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29 ottobre 2013 2 29 /10 /ottobre /2013 23:11
Valentina Casarotto ci parla de "il segreto nello sguardo"

Il libro è nato da una forte suggestione. Nel 2003 lavoravo alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, e in una fredda domenica di novembre, quando il museo era deserto, mi sono concessa un po’ di tempo per osservare i pastelli di Rosalba Carriera che allora erano esposti in una saletta molto raccolta. Davanti al suo autoritratto intitolato La tragedia, dipinto dalla pittrice ultrasettantenne a ridosso dei suoi ultimi 10 anni di vita, afflitti da altalenante cecità, mi sono commossa al pensiero del dolore provato da un pittore nel perdere il senso più necessario all’esercizio della sua arte. E così ho scritto di getto quello che poi sarebbe divenuto il prologo del romanzo. Lì per lì ero sconcertata e impaurita del compito che mi si presentava, poiché, se ero consapevole che l’invenzione narrativa sarebbe stata libera di spaziare in ogni direzione, la mia formazione di storico mi imponeva una ricostruzione dell’epoca, dei personaggi, e degli intrecci quanto più fedele al vero.

Così, sorretta da numerosi cari amici che mi hanno incoraggiata, ho iniziato la raccolta della bibliografia, la lettura dei carteggi della pittrice, gli studi sul periodo, che si sono protratti un po’ a rilento fino alla celebrazione dei 250 anni della morte nel 2007. Non avevo abbandonato l’impresa, ma come diceva Marguerite Yourcenar, ci sono libri che non dovrebbero esser scritti prima dei quarant’anni. Ed è stato così. Nel 2010 nel breve tempo di otto mesi ho scritto tutto il romanzo, con una facilità che mi ha sorpresa e che mi sorprende tutt’ora..

Per scrivere ho intrecciato fatti della storia d’Europa e della Repubblica di Venezia con la vita della pittrice e di tutta la sua cerchia di conoscenti e committenti, creando una specie di partita a scacchi di cui sapevo già le mosse dei singoli pezzi, e di cui pian piano scoprivo con uno sguardo d’insieme relazioni e interazioni talora anche inedite.

Soprattutto lo studio del carteggio edito della pittrice ha favorito una sua conoscenza direi intima, forse una forte identificazione, e si è riflessa nella parte inventiva del romanzo e nella scelta coinvolgente dell’Io narrante.

Per mia natura sono una persona immaginifica, e quindi mi sono immersa nella visione dei dipinti e incisioni dell’epoca, Canaletto, Bellotto, Guardi, Longhi, Pellegrini, ma soprattutto Watteau, opere che mi offrivano una scenografia perfetta dove rappresentare lo sviluppo narrativo, e che mi favorito una scrittura immediata e precisa.

La scrittura era aiutata anche dall’ascolto di musica del tempo, che è presente in tutto il romanzo nelle molte occasioni di concerto a palazzo. Su tutti spicca il nome di Vivaldi, ma anche i musicisti francesi Marchand, Forqueray, hanno il loro spazio e i tedeschi quali Bach e Hasse.

Il femminile è molto presente nel romanzo, non solo per la scelta della protagonista, ma per precise e documentate circostanze storiche.

Soprattutto nella seconda parte della sua vita Rosalba Carriera vide effettivamente il suo destino incrociarsi con quello di molte donne letterate come Luisa Bergalli, o cantanti famosissime come Faustina Bordoni, o intraprendenti e anticonformiste come Caterina Sagredo Barbarigo. Donne di carattere e di talento che in quel preciso momento storico a più livelli tentavano di affermare quello che si chiamava l’honore e il merito delle donne. In quegli anni si giocavano partite fondamentali per alcuni diritti che oggi noi diamo per scontati come la possibilità di studiare, di accedere non solo all’istruzione ma anche alla professione di letterata. Spero di aver reso in qualche modo l’importanza di quel momento storico e le voci che hanno contribuito a crearlo.

E su tutte la vita di Rosalba Carriera spicca per grande indipendenza e forte affermazione, soprattutto perché realizzata con una modestia e moderazione priva di eccessi, in una linea sottotono che stupisce per efficacia.

Valentina Casarotto e "Il segreto nello sguardo" hanno vinto il Premio Mario Soldati 2012.

Valentina Casarotto e "Il segreto nello sguardo" hanno vinto il Premio Mario Soldati 2012.

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25 ottobre 2013 5 25 /10 /ottobre /2013 23:08
Storie di Arte: Marco Cavalli presente "Le vite di Vasari"

La bellezza del testo vasariano come libro da leggere e godere era rimasta fino a oggi inaccessibile a causa della distanza storica che ci separa dalla lingua in cui l'opera di Vasari è scritta, quel toscano di base fiorentina che difficilmente si lascia avvicinare da un lettore ordinario.
Marco Cavalli colma finalmente questa distanza presentandoci la traduzione in italiano moderno di ventuno biografie dalle Vite scelte tra le più belle per vivacità narrativa e precisione miniaturistica del dettaglio, restituendo ventuno straordinari ritratti di artisti al piacere di una lettura non specialistica.

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25 ottobre 2013 5 25 /10 /ottobre /2013 22:55
Gianrico Carofiglio presenta "Il bordo vertiginoso delle cose"

Interviene Riccardo Dal Ferro.
www.gianricocarofiglio.com

Un caffè al bar, una notizia di cronaca nera sul giornale, un nome che riaffiora dal passato e toglie il respiro. Enrico Vallesi è un uomo tradito dal successo del suo primo romanzo, intrappolato in un destino paradossale, che ha il sapore amaro delle occasioni mancate. Arriva però il giorno in cui sottrarsi al confronto con la memoria non è più possibile. Enrico decide allora di salire su un treno e tornare nella città dove è cresciuto, e dalla quale è scappato molti anni prima. Comincia in questo modo un avvincente viaggio di riscoperta attraverso i ricordi di un’adolescenza inquieta, in bilico fra rabbia e tenerezza. Un tempo fragile, struggente e violento segnato dall’amore per Celeste, giovane e luminosa supplente di filosofia, e dalla pericolosa attrazione per Salvatore, compagno di classe già adulto ed esperto della vita, anche nei suoi aspetti più feroci. Con una scrittura lieve e tagliente, con un ritmo che non lascia tregua, Gianrico Carofiglio ci guida fra le storie e nella psicologia dei personaggi, indaga le crepe dell’esistenza, evoca, nella banalità del quotidiano, “quel senso di straniamento che ci prende quando viaggiamo per terre sconosciute e lontane”. Romanzo di formazione alla vita e alla violenza, racconto sulla passione per le idee e per le parole, storia d’amore, implacabile riflessione sulla natura sfuggente del successo e del fallimento, Il bordo vertiginoso delle cose può essere letto in molti modi. Ma tutti riconducono a un punto preciso, a una sorta di luogo geometrico dell’anima in cui si incontrano la dolcezza e la brutalità, il desiderio e la paura, la sconfitta e l’inattesa, emozionante opportunità di ricominciare.

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16 ottobre 2013 3 16 /10 /ottobre /2013 22:26
Storie d'Arte: Valentina Casarotto presenta "Il segreto nello sguardo"

Rosalba Carriera (1673-1757), di padre chioggiotto e madre veneziana, pittrice nell’Europa del Settecento, virtuosa del ritratto a pastello, ricercatissima da committenti illustri e contesa dalle corti di tutta Europa, trascorse la sua vita a Venezia, ma per lavoro compì diversi, importanti viaggi: quello a Parigi del 1720-21 rappresentò l’incoronazione del suo successo.

La grande ritrattista, che ha valorizzato Chioggia col suo lascito testamentario, appartenne a un’epoca in cui il protagonismo femminile raggiungeva una sua autonoma affermazione: dagli inizi del Seicento, infatti, un movimento culturale, al cui centro erano le Preziose, sapienti e autorevoli maestre di vita, mosse da Parigi verso l’Europa. Anche Venezia ne fu investita. In quella temperie culturale, Rosalba, peritissima, come le sorelle, nella musica, nel latino e nel francese, poté vivere del suo lavoro in piena autonomia e libertà, consapevole del suo valore.

Nell’accurata ed erudita ricostruzione storica di Valentina Casarotto, la vita della pittrice s’intreccia con quella di re e cortigiani, cantanti e artisti, dei quali ella rivela i sentimenti più nascosti negli occhi dei loro ritratti. Il racconto in prima persona svela il ruolo di una donna che ha saputo restituire nelle sue opere il senso della bellezza di un’epoca; la rievocazione di tante figure muliebri, tra cui Luisa Bergalli e Caterina Sagredo (raffigurata nella copertina) ci rimanda l’immagine di un’epoca di prestigio, forza e indipendenza femminili.

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16 ottobre 2013 3 16 /10 /ottobre /2013 22:09
Massimo Ceresa presenta "Sopravvivere nella Russia di Stalin e di Putin"

Descrizione Narrativa e pittura insieme in sala Bocchese, a braccetto per sostenere progetti di educazione al dialogo interreligioso e interetnico in Cecenia. Massimo Ceresa presenta il suo nuovo romanzo 'Sopravvvivere nella Russia da Stalin a Putin', edito da ‘Infinito’ e disponibile a Valdagno presso LiberaLibro. Lo accompagna nel tour italiano ‘Vainah il se(o)gno della pace’ Asia Umàrova, giovane artista cecena che difende i diritti umani in Caucaso. I suoi quadri, in esposizione alla Torre dell’Orologio di Vittorio Veneto fino al 20 ottobre, sono visibili e prenotabili nel corso della serata. Il connubio è patrocinato da Amnesty International, l’associazione Annaviva e dalla ONLUSS Mondo in Cammino, guidata da Massimo Bonfatti, che parteciperà alla serata.

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7 ottobre 2013 1 07 /10 /ottobre /2013 09:40

La letteratura fantastica più tradizionale ha spesso preso spunto da leggende e mitologie nordiche, legate a elfi e divinità norrene. Quella attuale, invece,predilige le mitologie più oscure e legate a creature notturne come per esempio i vampiri e i licantropi.

 

​Danielle Trussoni, invece, col suo "Angelology" aveva attinto a piene mani da alcuni riferimenti biblici e, in particolar modo, dai testi apocrifi dell'antico testamento. Partendo da questi frammenti che parlano di un'ipotetica unione tra angeli a donne, Trussoni immagina un mondo in cui i discendenti di queste unioni sono creature affascinanti e dal grande potere che si sono invischiati in maniera profonda con la storia dell'uomo, assumendo anche posizioni di potere e provando, al tempo stesso, un profondo disgusto verso la razza umana. Sono i Nefilim. Belli, pericolosi e poco tolleranti verso l'umanità, tanto da uccidere l’uomo senza riserva alcuna.

A cercare di contrastare queste creature poco benevoli ci sono gli Angelologi, uomini e donne che hanno passato la vita a studiare i testi biblici e a cercare di distruggere questa razza ostile. Ci sono quasi riusciti, ma qualcosa è andato storto.

 

E  se "Angelology" serviva a presentarci queste figure, "Le città degli angeli. Angelopolis", secondo volume di questa saga, si concentra sulla lotta che gli uomini compiono nel tentativo di distruggere i Nefilim.

Nuovi segreti vengono a galla, nuove verità su eventi antichissimi e perfino sugli appartenenti ai ranghi degli Angelologi. Notizie che sanno sconvolgere, generare paure e allo stesso tempo dare nuove speranze.

Gli angeli presenti sulla terra stanno studiando un modo per sopravvivere e per tornare forti come nell'antichità, si sussurra addirittura di una città tutta per loro...

Scoperte, pericoli, lotte e angeliche bellezze vanno a mescolarsi alla Storia, alla mitologia cristiana e alla letteratura fantastica per creare una narrazione scorrevole e originale, che vuole essere una voce fuori dal coro e raccontare un fantasy diverso e ben costruito, che sa affascinare senza cadere nel banale.

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2 ottobre 2013 3 02 /10 /ottobre /2013 14:40
A spasso con i buoni pensieri di Mariella Lunardi. Settembre/ottobre 2013

Fidarsi è così difficile. Fidarsi e lasciare nelle mani altrui i nostri figli. Sicuramente la società attuale non crea condizioni tali per cui la delega possa essere serena. Purtroppo, e voglio sottolineare purtroppo, spesso sentiamo denunce inquietanti di adulti che in qualche modo abusano dei minori. Non parlo solo di abusi fisici, ma anche di quelli psicologici, meno evidenti, ma non per questo meno gravi. La lista degli adulti che compiono tali infamie è lunga: insegnanti, medici, religiosi, genitori… è una lista infame perché le figure sopra citate dovrebbero operare a tutela delle persone in generale e dell’infanzia in modo specifico, perché è proprio l’infanzia il luogo sacro, inviolabile, che va tutelato e accudito con ogni cura.

Allora, quando si sente che gli adulti calpestano questo luogo sacro, non lo rispettano, in qualche modo lo violentano, fidarsi diventa quasi impossibile, un atto doloroso. Un genitore fatica a fidarsi di qualsiasi estraneo a cui deve affidare il figlio e questa mancanza di fiducia può essere fonte di alcune problematiche.

Cercherò di spiegarmi. Tutelare il bambino, vigilare che venga rispettato, che tutto proceda nei modi migliori è un dovere. Il problema può nascere quando il genitore deve necessariamente affidare il figlio ad altre agenzie educative, la scuola in primo luogo, e non si fida. Cosa succede allora? Papà e mamma si trovano nella difficoltà di schierarsi dalla parte dei docenti, non riescono ad abbandonare il bambino all’esperienza educativa che lo aspetta, lasciandolo navigare da solo dentro l’esperienza scolastica con il suo timoniere che in questo caso è l’insegnante.

Per riuscire a dare spazio totale all’insegnante, il genitore deve compiere un atto di fiducia pieno, totale ed è questo passaggio che risulta difficoltoso. Ma necessario. I bambini lasciati a sperimentare la loro realtà (parliamo naturalmente di realtà tutelate!) hanno la possibilità di crescere e imparare l’arte della vita che è fatta di camminate ( e quindi di progressi), ma anche di cadute (i numerosi insuccessi che tutti noi viviamo). Sono proprio le cadute che non piacciono ai genitori che vorrebbero sempre i loro figli felici e in piedi. Vorrebbero vederli sempre forti. Ma la vita non è così e l’esperienza scolastica è anche esperienza di vita. Le piccole cadute obbligano i bambini a cercare modalità nuove per rialzarsi e così facendo realmente imparano strategie di crescita, fanno esperimenti, maturano. Si fortificano.

Quando un figlio cade, il genitore dovrebbe fare un passo indietro e schierarsi a fianco del docente. Dovrebbe guardare il bambino da lontano e fidarsi dell’esperienza che l’insegnante propone, magari con un richiamo al piccolo o con un voto che non è positivo.

Invece spesso i genitori sono tentati di valutare personalmente il voto assegnato oppure criticano il richiamo che il figlio ha ricevuto, molte volte in presenza del minore e il tutto nel tentativo di annullare lo stato di sofferenza e di frustrazione che deriva dalle esperienze che il bambino è chiamato a vivere.

Si tratta di piccoli fallimenti che però servono al figlio per sperimentare se stesso, anche quando non ce la fa e quindi non è all’altezza delle aspettative di mamma e papà. Il bambino ha il dovere di poter da solo trovare il modo di riemergere e un buon docente di fronte a un richiamo o a un insuccesso dovrebbe sempre indicare allo scolaro le modalità per risolvere e superare le varie situazioni difficoli che si presentano. L’alunno deve seguire queste indicazioni e il genitore si deve fidare della strada educativa indicata dall’insegnante.

Fidarsi quindi e cedere il passo, lasciare il posto, rimanere in disparte. Accettare. Come? Sempre vigili, certo, perché i figli sono minori e sono il nostro bene immenso. Sempre vigili, quindi, ma permettendo al piccolo di fare le sue esperienze e per esperienze intendo tutte, anche quelle dolorose. Stiamo parlando di esperienze piccole, che preparano però alla capacità, un domani, di gestire esperienze più importanti. Seminiamo per il futuro dei nostri figli.

La vita prevede la semina in autunno, il gelo dell’inverno per aspettare il fiorire della primavera che sfocerà nella pienezza dell’estate.

L’esistenza spesso deve attraversare il gelo dell’inverno per godere poi del sole estivo. Serenamente.

Buona qualità di vita con i vostri figli!

Mariella Lunardi

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22 settembre 2013 7 22 /09 /settembre /2013 18:59
Intervista a Natasa Dragnic, autrice di "Ancora una volta il mare"

Benvenuta Natasa e grazie per questa intervista. Per prima cosa vorrei chiederti come approcci un nuovo romanzo. Hai trovato delle differenze tra la scrittura del primo romanzo e questo? E dopo tutto il tuo successo, sentivi della pressione su di te?

Scrivo quello che devo scrivere nel modo migliore per la storia che voglio raccontare. Non sento la pressione, non l’ho mai sentita. Ho scritto per più di 40 anni, questo non mi spaventa. E non ho mai pensato ai miei lettori. Ho la mia storia e ho me stessa. E mentre scrivo è solo una cosa tra noi due. Inizio a pensare agli altri quando il mio lavoro è finito e il mio libro esce nel mondo… poi spero che piacerà a tutti quanto è piaciuto a me.

Parte di questa storia ha luogo in Italia. Perché questa scelta?

La parte riguardante la morte dei genitori, le 13 storie sono più o meno autobiografiche e volevo mettere una distanza tra di noi, quindi stavo cercando un posto che corrispondesse alla mia isola croata, e ho trovato l’Elba. Tutto il resto ci ha aderito. Questa è una ragione. L’altra è che volevo ringraziare i miei lettori italiani per la grande accoglienza di ogni giorno, ogni ora.

Possiamo dire che ti piace parlare di amori difficili? C’è una ragione particolare?

Non so se sono difficili, ma di sicuro sono grandi. E speciali. E unici in un certo senso. Mi piacciono. Offrono sempre una buona storia e io adoro le buone storie.

Hai uno stile di scrittura particolare, che potrei definire poetico. E’ perché hai avuto un’educazione alla poesia? Volevi scrivere in questo modo o si tratta di uno stile che ti esce naturalmente?

Non sono una grande amica della poesia, di solito non la capisco. E non sono sicura che tu possa decidere come vuoi scrivere. Penso che tu semplicemente scriva e quello è il tuo stile e può cambiare… oppure no. Penso anche che ogni storia abbia la sua propria voce, il suo modo naturale di presentarsi al mondo e io, in quanto scrittore, devo trovarlo. Questo è quello che rende la scrittura così eccitante.

Cosa pensi che Alessandro abbia di tanto speciale da riuscire a sedurre tutte e tre le sorelle? Perché diciamocelo, non è esattamente un santo, dal mio punto di vista.

Non è un santo, e non è un diavolo, lui non è né buono né cattivo. Lui è una proiezione! Ecco perché queste tre sorelle se ne innamorano (lui non ha mai sedotto nessuna, sono sempre state loro a fare il primo passo, e il secondo e il terzo…), lui era esattamente quello che volevano. Lui in quanto persona non era importante, lui, potresti dire, non esiste nemmeno. Lui è quello che loro hanno creato. Questo è ciò che molte donne fanno: hanno le loro idee e i loro desideri e cercano di imporli a un uomo… non funziona mai, lo sappiamo bene. Una lettrice italiana mi ha scritto che Alessandro rappresentava l’Amore, quell’amore che tutti noi bramiamo. Ho trovato quest’interpretazione buona, appropriata.

Nessuno dovrebbe esaurirsi per lui. Lui è un ideale. E d’altra parte, questa non è una storia che riguarda lui, questa è la storia di una famiglia.

La famiglia nel tuo romanzo è, apparentemente, una famiglia perfetta. Ma Alessandro è l’elemento che va a mostrarci quanto questo non sia vero. Lui fa uscire qualcosa che noi non conoscevamo. Per esempio l’insicurezza di Roberta. Mi è venuto da pensare, durante la lettura, che questi lati nascosti siano stati causati dal ‘troppo amore’ dei genitori. E’ così?

Non penso ci possa essere troppo amore, ma capisco cosa vuoi dire. I genitori sono solo degli umani e per quanto facciano del loro meglio, è sempre una questione molto difficile. A volte “troppo” è semplicemente non abbastanza, perché troppo per una persona è forse troppo poco per un’altra. Noi tutti amiamo in maniera diversa e lo mostriamo in un modo diverso e qui sorgono i nostri problemi. Come sappiamo l’amore dovrebbe essere sentito, non capito.

Siamo alla fine , ma prima di concludere: hai già iniziato un nuovo libro?

Non ancora, ma presto. E questa volta userò la mia isola perché la nuova storia non ha niente a che fare con me. A parte che è interamente me, come tutto quello che scrivo.

Grazie mille per il vostro interesse.

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21 settembre 2013 6 21 /09 /settembre /2013 14:41
Libro del mese settembre/ottobre 2013: "A chi vuoi bene" di Lisa Gardner

Che moglie e madre è quella che ammazza il marito e fa sparire la figlia, magari dopo averla uccisa? Tessa Leoni ha il viso tumefatto e stata picchiata a sangue forse ha ucciso il marito violento, ma perché ha fatto sparire la propria bambina? D.D. Warren non sa darsi risposta, non le piace questa poliziotta/assassina che non collabora e che è capace di tanta violenza. L’agente Warren non si fida di Tessa Leoni. Quello che la riguarda è un caso difficile, pieno di incognite e che coinvolge il cuore: c’è una bambina da riportare alla vita. Le protagoniste di questo giallo dai risvolti psicologici sono due donne, due poliziotte, due mamme, anche se una in figlio ce l’ha ancora in grembo e da donne affrontano l’una le accuse di omicidio e l’altra l’indagine più difficile della sua vita. Tante cose non tornano, sono innaturali: l’uccisione di un marito amato e forse anche della figlia di sei anni. E allora investigare senza pregiudizi è la cosa da fare, anche se è difficile, perché quando c’è in ballo la vita di una bambina tutto si complica e i sentimenti, le emozioni entrano in gioco più che mai. Chi è Tessa? Qual è il suo passato? Perché è diventata una poliziotta e chi era suo marito? L’agente Warren e il suo collega Bobby, nonostante le provocazioni di Tessa e la sua fuga dagli arresti riusciranno a dipanare la matassa. La domanda più importante che i poliziotti devono farsi è “A chi vuoi bene?”, chi sei disposto a sacrificare per salvare chi ami di più? Allora capiranno che Tessa è una madre disperata e che l’unico delitto di cui non si è mai autoaccusata è la morte della figlia e che è disposta a tutto pur di salvare la piccola Sophie.

Lisa Gardner ha avuto un'infanzia normale, una casa normale, una famiglia normale. Quando le chiedono perché mai una donna dolce e bella come lei scriva romanzi così neri, risponde che forse è colpa di tutta questa normalità.  Lisa vive nel New Hampshire con due cani, un gatto, un marito e una figlia: i suoi thriller da brivido hanno scalato le classifiche dei best-seller USA e le hanno fatto vincere premi prestigiosi in mezzo mondo.   “A chi vuoi bene” è il secondo romanzo di Lisa Gardner pubblicato in Italia, dopo “La Vicina”, ma negli Stati Uniti i romanzi pubblicati dalla Gardner sono molti di più: sette sono i thriller della serie di D.D. Warren, sei i romanzi della serie Fbi Profiler, tredici i romanzi rosa scritti con lo pseudonimo di Alicia Scott e altri ancora. www.lisagardner.com.

Lisa Gardner ha avuto un'infanzia normale, una casa normale, una famiglia normale. Quando le chiedono perché mai una donna dolce e bella come lei scriva romanzi così neri, risponde che forse è colpa di tutta questa normalità. Lisa vive nel New Hampshire con due cani, un gatto, un marito e una figlia: i suoi thriller da brivido hanno scalato le classifiche dei best-seller USA e le hanno fatto vincere premi prestigiosi in mezzo mondo. “A chi vuoi bene” è il secondo romanzo di Lisa Gardner pubblicato in Italia, dopo “La Vicina”, ma negli Stati Uniti i romanzi pubblicati dalla Gardner sono molti di più: sette sono i thriller della serie di D.D. Warren, sei i romanzi della serie Fbi Profiler, tredici i romanzi rosa scritti con lo pseudonimo di Alicia Scott e altri ancora. www.lisagardner.com.

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21 settembre 2013 6 21 /09 /settembre /2013 14:32
A spasso con i buoni pensieri di Mariella Lunardi. Luglio 2013

Tempo di vacanze. Estate. Tempo per dedicarci del tempo.

Cosa c'è di più piacevole di dare spazio alla lettura? Trovare un tempo tranquillo, rilassato per prendere un libro e farci un bagno dentro?

Un tuffo nelle parole scritte da altri.

Generalmente l'adulto non fatica a ricavarsi questo spazio quando è in vacanza. Si organizza. Forse, però, non prende in considerazione l'idea di trovare un momento per leggere a voce alta le storie al proprio figlio. Non ci pensa. Invece la vacanza può trasformarsi nel luogo dell'incontro, della relazione con i piccoli e questo può avvenire grazie a un libro.

I bambini amano sentire leggere le storie e amano più intensamente chi con una certa regolarità si offre a questo dono. Perché una storia letta si fa dono: di tempo, di contenuto, di piacere, di vicinanza. Un genitore, un nonno, un adulto che si ferma e legge le storie a un bimbo gli dice:"Io ci sono, sono qui per te." Il bambino respira questo dono e si rilassa viaggiando in mondi sconosciuti, in trame che solo gli autori conoscono.

È il viaggio della fantasia che supera gli orizzonti del mare, scavalca le cime delle montagne, oltrepassa i tetti delle città. Allora il tempo della lettura si fa caldo di relazione: io che leggo, tu che ascolti e il libro.

Tutto sparisce e la vacanza diventa il luogo del l'opportunità negata durante l'anno: stare con i propri figli e godere della loro presenza seminando in modo costruttivo. Per la mente.

Buona qualità di vita con i vostri figli.

Mariella Lunardi

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