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12 agosto 2017 6 12 /08 /agosto /2017 15:59

“Le nostre anime di notte” è l’ennesimo capolavoro dello scrittore americano Kent Haruf pubblicato da NNEditore .  Siamo a Holt, piccola cittadina inventata del Colorado, e Addie Moore bussa alla porta del vicino Louis Walters e gli chiede “vuoi passare la notte da me?”. In un primo momento Louis è titubante, ma poi decide che sì, si può provare. Addie e Louis non sono più giovani, sono vedovi  e le loro vite sono monotone e una svolta ci vuole.

Le notti passate vicini a parlare diventano, quasi, la loro ragione di vita. Ma gli ostacoli a questo loro voler vivere pienamente la loro amicizia non mancano, i loro figli e la bigotta comunità di Holt non sono pronti ad accettare un comportamento tanto anticonvenzionale e spre giudicato

Ecco che Addie e Louis dovranno scegliere.

La scrittura di Haruf ti avvolge, non ti permette  di alzare lo sguardo dalla pagina. Ti senti avvolto in flusso di parole, in cui manca quasi la punteggiatura, almeno quella del discorso diretto. Le voci dei protagonisti si intrecciano come le loro anime di notte.

Ho amato questo piccolo libro e ho pianto assieme a Addie, Louis e al piccolo Jamie.

Kent Haruf morì nel 2014 per un cancro ai polmoni e scrisse “Le nostre anime di notte” negli ultimi mesi della sua vita e con questo romanzo testamento ha voluto raccontare la sua storia con la moglie Cathie.

Per conoscere meglio questo grande scrittore americano, al pari di John Williams, snobbato per decenni da tutti e ora venerato, vi consigliamo di leggere l’intervista di Repubblica alla moglie Cathie.

http://www.repubblica.it/cultura/2017/02/11/news/cathy_haruf_eravamo_io_e_kent_le_due_anime_nella_notte_-158067536/

 

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11 agosto 2017 5 11 /08 /agosto /2017 17:19

Ho amato molto “Guardami negli occhi” di Giovanni Montanaro; con delicatezza e una scrittura intensa e perfetta, l’autore ci racconta la storia d’amore tra Raffaello e la Fornarina. Anzi, è Margherita stessa a dar vita  a questo romanzo, lei cammina per le vie di Trastevere, corre, ama e infine racconta ciò che ha vissuto dal momento in cui il più bravo pittore del mondo l’ha vista e l’ha voluta conoscere.

Dal convento di Sant’Apollonia in cui si rinchiude dopo la morte del suo amore, Ghita Luti ricorda e mette in scena il miracolo dell’amore, quello grande, unico, in cui continua a vivere anche rimasta sola e che rendeva Raffaello un pittore ancora più grande, non solo perfetto, ma grande davvero.

 Se guardate il ritratto della Fornarina, che si trova a Roma, a Palazzo Barberini, potete vedere tutto questo e il piccolo anello, per secoli rimasto nascosto sotto un tratto di pittura messo forse da un allievo di Raffaello, è li, di nuovo visibile, per testimoniare la storia di un amore osteggiato dal potere,  dalla convenienza e dalla paura.

Giovanni Montanaro riesce inoltre a far vivere la Roma di fine Quattocento e inizio Cinquecento, una Roma piena di cantieri, ma nello stesso tempo piccola e solo testimone della grandezza di un passato irripetibile.

Grazie anche al genio di Raffaello, quella Roma è oggi parte del nostro immaginario e della nostra storia, quel genio, che dalle pagine di “Guardami negli occhi” così dipinge la sua Margherita:

“Siediti,” ha proseguito, mostrandomi un pancaccio di fronte al suo sgabello.

“Guardami negli occhi.”

Io ho obbedito. Ho sorriso un poco, senza muovere le labbra, con gli occhi che gli volevano bene, e restavano furbi, svegli.

Ha scelto un asse di pioppo, tutta chiara, e l’ha appoggiata sopra il cavalletto. Ha regolato l’altezza, preso le distanze, e ha cominciato il primo schizzo. Andava di getto, le linee frenetiche, sicure, come sapesse da sempre cosa fare. [...]

Mi ritraeva quando eravamo soli, di notte.

Spesso mi chiamava per pochi attimi. Per vedere, verificare, una luce, un colore, lo sfondo, l’intensità delle pupille, la forma delle dita, l’osso del polso. Voleva che tutto fosse perfetto. Ma procedeva anche senza di me, appena la bottega era vuota. All’inizio aveva pensato di poter concludere in pochi giorni, perché aveva sentito quanto gli riusciva naturale, si era accorto che sapeva tutto di me, che il mio corpo l’aveva visto migliaia di volte; i miei capelli, le mie ciglia, il gomito, il collo, nessuna parte di me aveva segreti per lui, conosceva il mio corpo meglio di quanto lo conoscessi io. Ma presto aveva capito che quell’amore andava sotto, sotto quel corpo, e che bisognava cercarlo, immergersi, per on perderlo.”

Imm. Giovanni Montanaro con noi a Valdagno per presentare il suo romanzo.

Giovanni Montanaro (Venezia, 1983) è scrittore e avvocato. Ha scritto racconti, testi per il teatro e i romanzi La croce Honninfjord(Marsilio, 2007), Le conseguenze (Marsilio, 2009), Tutti i colori del mondo (Feltrinelli, 2012), Tommaso sa le stelle (Feltrinelli, 2014) e Guardami negli occhi (Feltrinelli, 2017)

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31 gennaio 2017 2 31 /01 /gennaio /2017 14:39

A Joanne Harris piace tornare sulle sue storie. Le piace andare a trovare vecchi personaggi per vedere come se la stanno passando, cos'è successo alle loro vite. Se c'è qualcosa di nuovo. Perché la vita di un personaggio letterario è esattamente come la vita di una persona vera: continua anche a libro finito.

Ecco allora che in passato abbiamo potuto leggere più avventure di Vianne Rocher, oppure di Loki e delle divinità nordiche. E ora ecco ricomparire Roy Straitley, il vecchio professore di latino di St. Oswald, protagonista, suo malgrado, di quello che potremmo definire il primo thriller psicologico della Harris: "La scuola dei desideri" (che poi è anche uno dei suoi lavori migliori, a mio parere).

 

Si torna dunque a St. Oswald, scuola per studenti maschi, un anno dopo le vicende raccontate nel libro precedente; e anche questa volta ci saranno misteri da svelare, colpevoli da incastrare e innocenti da riscattare.

Con una scrittura davvero magnifica, la Harris, al suo top, ci regala un nuovo giallo appassionante e ben costruito, con i suoi mai scontati colpi di scena che noi lettori affezionati amiamo e ci dimostrano quanto l'autrice sia stata brava a depistarci.

 

Ma "La classe dei misteri" è soprattutto un romanzo sulla scuola. Una scuola che, come la società, sta cambiando in maniera impressionante. Una scuola dove bisogna adattarsi o sparire, dove la tecnologia arriva a scapito delle tradizioni e dove anche i metodi educativi considerati eccellenti fino a poco prima rischiano di crollare.

È questa forte componente scolastica, frutto dell'esperienza della stessa autrice, a rendere infatti unico il romanzo. È impossibile non trovarsi a riflettere sullo stato della nostra scuola, di quella dove siamo andati noi o dove vanno i nostri figli. Così come è impossibile non trovarsi a riflettere su alcuni temi 'caldi' quali l'omofobia e il bullismo, ampiamente trattati in queste pagine.

Sebbene la Harris in questo lavoro ponga l'accento sia su quello che apparentemente risulta sbagliato che su ciò che invece ritiene corretto, è indubbio che lascia anche ampio spazio alla libertà di pensiero di ognuno. Mi sembra però che tra queste pagine lei chieda al suo lettore di pensare, di ragionare per bene su quanto si sta leggendo, e poi di schierarsi. Perché bisogna schierarsi, di questi tempi, bisogna scegliere e accettare le conseguenze delle proprie scelte.

 

"La classe dei msiteri "è insomma un romanzo che pare un thriller, ma che è molto di più.

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15 dicembre 2016 4 15 /12 /dicembre /2016 16:28

 

È da oggi (15 dicembre) nelle sale Miss. Peregrine. La casa dei ragazzi speciali, ultimo film di Tim Burton e con protagonista una sempre splendida Eva Green. La storia, che ruota attorno a un gruppo di ragazzi dai poteri speciali che avranno bisogno dell'aiuto del protagonista Jake per essere salvati, è in verità tratta dal romanzo di Ransom Riggs La casa per bambini speciali di Miss Peregrine, edito in Italia da Rizzoli e primo di una trilogia.

 

 
Il connubio tra libri e film non si riduce però a questa pellicola. Negli ultimi anni, poi, forse complice l'apparente mancanza di inventiva che spinge Hollywood a puntare sempre più su sequel, reboot e adattamenti, questa accoppiata carta-pellicola si è fatta sempre più vincente. Basti pensare che solo quest'anno sono uscite le trasposizioni di bestseller quali Il piccolo principe, Inferno di Dan Brown e La ragazza del treno, giusto per citarne alcuni. Ma il fenomeno non sembra affatto intenzionato fermarsi e, anzi, nei prossimi mesi saremo letteralmente sommersi da pellicole che hanno il loro cuore nell'industria del libro.
 

Ancor prima di concludere questo 2016 avremo la possibilità di vedere sugli schermi la trasposizione cinematografica de Il GGG, famosissimo romanzo di Roald Dahl pubblicato in Italia da Salani, che racconta della straordinaria, e inusuale, amicizia tra un Grande Gigante Gentile e Sophie, una bambina che crede di essere stata rapita dalla creatura per essere divorata, ma che finirà col diventare sua complice per un grande piano e una grande amicizia.

Il film in live action è diretto da Steven Spielberg e debutterà nei nostri cinema il 30 dicembre.

 
 

Il 6 gennaio, invece, dopo una release limitata il 23 dicembre, approderà nelle sale americane A Monster Calls, pellicola diretta da J. A. Bayona (regista del prossimo Jurassic World 2) e tratta dal romanzo di Patrick Ness, Sette minuti dopo la mezzanotte (edito da Mondadori), che ne cura pure la sceneggiatura. Protagonisti sono un ragazzino di tredici anni, Conor, e un mostro-albero che compare ogni notte sette minuti dopo la mezzanotte in cerca della verità. Inutile dire che non sarà così semplice ottenerla.

Non si sa ancora nulla della release italiana, ma mi auguro venga annunciato qualcosa molto presto; la storia è bellissima e toccante e nel film ci sono attori come Felicity Jones e Sigourney Weaver. Sarebbe un peccato non poterla vedere nelle nostre sale.

 

Sempre a gennaio, il dodici, arriverà Arrival, film con Amy Adams e Jeremy Renner e diretto da Denis Villeneuve. La storia, tratta da un racconto di Ted Chiang contenuto nella raccolta Storie della mia vita, da poco edita da Frassinelli, ruota attorno a una sorta di invasione aliena e al tentativo di fermarla. Ma attenzione, non si tratta del solito sci-fi, qui la chiave di tutto è il linguaggio.

 

Il 23 febbraio sarà invece la volta dell'ennesimo young adult che cerca di trovare una strada per il successo cinematografico raggiunto da saghe come Twilight e Hunger Games. Sto parlando di Fallen, romanzo, sempre facente parte di una saga (una quadrilogia, a voler essere precisi), scritto da Lauren Kate ed edito da noi da Rizzoli, al cui centro c'è una ragazza, anche in questo caso contesa da due pretendenti che si riveleranno essere angeli caduti.

 

La luce sugli oceani, film tratto dall'omonimo romanzo di M. L. Stedman, edito in Italia da Garzanti, con Alicia Vikander e Micheal Fassbender, arriverà nelle nostre sale a marzo.

La storia è ambientata in Australia, subito dopo la fine della prima guerra mondiale. Tom è il guardiano di un faro e Isabel è sua moglie. La loro vita cambia quando trovano, su un'imbarcazione, una bambina e il cadavere di un uomo.

 

Altri due film molto attesi stanno invece ancora aspettando una data di uscita italiana. Sto parlando di due pellicole tratte da storie che portano la firma del re: Stephen King, e quindi indubbiamente molto attese anche da noi dello stivale.

La prima è l'adattamento della saga della Torre Nera e che ha per protagonisti Idris Elba e Matthew McConaughey. Sarà nei cinema americani a partire da febbraio.

La seconda è invece il nuovo adattamento di IT, che sembra verrà mostrato al pubblico americano a partire da settembre e che vede alla regia di Andy Muschietti e il giovane Bill Skarsgard nei panni del diabolico clown Pennywise. Dopo la miniserie di dubbia qualità del 1990, chissà cosa saranno capaci di fare questa volta.

 
Di sicuro, però, c'è che a partire da gennaio approderà su Netflix Una serie di sfortunati eventi, trasposizione della saga di tredici romanzi per ragazzi firmati da Lemony Snicket, Salani, già divenuta film nel 2014, ora una serie televisiva con Neil Patrick Harris nei panni del perfido conte Olaf, un oscuro figuro che cercherà in tutti i modi di impossessarsi dell'eredità dei tre fratelli Baudelaire.
 

Sempre a inizio anno dovrebbe approdare su Starz la serie tv di American Gods, forse il romanzo più famoso di Neil Gaiman, vincitore di un premio Nebula e di un premio Hugo, e che racconta di uno scontro tra antiche e nuove divinità. Chissà quando arriverà in Italia.

 

Insomma, ce n'è per tutti gusti, siate voi amanti dei libri o dei film, e sicuramente qualche nuovo titolo verrà annunciato durante l'anno.

Voi cosa attendete di più?

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12 febbraio 2016 5 12 /02 /febbraio /2016 01:05
MELODY di Sharon M. Draper

Ho letto Melody tutto d’un fiato, non ho lasciato il libro finché non sono arrivata all’ultima pagina. Non mi succede spesso, ma la piccola Melody ha una storia tosta da raccontare ed è proprio brava a dar voce ai suoi pensieri. Proprio lei che non può parlare, ma ha la testa piena di parole, ci trasporta nel suo mondo e ci spiega come una bambina tetraplegica con un’intelligenza fervida debba lottare per farsi capire.

Grazie a Dio, Melody ha delle risorse e le mette in campo tutte per non rimanere imprigionata nel suo corpo; con l’aiuto di mamma, di papà, della Signora V. e di Catherine, riuscirà a dire al mondo molte cose e non sarà più solo la ragazzina “handicappata”, che sbava, non mangia da sola e fa versi strani.

Non vi voglio raccontare troppo, perché Melody va scoperta leggendo, immergendosi nelle pagine di questo bellissimo romanzo di Sharon M. Drapen, che per ben due anni è rimasto in vetta alle classifiche del New York Times.

Ma chi è questa scrittrice? Beh! La Drapen è una delle scrittrici più amate negli Stati Uniti, ma soprattutto è un insegnate e la mamma di una bambina disabile.

Ecco come lei stessa si racconta:

“Io sono una creatrice, una visionaria, una poetessa. Mi approccio al mondo con gli occhi di unartista, con gli orecchi di un musicista e con l’anima di una scrittrice. Io vedo l’arcobaleno dove gli altri vedono solo pioggia, e possibilità dove gli altri vedono solo problemi. Amo i fiori di primavera, il calore dell’estate sul mio corpo e la bellezza delle foglie cadute in autunno. La musica classica, l’arte e il balletto sono motivo di ispirazione, proprio come il blues e il Dim Cafè.

Io amo scrivere, le parole escono facilmente dalla punta delle mie dita e il mio cuore batte rapidamente quando un’idea comincia a diventare realtà sulla carta davanti a me. Sorrido spesso, rido con facilità e piango di fronte al dolore e alla crudeltà. Sono un’insegnate e una ricercatrice della conoscenza, e cerco di portare i miei lettori con me nel mio viaggio della vita. Sono appassionata di ciò che faccio.

Ho imparato a sognare attraverso la lettura, ho imparato a creare sogni con la scrittura e ho imparato a dar vita a sognatori attraverso l'insegnamento . Io sarò sempre un sognatrice . Vieni, sogna con me.”

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7 ottobre 2015 3 07 /10 /ottobre /2015 23:33
Incontri d'autore: Paola Predicatori presenta "Il tuo corpo adesso è un'isola"

Abbiamo molto amato "Il mio inverno a Zerolandia, il primo romanzo di Paola Predicatori, lo abbiamo consigliato e molti di voi l'hanno letto.

Ora Paola è tornata in libreria con un nuovo protagonista, Ascanio, un adolescente con i genitori separati e un fratello che non c'è più. Ascanio va avanti, anche in maniera sguaiata, inesperta, e sembra accettare il presente senza farsi troppe domande, con poche idee sul suo futuro. Sembra lasciarsi vivere, Ascanio, forse reagisce così ai dolori della vita. Non conosce altro modo per trovare la via verso una libertà tanto desiderata; ma l'incontro con Adele e il coraggio di affrontare il passato gli daranno la forza di "volare".

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5 ottobre 2015 1 05 /10 /ottobre /2015 14:22

 

Le divinità nordiche non ci sono del tutto sconosciute, sebbene appartengano a realtà storiche e culturali e noi non proprio prossime. Ma chi non conosce Odino, giusto per fare un nome?
Negli ultimi anni, poi, soprattutto grazie ai film Marvel con protagonisti i supereroi dei fumetti, alcune figure appartenenti alla mitologia norrena sono prepotentemente entrate nella cultura pop di un po' tutto il mondo. Del resto, chi ormai non conosce Thor, il dio del tuono, che grazie al prestante fisico di Chris Hemsworth ha spezzato cuori e schermi? E chi non sa chi sia Loki, il suo fratello/nemico, così carismatico nell'interpretazione di Tom Hiddleston da aversi creato un esercito di ammiratori?

 

Joanne Harris, però, nel suo ritorno al fantasy dopo i due volumi Le parole segrete e Le parole di luce (di cui il nuovo libro è una sorta di rpequel a sé stante), attinge alla vera mitologia norrena per riproporcela in maniera divertente e affascinante. Il canto del ribelle (in libreria da giovedì 8 ottobre) raccoglie infatti alcune delle vicende più iconiche e rappresentative della mitologia vichinga e ne dona una continuità, creando una storia in grado di appassionare non solo gli amanti della letteratura fantasy, ma anche chi vuole conoscere qualcosa di più su dei miti magari poco conosciuti.
Ma la Harris ha scelto una strada brillante per raccontare queste gesta, decidendo di narrare il tutto tramite il punto di vista, e la voce, di Loki, il dio degli inganni, una figura ambigua, assorto a ruolo di dio senza esserlo davvero, amato e anche odiato da Odino e sempre in bilico tra il bene e il male.
Con un ritmo incalzante e una lingua tagliente, ecco allora che ci viene raccontata la storia della nascita di Asgard, delle sue vicissitudini, di come gli dei si siano mossi nella storia e di come siano caduti. Il tutto sotto lo sguardo impietoso di Loki e tramite la sua acuta ironia. Questa è la sua versione della verità, in fin dei conti. E proprio in quanto SUA versione, il libro riesce anche a mostrarci come siano le parole le vere motrici del mondo e della storia, come siano le parole le forze creatrici che ci hanno plasmato.

 

Ne risulta un romanzo divertente e appassionante, che pesca a piene mani dalla mitologia riuscendo al tempo stesso a reinventarla senza però tradirla.
Una storia fantastica che parla di divinità, inganni e avventure. Una storia che parla di parole e di convinzioni, di punti di vista e di sbagli.
Un storia per tutti i lettori.

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31 agosto 2015 1 31 /08 /agosto /2015 11:14

Siamo abituati, probabilmente anche a causa della cinematografia, a pensare alla fantascienza come a un genere che dona al lettore grandi quantità. C'è lo spazio che è enorme, la navicella gigante, vasti mondi da esplorare e popolazioni da scoprire. C'è la vastità, insomma. Non che questo non dia spazio a storie più contenute, ma di sicuro molta narrazione viene dedicata alla grandezza dello scenario.
Michel Faber, invece, ci ha da poco regalato una storia fantascientifica di 600 pagine che risulta però essere molto intima, molto intimistica.

 

Era il 2002, forse lo ricorderete, quando venne pubblicato Il petalo cremisi e il bianco, un romanzone 'vittoriano' con protagonista la prostituta Sugar, che ha regalato a Faber la fama. Quel romanzo lo portò alla ribalta e con gli anni l'autore ha saputo regalarci sempre storie molto diverse tra loro, in grado di ammaliare, ma anche destabilizzare, il lettore, che non sapeva mai cosa aspettarsi.
E anche questa volta non si risparmia.

 

La fantascienza, è vero, l'aveva già toccata con Sotto la pelle (divenuto poi un film di Janathan Glazer, con Scarlett Johansson), ma in quel caso la storia era cruda e a tratti crudele.
Con Il libro delle cose nuove e strane, invece, Faber racconta una storia tra un marito e una moglie, la cui distanza spaziale diventa una metafora per raccontare le difficoltà di una coppia e l'allontanamento che nella vita può avvenire per mille cause diverse.
Protagonista è infatti Peter, un religioso che viene incaricato di andare a evangelizzare gli abitanti indigeni del pianeta Oasi e che si ritrova così a doversi separare dalla moglie per un lungo periodo, proprio mentre sulla Terra una serie di eventi catastrofici renderà la vita piuttosto difficile.

 

È da sottolineare il fatto che, proprio durante la stesura del libro, alla moglie di Faber era stato diagnosticato un cancro terminale che l'ha condotta alla morte nel luglio 2014. E sebbene sembri quasi 'crudele' ricordare questo fatto, risulta impossibile non notare come Il libro delle cose nuove e strane racconti proprio di questo, ossia di un amore tra due persone, che hanno vissuto le loro tensioni, i loro momenti alti e bassi, ma che si amano profondamente e che non vorrebbero dividersi mai... solo che non tutto dipende da noi.

 

È anche un romanzo sulla fede. Sulla fede di un religioso che sente Dio in ogni suo gesto, ma anche la fede di una moglie che potrebbe vacillare, e poi la fede degli alieni, che sembra più un bisogno di storie e rassicurazioni.

 

Il libro delle cose nuove e strane è insomma un romanzo dove l'autore mette a nudo i suoi sentimenti per alcuni temi che l'hanno toccato molto da vicino. Un romanzo che dedica poco spazio all'esplorazione, ma grande respiro ai sentimenti. È una storia sui dubbi e sulle preoccupazioni. Un racconto triste, anche, ma che saprà toccare ogni lettore in un modo diverso.

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14 giugno 2015 7 14 /06 /giugno /2015 22:02

 

Oceano ha novantotto anni e vuole che la sua vita non vada perduta, la sua memoria inizia a vacillare, allora decide di regalarla a Francesco Vidotto, affinché la metta su carta e la faccia girare per il mondo, portandola magari anche in riva al mare. Quel mare che lui, pur con un nome che lo evoca, non ha mai visto.

Quella che Vidotto racconta, tra cronaca e romanzo, nel suo libro è la straordinaria vita di quest’uomo buono, tanto provato dagli eventi dell’esistenza e dalla cattiveria dell’uomo, ma sempre pronto al perdono e all’amore. Il suo animo bello è la “casa” di Italia, il luogo che lei non abbandona mai, neanche quando lei e Oceano vengono separati dalla guerra e quando per Oceano viene scavata una fossa nel cimitero di Taj di Cadore perché lo si pensa morto in Russia.

Il destino, però, ha pensato qualcosa di diverso per loro; una lunga vita insieme,questo sì, anche se una vita difficile, attraversata da dolori immensi.

Ciò che esce dalle pagine di questo romanzo, così mi sento di definirlo, è proprio l’amore con la A maiuscola. Ve lo consigliamo e vi invitiamo a sentire Francesco il 28 luglio a Valdagno nel cortile di Palazzo Festari.

http://www.francescovidotto.com/blog/francesco-vidotto-scrittore-di-libri-di-montagna/
http://www.francescovidotto.com/blog/francesco-vidotto-scrittore-di-libri-di-montagna/

http://www.francescovidotto.com/blog/francesco-vidotto-scrittore-di-libri-di-montagna/

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28 maggio 2015 4 28 /05 /maggio /2015 23:41
Libro del mese di maggio 2015: "Dimmi che credi al destino" di Luca Bianchini

“Dimmi che credi al destino” , un titolo, ma anche un’affermazione, perché, per  vincere certe scommesse, quelle con la vita, bisogna per forza crederci al destino. Quando il tuo piccolo ma sicuro mondo rischia di crollare sei costretta a inventare e ad andare incontro al destino. Ed Ornella, che dirige l’Italian Bookshop di Londra, si trova a dover affrontare il pericolo della chiusura e a cercare soluzioni per scongiurare il peggio.

Lo fa, a mio avviso, in un modo un po’ sguaiato, con la paura costante di sbagliare, sentendosi inadatta e senza il coraggio di osare, ma Ornella, seppur sia sola, non abbia più un marito e non abbia nemmeno un gatto immaginario come la sua collega Clara, ha la sua forza nell’amica Patti e grazie ai suoi consigli troverà la strada.

Con questo romanzo Luca Bianchini ci porta a Londra e poi in Italia a Verona, a ritroso nel passato, e infine di nuova nella capitale britannica, dove la libreria italiana non può e non dovrà chiudere e la vita di Ornella, anche fuori dalla libreria, andrà avanti, stavolta non più da sola.

Un romanzo piacevole, una lettura lieve, che ci aiuta a passare momenti sereni, camminando assieme a Ornella, Diego, Bernard per le strade di Londra e tra gli scaffali della libreria con Clara e il suo gatto da sogno.

 

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