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16 luglio 2012 1 16 /07 /luglio /2012 22:26

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13 luglio 2012 5 13 /07 /luglio /2012 12:32

Luca Azzolini, classe 1983, una laurea in Storia dell'Arte, ormai si occupa di libri a tutto tondo.

Collabora con la rivista on-line Fantasy Magazine, dirige la collana dedicata alla narrativa fantasy di Reverdito Editore, ha scritto un romanzo, “Il fuoco della fenice”, uscito nel 2009 per La Corte Editore. Ha curato, nello stesso anno, l'antologia Sanctuary, per Asengard Edizioni, raggruppando i nomi più significativi del genere fantastico italiano.

 

Ora, insieme a Francesco Falconi, è in libreria con i primi due episodi di Evelyn Starr (“Il diario delle due lune” e “La regina dei Senzastelle”), editi da Piemme nella collana del Battello a Vapore. Due libri che sapranno appassionare tutti i ragazzi dai dieci anni in su, grazie a un misto di contemporaneità, magia e leggende.

 

 

LucaAzzolini.jpgCiao Luca, ti andrebbe di raccontarci da dove nasce la tua passione per la scrittura e come mai hai scelto di dedicarti proprio al fantasy?

 

Ho iniziato a scrivere racconti fin da piccolo, quando invece di giocare a pallone preferivo prendere una vecchia agenda e inventarmi storie. Passavo anche delle ore intere a scribacchiare divertendomi con racconti che non desideravano altro che essere scritti. Poi, più o meno verso i diciassette anni, ho deciso di provarci seriamente. Amavo molto le storie fantastiche e i libri di Marion Zimmer Bradley: erano le mie letture preferite, comprese le antologie in cui invitava gli autori a mettersi in gioco. Combinazione volle che, proprio in quel periodo, in provincia di Mantova, dove abito, fosse attiva una associazione culturale che curava antologie contenenti racconti e poesie di giovani talenti che desideravano mettersi alla prova. Decisi di scrivere una storia per quel concorso, e fu così che pubblicai il mio primo racconto a diciotto anni. Da allora non mi sono più fermato.

 

Con Evelyn Starr, approdi al romanzo, sempre fantasy, per ragazzi. Come mai hai deciso di dedicarti a questo tipo di narrativa? E quali differenze hai riscontrato con la letteratura per "grandi"?

 

Amo i romanzi per ragazzi. Li ho sempre amati e volevo scriverne. Con Evelyn Starr, che ho scritto assieme a Francesco Falconi, sentivo di poter spaziare e di intraprendere un nuovo percorso con un romanzo fresco, divertente e spigliato, diverso da tutto quello che avevo scritto in precedenza. E' stata un'occasione d'oro, perché questa serie di romanzi mi ha dato la possibilità di affrontare una trama ricca, dei personaggi credibili, un mondo intero da esplorare, dosando avventura, mistero e ironia… è davvero una serie che amo molto!

 

Evelyn Starr è anche un libro scritto a quattro mani. Com'è stato affrontare questo viaggio a due?

 

Divertentissimo! Certo, come ogni viaggio che si rispetti questa esperienza ha avuto le sue strade in salita e in discesa, ma posso dire che lo ripeterei ancora e ancora. Scrivere a quattro mani rende ancora più avvincente lo scoprire il carattere dei personaggi come Evelyn e Zak, e permette anche di confortarsi con un'altra idea del libro, magari differente dalla tua. Si scopre che la stessa situazione, momento, pensiero, possono assumere migliaia di sfumature. Con la serie Evelyn Starr ho imparato a calarmi completamente nella storia e a cogliere il meglio dai simpatici battibecchi con Francesco e questo credo si noti dal romanzo, perché abbiamo sempre cercato di dare il massimo (e anche qualcosa di più, se ci riusciva).

 

Nel libro troviamo dei personaggi davvero affascinanti ed evocativi, come i guardiani delle nebbie, i senzastelle... com'è nata l'idea di queste creature e del romanzo in generale?

 

Abbiamo cercato di dar vita a un mondo complesso e credibile, ma che fosse anche pieno di elementi inediti e speciali. I Senzastelle sono creature che nascono dal buio, dell'ombra e dal gelo. Sono i malvagi per eccellenza, ma non sono i classici "cattivi" senza spessore, o i "cattivi e basta". La Regina dei Senzastelle, per esempio, colei che muove le vicende che porteranno la dolce Evelyn Starr nel Regno Grigio, è un personaggio complesso e ricco di segreti e misteri. Volevamo con questi romanzi divertire e sorprendere, ma anche stupire e lasciare un bel ricordo in tutti i lettori!

 

Stillygan, la spalla della protagonista, e Evelyn ci intrattengono con punzecchiature e siparietti comici durante entrambe le avventure. Essendo che loro sono due, e gli autori anche, una domanda mi sorge spontanea: avete preso spunto da voi stessi, per crearli?

 

Stillygan è il furetto irriverente e sarcastico di Evelyn, che una volta attraversato il Varco sull'Arco d'Avorio si scopre essere in grado di parlare. E quando parla, non sta più zitto! C'è molto di me in Evelyn, è vero, e molto di Francesco in Stillygan, ma è anche vero che a volte certe sfumature e certi dialoghi si sono amalgamati così tanto da ribaltare le parti. Anch'io so essere ridicolo e irriverente se mi ci metto e il lato simpatico e divertito è anche in Francesco. Abbiamo fuso le nostre personalità  regalandole ai lettori.

 

evelyn-2Evelyn è una ragazzina estremamente attuale, che ascolta Lady Gaga, che va a danza, che manda sms col cellulare. Hai avuto modo di tastare il parere del giovane pubblico per capire quanto si siao immedesimato in lei e negli altri personaggi del libro?

 

Assieme a Francesco abbiamo fatto numerose presentazioni in libreria, presso biblioteche, scuole ed eventi dedicati al fantastico. Abbiamo avuto anche platee di 150 bambini che si sono letteralmente appassionati a Evelyn Starr, tanto da volerne sapere ancora, facendoci un sacco di domande su di lei e la sua vita anche oltre la storia. Credo che questa, per chi ama scrivere, sia la risposta più bella da parte dei giovanissimi lettori. Far appassionare chi legge è il premio più grande e se Evelyn Starr è arrivata al cuore di chi legge con questa forza ci rende davvero felici e orgogliosi. Evelyn Starr è amata dai ragazzini e tutto questo ha qualcosa di magico!

 

Per concludere, ti chiedo una cosa che sta a cuore a tutti i fan della serie: ci sarà mai un'Evelyn Starr 3?

 

“Evelyn Starr. La Regina dei Senzastelle” è uscito a maggio in tutte le librerie ed è il secondo volume della serie. La risposta dei lettori è stata davvero inaspettata tanto che il primo volume, “Il Diario delle Due Lune”, ha riscosso un notevole successo anche a livello di vendite. E' presto, però, per dire se ci sarà un Evelyn Starr 3. Se ne parlerà dopo l'estate con la casa editrice, e se io e Francesco avremo modo di raccontare un'altra avventura della Guardiana delle Nebbie ne saremo più che felici!

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12 luglio 2012 4 12 /07 /luglio /2012 12:32

Non sempre la nebbia è solo un fenomeno atmosferico. A volte, anche se noi non ce ne accorgiamo, la nebbia nasconde qualcosa di... magico! Al di là del suo bianco manto si possono trovare strane creature, personaggi bizzarri e addirittura un regno incatato.

Attenzione però, perché non tutto quello che la nebbia nasconde è buono. Ci sono le Serpibrume, per esempio, che se ti mordono ti fanno perdere la memoria. E c'è anche uno stregone malvagio, che vuole portare scompiglio e terrore.

Solo una ragazzina potrà fermalo. Una ragazzina apparentemente normale, che però scopre di essere l'ultima Guardiana. Evelyn Starr.

 

evelyn-1.jpgEvelyn Starr. Il diario delle due lune (Volume 1)

Evelyn Starr ha tredici anni, vive a Ithil Runa con la madre Meb e la bisnonna Geraldine e divide il suo tempo tra la scuola, le lezioni di danza e le amiche. La sua famiglia però nasconde un segreto: appartiene alla stirpe dei Guardiani delle Nebbie e custodisce l’accesso a un luogo magico, perennemente avvolto dalla nebbia. È il Regno Grigio, dove si aggirano esseri fatati e animali parlanti che cambiano forma dall’alba al tramonto. Evelyn ancora non lo sa, ma è proprio lei l’ultima erede dei Guardiani, l’unica che possa impedire l’avanzata dei Senzastelle e della loro oscura Regina. Insieme al suo nuovo amico Zak, un ragazzo lupo che non ricorda il proprio passato, e ll’eccentrico furetto Stillygan, Evelyn affronterà il viaggio più avventuroso della sua vita: oltre i confi ni della Città Proibita, dentro la Montagna Cava, nel cuore del Palazzo di Ghiaccio, per sconfiggere il crudele Signore delle Nebbie…

 

Evelyn Starr. La regina dei Senzastelle (Volume 2)evelyn-2.jpg

Il Natale è alle porte e Ithil Runa è coperta da un manto di neve. Dopo il suo primo viaggio nelle terre incantate del Mullagh Maat, la vita di Evelyn sembra tornata alla normalità tra la scuola, il saggio di danza e le uscite con gli amici. Ma, al di là dell’Arco d’Avorio, forze oscure tramano per preparare il ritorno di Murigen, la perfida Regina dei Senzastelle. Il 21 dicembre, durante la notte più lunga dell’anno, un’eclisse di luna oscurerà il cielo e, in quel preciso istante, il Patto d’Argento sarà più debole. È l’occasione che Murigen stava aspettando da anni per oltrepassare l’Arco d’Avorio e riconquistare il suo regno. Evelyn sarà così costretta a tornare nel Mullagh Maat insieme all’amico Zak e al fidato Stillygan per recuperare il Gioiello della Luce. Ma un nuovo nemico, dal cuore nero come l’ombra, è pronto a mettersi sulla sua strada: il Principe dei Senzastelle, che nasconde un terribile segreto capace di far vacillare ogni certezza di Evelyn...

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11 luglio 2012 3 11 /07 /luglio /2012 15:17

Tutti noi abbiamo letto, e/o ascoltato, delle fiabe almeno una volta nella vita. Chi non conosce la storia di Cenerentola e della sua scarpetta? Chi non si ricorda della bella addormentata nel bosco?
Forse prorpio perché tutti noi le conosciamo, oggi più che mai le fiabe sono tornate in vita. Una vita ricca e, come si conviene negli anni duemila, completamente nuova. Tra cinema, serie tv e romanzi, tutte le storie che ci hanno fatto addormentare da bambini stanno rinascendo.

biancaneve-193x300.jpgBiancaneve, ovviamente, non poteva fare a meno di invadere prepotentemente la scena. Già un paio di mesi fa si era fatta commedia per il film con Julia Roberts. Ora è la volta di tingersi di scuro.
Arriva oggi infatti, sia in libreria che al cinema, la storia di "Biancaneve e il Cacciatore". Un fantasy dark e avventuroso, con una protagonista che di certo non ha niente in comune con la sua omonima Disney.

Re Magnus è in guerra contro un terribile nemico. Ma armi e battaglie non lo distraggono dal doloroso ricordo della moglie perduta. Di lei gli rimane solo la piccola Biancaneve. Fino al giorno in cui, nella Foresta Tenebrosa, il re incontra una donna bellissima, capace di farlo innamorare di nuovo: la malvagia Ravenna. È la regina del Male, che con le sue arti di magia nera, assorbe dal cuore delle fanciulle l’eterna giovinezza, uccidendole. La prossima vittima è Biancaneve. Ma sotto il candore della pelle e l’ingenuità dello sguardo, la ragazza cela un animo guerriero. Ed Eric, il cacciatore destinato a sopprimerla, si troverà di fronte una donna coraggiosa, affascinante, e decisa a combattere, nonché una banda di nani ribelli che darebbero la vita per lei. La perfida Ravenna ha i giorni contati.

 

 

 

 

Per leggere la storia completa basterà passare in libreria e curiosare tra gli scaffali.
Per vedere invece il film, vi rimandiamo alla Multisala Super di Valdagno, che lo proietterà nelle seguenti date:

  • Mercoledì 11 Luglio - ore 21:00
  • Giovedì 12 Luglio - ore 21:00
  • Domenica 15 Luglio - ore 21:30 (spettacolo all'aperto)
  • Mercoledì 18 Luglio - ore 21:30 (spettacolo all'aperto)


Attenzione! Non accettate mele dagli sconosciuti!

 


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11 luglio 2012 3 11 /07 /luglio /2012 00:26

 

Racconta ai nostri lettori qualcosa di sé e del suo percorso di scrittrice? “Il mio inverno a Zerolandia” è il primo romanzo che pubblica? E’ anche l’unico che ha scritto?

Ho iniziato a scrivere alle medie, componendo brevi poesie, e da lì ho continuato a scriverne diverse. Della poesia mi ha sempre colpito la forma e le possibilità che all’interno di questa mostrava la lingua. Quello è stato per me una specie di cantiere. La prosa è venuta molto tempo dopo, con Zerolandia appunto che è il primo e unico romanzo che ho scritto.


Ne “Il mio inverno a Zerolandia”, lei racconta di una giovane donna (la diciassettenne Alessandra) alle prese con uno dei dolori più grandi della vita, la morte della madre, e del modo che trova per riuscire ad andare avanti. Zerolandia è il modo-luogo della sua rinascita e della speranza. Mi sembra di vedere un incitamento alla vita rivolto ai nostri ragazzi. Tutto ciò era voluto?

Sì, è proprio questo. Zerolandia è il modo-luogo della rinascita. Il modo, perché è necessario il ripiegamento su se stessi e il luogo, perché per farlo dobbiamo trovare uno spazio che ce lo permetta. Zerolandia è  azzeramento che è anche spaesamento e silenzio, necessari affinché affiori il ricordo, il dolore e infine la speranza. Ho voluto che fosse così fin dall’inizio. Molte cose  cambiano mentre si scrive un libro: il carattere di un personaggio ad esempio è facile che cambi mentre si scrive, Zerolandia è stato un punto fermo da subito, voluto perché mi affascinava quella specie di spazio bianco dove far accadere le cose che non si vedono. Quando ho impostato il romanzo era addirittura un luogo fisico, ma poi ho pensato che si poteva fare di meglio e lasciare che fosse il luogo invisibile e silenzioso che ci accoglie ogni volta che per ritrovarci dobbiamo necessariamente azzerare e far tacere il mondo intorno. E’ di sicuro un incitamento alla vita rivolto ai ragazzi, perché trovino quegli spazi necessari a riflettere, gli azzeramenti dove tutto ricomincia.


E la speranza? Che ruolo le dà nell’economia del racconto? Nonostante nel titolo ci siano le parole Inverno e Zerolandia, io vedo molta luce in questa storia.

Ce n’è tanta, anche nei momenti più cupi. La stessa Zerolandia è luminosa, non l’ho mai pensata come lo spazio grigio dell’esistenza. Per me la solitudine, il silenzio, sono di segno positivo, è questo che ho voluto dire, soprattutto ai ragazzi. Se vuoi ascoltare qualcuno, lo devi portare fuori dalla confusione, dal rumore e trovare quello spazio dove l’incontro diventa possibile.


Quando e come ha preso forma, dentro di lei, questa storia, dove ha trovato ispirazione? Esistono o sono esistiti nella sua vita una Zeta e uno Zero?

Ha preso forma anni fa, dopo la malattia e la morte di mia madre. Zero e Zeta sono esistiti nella misura in cui hanno entrambi qualcosa di me e qualcosa che avrei voluto essere e comunque sono giovani come tanti, con le loro difficoltà, i passi falsi, la loro ricerca della felicità e di una propria definizione.


Può dare ai nostri giovani e meno giovani lettori almeno tre motivi per leggere “Il mio inverno a Zerolandia”?

1 – per riflettere su ciò che ci spaventa, per non allontanare come cose fuori moda la solitudine e il silenzio

2 – perché la libertà non può essere omologazione, le vere sorprese arrivano quando concediamo uno spazio a ciò o chi consideriamo diverso

3 – perché una storia d’amore è sì un evento, ma soprattutto rispetto, conoscenza vera dell’altro e impegno


Alla base di un libro, di un film o di un’opera d’arte c’è un’idea, qualcosa che abbiamo la necessità di condividere. Ci può rivelare qual è stata la sua urgenza, ciò che l’ha spinta a scrivere e a  pubblicare?

La mia urgenza è stata quella di raccontare una perdita, poi subito dopo è arrivata Zerolandia, lo spazio dove fuggire, e infine mi sono chiesta: e adesso, a chi la faccio raccontare?


Il suo stile è piano, lineare, a volte un po’ ruvido, certamente di grande appeal. Quanto ha lavorato e rivisto il testo? Le chiedo questo perché la mia sensazione è stata che dietro all’apparente semplicità della narrazione ci sia stato un lungo e faticoso cammino.

Ho lavorato molto al testo, per me è stata una cosa non facile. Anche solo mantenere i due registri,  la scelta di alternare e creare un dialogo tra presente e passato. Zerolandia è stato il mio laboratorio. Più volte mi sono fermata, sono tornata indietro, l’ho riscritto, ho scelto con cura in alcuni passaggi la singola parola. Anche accorgersi che una cosa che ti piace molto però non funziona e ci devi rinunciare. Scrivere per me è stato anche non cedere alla lusinga, all’autocompiacimento.


E’ giusto definire “Il mio inverno a Zerolandia” un romanzo di formazione?

E’ anche un romanzo di formazione, sicuramente.


Infine può consigliare ai suoi e nostri lettori alcuni libri che per lei sono stati importanti? E per il pubblico più giovane cosa suggerisce?

Ai lettori in generale consiglio:

Cheever, I racconti, perché è lo scrittore delle cose indefinibili, di certi stati d’animo dolenti eppure impalpabili, quasi inconoscibili e poi perché il racconto è un genere che amo molto.

Vassilij Grossman, Tutto scorre, perché mi ha fatto riflettere su ciò che vuol dire la parola progresso, civiltà. Perché è un libro che parla di libertà, degli orrori che noi abbiamo scampato senza apprenderne la lezione.

Yann Martel, Vita di Pi, l’avventura, l’oceano, il profumo dello iodio ad ogni pagina, il rapporto assoluto, meraviglioso e feroce, con la natura e un animale.

Elisabetta Severina, Quarantatrè, un’eredità particolare per una storia di famiglia e un rapporto d’amore, scritto in una prosa bellissima.

Per i giovani lettori:

Mi chiedo quando ti mancherò, Amanda Davies, la storia di una violenza, di un alter ego ingombrante e dispotico. Una storia per capire che il peso del corpo è nei pensieri.

Marcello Argilli, Ciao, Andrea, il dialogo tra un ragazzo e un uomo, tra un padre e un figlio, tra la società con le sue regole e le sue sicurezze e la libertà, con i suoi rischi, con il suo respiro.

Jay Asher, 13, il contrasto tra apparenza e realtà, bugie, piccole cattiverie, l’ipocrisia come esercizio quotidiano. La storia di Hannah Baker, tra menzogna e innocenza, una ballata per riflettere sulle nostre ombre e la nostra indifferenza.

J.C. Oates, Bruttona & Lingualunga, un ragazzo tranquillo e normale, una ragazza tosta, lui bello e lei brutta, e un caso di isteria collettiva. L’intelligenza contro la stupidità, la solidarietà contro la violenza. E l’amore.

 

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6 luglio 2012 5 06 /07 /luglio /2012 15:27

 

cop-copia-1Zeta e Zero sono i protagonisti di questa bella e intensa storia di dolore, di amore e di vita. Alessandra/Zeta ha 17 anni e ha perso la mamma a causa di un tumore e ora cerca di provare a vivere senza la persona più importante. Lo fa a modo suo assieme alla nonna e alle amiche di sua madre e,  con i soli  mezzi che conosce, dà una svolta alla sua quotidianità: a scuola cambia tutto, si siede ad un banco nuovo, vicino a Zero. Come succede a Gabriele/Zero vuole essere ignorata da tutti. Ma Gabriele è un giovane sensibile, dalla vita difficile e con un talento straordinario per il fumetto e permetterà ad Alessandra di entrare nel suo mondo. Entrambi trovano una persona speciale con cui condividere un pezzo di strada.

Alessandra da questo cammino imparerà molto su se stessa e sull’amore e sarà capace di accettare la vita e un amore- amico diverso, bello, speciale. Sarà capace di non farsi risucchiare dal dolore e di tornare alla vita con speranza.

“Il mio inverno a Zerolandia” è vero romanzo di formazione ed il romanzo d’esordio di una scrittrice di tutto rispetto, che qui mostra una prosa fresca, attenta, studiata, consapevole.

 

LA FRASE. “Quando torna la felicità faccio finta di niente. Farò finta di non accorgermi, come uno che può fare senza, che ha imparato e si accontenta. Quando torna la felicità non le dico niente. Farò finta di non vederla e basta”.

 

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5 luglio 2012 4 05 /07 /luglio /2012 00:08

santuliana locandina

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4 luglio 2012 3 04 /07 /luglio /2012 16:08

storiadagosto.jpgAgata ha dodici anni ed è rimasta sola a casa mentre i suoi genitori sono andati in Svizzera a trovare la nonna molto malata. Sua sorella, che doveva farle da babysitter, è inaffidabile perché ha disertato il viaggio con i genitori solo per poter stare, di nascosto, col suo fidanzato. E Agata? Fortunatamente Agata è una ragazzina intelligente e ironica e saprà come passare il tempo.
Ad aiutarla in questo c'è Gabo, il ragazzo che consegna pizze a domicilio. E' più grande di lei, ma, per una serie di eventi, si ritrovano a passare insieme molto tempo.


Con questo nuovo amico, Agata scoprirà un sentimento che forse è amore, ma che forse non lo è. Rimetterà a posto il passato della sua famiglia, che è complicato e anche un po' triste. E verrà perfino coinvolta in un piano per fermare le corse clandestine dei cavalli.

Insomma, una grande avventura da vivere a Ferragosto!


Nadia Terranova ha confezionato per i giovani, ma non solo, una storia davvero ottima. Grazie ad uno stile fresco e vivace, diverso per ognuno dei due personaggi, riesce a catturare il lettore con grande facilità.
Le personalità frizzanti e anche un po' stravaganti dei due protagonisti emergono dalla scrittura rendendo il tutto estremamente simpatico e accattivante.

Il racconto si svolge con semplicità, ma allo stesso tempo riesce a mostrare quanto sia bella la quotidianità. Non importa se ci sono i problemi e i pianti (e nel passato della famiglia di Agata ce ne sono), di sicuro ci saranno anche i sorrisi e gli abbracci ed è questo che conta nella vita.

Importante e positivo anche il fatto che l'autrice affronti il tema del maltrattamento e delle corse/lotte clandestine di animali: attraverso una narrazione fresca e coinvolgente avvicina i bambini ad una realtà negativa e riesce a far capire loro che certi comportamenti sono sbagliati senza risultare pedante, anzi trasforma il tutto in una splendida avventura.
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28 giugno 2012 4 28 /06 /giugno /2012 12:39

Quando si pensa alla letteratura fantasy, è ovvio che un nome ci balzi subito in mente: Tolkien.

Tolkien è stato il padre di questo genere, oggi così attivo, e sebbene ormai il fantasy si sia suddiviso in tantissime altre sottocategorie dalle differenze più disparate, la forma epica caratteristica del Signore degli Anelli è quella che più abbiamo in testa.

Con l'avvento poi della trasposizione cinematografica, e del fervore fantastico che ne è conseguito, questo tratto distintivo si è fatto ancora più presente e, probabilmente, inavvicinabile. Già, inavvicinabile, perché chi altri è poi riuscito a creare quel senso di grandioso, di mitologico? Chi ha mai saputo eguagliarne la bravura nel creare un mondo così realistico, un contesto così vero? Terry Brooks? Christopher Paolini? La nostra Licia Troisi? No, ovviamente. Il distacco tra il maestro e i suoi 'allievi' più famosi è davvero abissale.

Non leggeremo più, quindi, qualcosa di altrettanto epico? Secondo me sì, lo leggeremo. Anzi, possiamo già leggerlo. Basta avere il coraggio di avventurarsi nel mondo de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, l'immensa opera in via di completamento scritta da George R. R. Martin.

Martin, oltre alle due R puntate, con Tolkien condivide di sicuro un punto di partenza, ma allo stesso tempo è riuscito a discostarsi ampiamente dal 'Maestro', e a creare una propria identità dal grande impatto.

 

Il-trono-di-spade-libro

Ma cosa raccontano queste Cronache? Beh, rispondere a una domanda del genere risulta davvero impossibile, perché la carne sul fuoco è davvero tanta. Diciamo che tutto inizia quando, a seguito della sospetta morte del Primo Cavaliere del Re, il sovrano del Continente Occidentale nomina nuovo 'consigliere' un suo vecchio amico. Eddard Stark, così si chiama, si ritroverà così a seguire una scia di segreti gelosamente custoditi, fino alla scoperta di una verità che, più o meno indirettamente, scatenerà una guerra per il regno. Cinque saranno i contendenti per la corona; chi riuscirà, però, a sedere sul Trono di Spade? E mentre gli uomini si fanno la guerra, chi si ricorderà del mondo oltre la Barriera? E chi si accorgerà e combatterà gli Estranei, mitiche creature  che assieme all'inverno stanno arrivando.

 

Grandi combattimenti, una moltitudine di intrighi, personaggi indimenticabili che vi faranno provare odio, amore, simpatia e terrore. Una fitta serie di sottotrame magistralmente gestita e ben caratterizzata, grazie anche all'utilizzo di molteplici punti di vista. Continui colpi di scena e risvolti imprevedibili. Il tutto ambientato in un mondo medievaleggiante, in cui però non mancano riferimenti ai popoli nomadi e orientali. Una saga low magic (a basso contenuto di magia) con un grande studio dei personaggi e dei loro popoli. Una minuziosa costruzione di un mondo che ridona vera epicità alla narrativa fantasy.

 

Il fascino del Trono di Spade e della guerra dei Cinque Re è risultata talmente affascinante da conquistare perfino la televisione. Con una produzione di tutto rispetto che coinvolge anche Martin stesso, l'anno scorso è infatti iniziata la serie televisiva Il trono di spade, ormai giunta alla seconda stagione.

 

 

Sul fronte libreria, siamo invece appena giunti alla pubblicazione dell'undicesimo volume italiano della serie, I fuochi di Valyria. Ci troviamo a un punto cruciale, in cui la posta in gioco è davvero alta. Le vicende presentate nei primi volumi sono romai completamente ribaltate e i pretendenti al trono sempre meno. Rimane però la domanda: chi si siederà, alla fine, su quel trono?

Leggere per scoprirlo!

i fuochi di valyria

 

Per chi invece non si fosse ancora avvicinato alle Cronache, ecco una breve panoramica riassuntiva che vi guiderà all'acquisto dei volumi.

1. Il trono di spade

2. Il grande inverno (ora disponibili anche nel volume unico Il trono di spade Vol.1)

3. Il regno dei lupi

4. La regina dei draghi (ora disponibili anche nel volume unico Il trono di spade Vol.2)

5. Tempesta di spade

6. I fiumi della guerra

7. Il portale delle tenebre

8. Il dominio della regina

9. L'ombra della profezia

10. I guerrieri del ghiaccio

11. I fuochi di Valyria

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20 giugno 2012 3 20 /06 /giugno /2012 22:57
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