una trama ricca di colpi di scena, Falconi riesce a creare un romanzo urban-fantasy davvero interessante. Avvalendosi di una protagonista tra le più carismatiche e affascinanti, ci immerge in un'avventura dal ritmo incalzante che non manca di lanciare dei sassolini che possono far riflettere sull'arte e sul ruolo che essa ricopre (o non ricopre più?) nella nostra società.

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28 giugno 2012 4 28 /06 /giugno /2012 12:39

Quando si pensa alla letteratura fantasy, è ovvio che un nome ci balzi subito in mente: Tolkien.

Tolkien è stato il padre di questo genere, oggi così attivo, e sebbene ormai il fantasy si sia suddiviso in tantissime altre sottocategorie dalle differenze più disparate, la forma epica caratteristica del Signore degli Anelli è quella che più abbiamo in testa.

Con l'avvento poi della trasposizione cinematografica, e del fervore fantastico che ne è conseguito, questo tratto distintivo si è fatto ancora più presente e, probabilmente, inavvicinabile. Già, inavvicinabile, perché chi altri è poi riuscito a creare quel senso di grandioso, di mitologico? Chi ha mai saputo eguagliarne la bravura nel creare un mondo così realistico, un contesto così vero? Terry Brooks? Christopher Paolini? La nostra Licia Troisi? No, ovviamente. Il distacco tra il maestro e i suoi 'allievi' più famosi è davvero abissale.

Non leggeremo più, quindi, qualcosa di altrettanto epico? Secondo me sì, lo leggeremo. Anzi, possiamo già leggerlo. Basta avere il coraggio di avventurarsi nel mondo de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, l'immensa opera in via di completamento scritta da George R. R. Martin.

Martin, oltre alle due R puntate, con Tolkien condivide di sicuro un punto di partenza, ma allo stesso tempo è riuscito a discostarsi ampiamente dal 'Maestro', e a creare una propria identità dal grande impatto.

 

Il-trono-di-spade-libro

Ma cosa raccontano queste Cronache? Beh, rispondere a una domanda del genere risulta davvero impossibile, perché la carne sul fuoco è davvero tanta. Diciamo che tutto inizia quando, a seguito della sospetta morte del Primo Cavaliere del Re, il sovrano del Continente Occidentale nomina nuovo 'consigliere' un suo vecchio amico. Eddard Stark, così si chiama, si ritroverà così a seguire una scia di segreti gelosamente custoditi, fino alla scoperta di una verità che, più o meno indirettamente, scatenerà una guerra per il regno. Cinque saranno i contendenti per la corona; chi riuscirà, però, a sedere sul Trono di Spade? E mentre gli uomini si fanno la guerra, chi si ricorderà del mondo oltre la Barriera? E chi si accorgerà e combatterà gli Estranei, mitiche creature  che assieme all'inverno stanno arrivando.

 

Grandi combattimenti, una moltitudine di intrighi, personaggi indimenticabili che vi faranno provare odio, amore, simpatia e terrore. Una fitta serie di sottotrame magistralmente gestita e ben caratterizzata, grazie anche all'utilizzo di molteplici punti di vista. Continui colpi di scena e risvolti imprevedibili. Il tutto ambientato in un mondo medievaleggiante, in cui però non mancano riferimenti ai popoli nomadi e orientali. Una saga low magic (a basso contenuto di magia) con un grande studio dei personaggi e dei loro popoli. Una minuziosa costruzione di un mondo che ridona vera epicità alla narrativa fantasy.

 

Il fascino del Trono di Spade e della guerra dei Cinque Re è risultata talmente affascinante da conquistare perfino la televisione. Con una produzione di tutto rispetto che coinvolge anche Martin stesso, l'anno scorso è infatti iniziata la serie televisiva Il trono di spade, ormai giunta alla seconda stagione.

 

 

Sul fronte libreria, siamo invece appena giunti alla pubblicazione dell'undicesimo volume italiano della serie, I fuochi di Valyria. Ci troviamo a un punto cruciale, in cui la posta in gioco è davvero alta. Le vicende presentate nei primi volumi sono romai completamente ribaltate e i pretendenti al trono sempre meno. Rimane però la domanda: chi si siederà, alla fine, su quel trono?

Leggere per scoprirlo!

i fuochi di valyria

 

Per chi invece non si fosse ancora avvicinato alle Cronache, ecco una breve panoramica riassuntiva che vi guiderà all'acquisto dei volumi.

1. Il trono di spade

2. Il grande inverno (ora disponibili anche nel volume unico Il trono di spade Vol.1)

3. Il regno dei lupi

4. La regina dei draghi (ora disponibili anche nel volume unico Il trono di spade Vol.2)

5. Tempesta di spade

6. I fiumi della guerra

7. Il portale delle tenebre

8. Il dominio della regina

9. L'ombra della profezia

10. I guerrieri del ghiaccio

11. I fuochi di Valyria

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