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9 giugno 2017 5 09 /06 /giugno /2017 13:57

Noi del bookclub ci dedichiamo un'ultima lettura prima del riposo estivo. Sarà, questa, una lettura breve ma che ci farà conoscere una figura realmente esistita: Johanna Van Gogh, cognata del famoso pittore e fautrice del successo postumo di Vincent.
Se volete aggiungervi al nostro gruppo, siete i benvenuti!

Noi ci incontreremo a parlare del libro giovedì 06 luglio, alle ore 20:30, alla libreria Liberalibro.

 

LA VEDOVA VAN GOGH
di Camilo Sànchez

 

 

 

TRAMA:
Cieli, occhi, corvi, girasoli: dovunque giri lo sguardo, Johanna vede dipinti di Van Gogh. Splendono nel buio, la svegliano all'alba; prima del canto degli uccelli, prima dei rumori di Parigi che riparte. La gente non li capisce, non li ama. Li usa come fondi d'armadio, per tappare i buchi del pollaio. Van Gogh si spara al petto e con lui se ne va il fratello Theo, inseparabile anche nella morte. Johanna resta sola con un piccolino nella culla: si chiama
Vincent come suo zio. Lui e i dipinti illuminano il nero che l'ha avvolta. Vedova giovane, torna in Olanda e si prepara a lottare; le hanno insegnato che bisogna dominare il mare per meritarsi la terra. Apre una locanda in campagna, fa arrivare da Parigi i quadri di Van Gogh. Dal soffitto al pavimento, li appende in ogni stanza: è il suo omaggio all'artista che sognava una repubblica del colore, il primo museo segreto. Di giorno Johanna accoglie gli ospiti, cresce suo figlio. Di notte apre la valigetta che per Theo era sacra e si immerge nelle lettere
di Van Gogh. Annota parole, isola passaggi di pura poesia. Le affidano una missione, le indicano la strada. Oltre le porte chiuse, il disprezzo, la selva dei no. Il primo sì è il disegno venduto a un cliente argentino. La prima mostra la ospita all'Aia una donna senza pregiudizi. Poi il vento gira, vengono i buoni incontri, gli incroci fortunati; il tempo corre, vola, le mostre si moltiplicano e Vincent van Gogh entra nella Storia.


192 pagine, 16,00 , Marcos Y Marcos


L’AUTORE:
Camilo Sánchez è nato a Mar del Plata e vive a Buenos Aires. Giornalista e poeta, ha collaborato con le più prestigiose testate argentine – da «Página 12» a «Clarín» a «N=» – sia in qualità di redattore che scrivendo reportage da tutto il mondo. Attualmente dirige «Dang Dai», rivista di scambio culturale tra Argentina e Cina.Guardando un documentario della BBC, è rimasto colpito da un’immagine di Johanna van Gogh-Bonger, citata fuggevolmente come depositaria dei quadri e delle lettere; durante una lunga permanenza a New York, esplorando musei e biblioteche, ha scoperto il suo ruolo fondamentale, mai raccontato, nel difendere dall’oblio l’opera di Van Gogh. Era la storia che Sánchez aspettava per il suo primo romanzo, La vedova Van Gogh: un omaggio al pittore straordinario morto solo, suicida, e alla donna che ha lottato per renderlo, come artista, immortale.

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27 aprile 2017 4 27 /04 /aprile /2017 09:30

La settimana scorsa si è tenuto il primo incontro del bookclub.
Avevamo precedentemente letto Overlove, di Alessandra Minervini, e in data 20 aprile ci siamo trovati per discuterne. È stata un'esperienza molto bella perché abbiamo avuto modo di scambiarci idee e punti di vista relative al libro, e si è instaurato fin da subito un certo feeling, perché i libri, alla fine, servono anche a unire.

Ma il bookclub è solo all'inizio e ora è tempo di una nuova lettura.
Nel mese di maggio leggiamo Svegliare i leoni, di Ayelet Gundar-Goshen.
Ci troveremo il 23 maggio per parlarne insieme e chiunque è benvenuto.

Di seguito qualche informazione sul romanzo.

 

 

TRAMA:
Il dottor Eitan Green è una persona onesta e un ottimo medico, impegnato a salvare vite. Una notte, guidando la sua jeep a tutta velocità nel deserto, investe un uomo, un migrante africano. L’uomo è ferito mortalmente e il dottor Green, preso dal panico, fugge. Questa decisione cambierà la sua esistenza. Il giorno dopo, una donna bella, misteriosa e dalla pelle nera bussa alla porta della casa di Eitan e gli porge il portafoglio perduto nel luogo dell’incidente. La donna lo ricatterà, ma non chiedendo soldi. Lo condurrà invece in luoghi, reali e interiori, che il dottor Green non avrebbe mai immaginato di dover esplorare.

Svegliare i leoni è un romanzo che corre sul filo della suspense, coinvolgendo il lettore in una riflessione sulla fragilità dei princìpi morali, sulla vergogna e sui desideri proibiti che si celano in ognuno di noi; un testo potente, universale e intimo che guarda e fa luce nelle zone nebulose dell’anima ponendoci la domanda pressante: «E tu, che cosa avresti fatto?».

320 pagine, 17,00 €, La Giuntina

 

L’AUTRICE:
Ayelet Gundar-Goshen è nata in Israele nel 1982. Si è laureata in Psicologia clinica all’Università di Tel Aviv. Redattrice per uno dei principali quotidiani israeliani, è attivista del movimento per i diritti civili del suo paese. È anche autrice di sceneggiature che hanno riscosso un grande successo di critica e vari premi, tra cui il Berlin Today Award e il New York City Short Film Festival Award. Il suo primo libro, Una notte soltanto, Markovitch (Giuntina) ha vinto in Israele il premio Sapir e in Italia il premio Adei- Wizo «Adelina Della Pergola». Da Svegliare i leoni sarà prodotta una serie tv dalla NBC.

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13 marzo 2017 1 13 /03 /marzo /2017 14:28

Il bookclub parte ufficialmente e la prima lettura che faremo insieme sarà Overlove, di Alessandra Minervini, LiberAria Editrice.

 

Come funziona?
Semplice. Basterà che tu legga per conto tuo Overlove. Poi, giovedì 20 aprile, alle ore 20:30, ci incontreremo alla libreria Liberalibro per condividere insieme le nostre impressioni sul libro, le idee che ci ha lasciato in testa, ecc.

 


Se decido di partecipare, ho degli obblighi?
No. Il bookclub è completamente gratuito. L'unica spesa che dovrai sostenere sarà l'acquisto del libro, nel caso tu voglia acquistarlo. Tutto il resto è gratuito.
Se parteciperai, inoltre, non sarai obbligato a dire o fare nulla di particolare. Se avrai voglia condividerai con noi i tuoi pensieri, altrimenti potrai semplicemente ascoltare.

L'unica cosa che ti chiediamo è quella, nel caso tu non abbia ancora aderito al bookclub ma intenda partecipare, di farcelo sapere scrivendoci a liberalibro.libreria@gmail.com, in modo che possiamo organizzare la serata nel modo migliore.

 

 

Trama del libro:
Cosa siamo disposti a fare per amore? Tutto, anche lasciarci. Anna sta con Carmine da tre anni. Carmine è sposato e ha una figlia. Anna no. Si prendono e si lasciano diverse volte in un tira e molla di passione e senso di colpa. Carmine è un sofisticato cantautore indipendente che tenta la carriera nazional popolare per sbarcare il lunario. Passa le giornate rinchiuso nel suo studio di registrazione, alternando la fase creativa all'ossessione del controllo del peso. Rancoroso e frustrato, non ha il coraggio di cambiare vita. Fino a quando il cambiamento non glielo serve Anna su un piatto d'argento. Un pegno d'amore. In una Puglia dai colori vivi e velata di un'ironica malinconia, Anna lascia Carmine. Fino al momento prima, niente sembra essere cambiato. Ben presto la mancanza diventa un sentimento ambiguo: non è dolore per qualcosa che non c'è più ma per qualcosa che è avanzato e non è abbastanza. Intorno ai due protagonisti gravita la sgangherata umanità contemporanea: anaffettivi cronici, artisti egocentrici, goffi ipocondriaci, i nuovi ricchi dell'Est europeo e gli ex benestanti italiani minacciati dalla povertà borghese.
La scrittura di Alessandra Minervini procede per sottrazione e frammenti, creando nel lettore un senso di dipendenza. Si perde e si ritrova qualcosa: un amore, una vita, un desiderio, se stessi.

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28 febbraio 2017 2 28 /02 /febbraio /2017 11:28

Continuiamo il nostro percorso volto a far conoscere quegli editori piccoli, ma estremamente meritevoli, che potete trovare in libreria.
Questa volta tocca a NN Editore, una realtà giunta sugli scaffali circa un paio d'anni fa e che si è fin da subito rivelata attenta alla qualità e ai lettori.
Conosciamola meglio attraverso la voce di Eugenia Dubini, la publisher, che si è gentilmente prestata a rispondere alle nostre domande.

 

Avete fondato una casa editrice in un momento di crisi economica e, anche, editoriale. Cosa vi ha spinto a farlo e con quali obiettivi in mente?

Il progetto di NN ha avuto inizio nel 2013 da una chiacchierata con Alberto Ibba, Edoardo Caizzi e Gaia Mazzolini. Tenevamo gli occhi sull’editoria da sempre, non solo per passione, ma anche perché è sempre stato il nostro lavoro, in luoghi e modalità diverse. In quell’anno la crisi, di cui si parlava da tantissimo tempo, era entrata dalla porta principale. Ma vedevamo spazi aprirsi e cambiamenti interessanti profilarsi all’orizzonte.

Per noi, la sfida è nella presenza e nella proposta, nella qualità di entrambe, nella comunicazione possibile, nell’attivazione di un discorso e di una o più comunità (quelle fisiche e non solo quelle immateriali o tecnologiche). Ci sembrava che stesse cambiando qualcosa, si parlava di identità degli editori in via di scomparsa e di lettori inesistenti, ma quello che si stava rivoluzionando, in barba alle profezie di fallimento, era invece la lettura, il modo di leggere, di leggere insieme, di comunicare i libri, di sentirsi lettori. Stavano cambiando i lettori, o meglio la loro identità si stava mettendo in relazione. Come NN, quindi, ci sembrava possibile aprire spazi di comunicazione del libro e delle sue parole che non erano stati ancora sperimentati. Abbiamo avuto fiducia in questa intuizione.

 

Se un lettore dovesse approcciarsi al vostro catalogo per la prima volta, da quali titoli gli consigliereste di iniziare? Inoltre avete fin da subito deciso di non dividere i vostri titoli nelle classiche collane, ma di dividerli in serie. Ci potete spiegare cosa sono queste serie e da dove nasce questa decisione?

Il filo conduttore delle nostre scelte è il racconto del mondo contemporaneo, la ricerca dell’identità nel nostro tempo, la confusione di ruoli che uomini e donne vivono ogni giorno. Fin dalla decisione che il nostro nome sarebbe stato NN (nomen nescio, come nella carta d’identità degli ‘orfani’ di padre), abbiamo voluto dare risalto a questo nodo, a questa confusione in cui siamo immersi.

Il tema dell’identità è il tema della letteratura per eccellenza, ma seguirlo per proporre i libri di NN, al di là dei generi, e della nazionalità degli scrittori, ci sembrava una cosa diversa, un diverso modo di parlare ai lettori. È un percorso di lettura. Ed è un’identità di editore – nulla di nuovo, quindi - che si mette in relazione con un’altra identità, quella del lettore. Ecco in sintesi il discorso. Così abbiamo deciso che questo filo di proposta sarebbe stato un vincolo nella scelta, insieme alla qualità della scrittura, e abbiamo strutturato il catalogo in serie e non in collane, seguendo un filo tematico o un punto di ispirazione comune per comunicare il percorso, anche il nostro, di editori e di lettori.

Questi percorsi partono da Benedizione di Kent Haruf e da Sembrava una felicità di Jenny Offill e passano per tutti i libri, fino a oggi, con Il saltodi Sarah Manguso e Bull Mountain di Brian Panowich in uscita a marzo 2017. In mezzo ci stanno i racconti di Poissant, Panorama di Pincio, il noir di Joseph Incardona e il memoir di Brian Turner e tutti gli altri libri. Sono i lettori che seguono i percorsi suggeriti, o seguono gli autori, o seguono una serie particolare.

 

Almeno per quello che mi è dato da vedere dall'esterno, sembra che NN abbia colpito nel segno fin da subito. Haruf in particolare, ma non solo, ha saputo conquistare molti lettori. Secondo voi è finalmente il momento (storico? Culturale?) giusto per i piccoli editori che sanno osare e puntano sulla qualità?

NN ha avuto un’accoglienza imprevedibile, molto più di quanto sognassimo. Quando ci penso, mi commuovo. Non potevo immaginare proprio tanta affezione alla lettura e ai libri sorgere spontanea e generosa da ogni parte, in tutti i protagonisti di questa nostra avventura, librai, promotori, lettori, traduttori, redattori ecc. Mi sono stupita di quanto appoggio, calore e collaborazione noi si sia stati capaci di attrarre, e questo semplice fatto, incontestabile, mi convince sempre più che si debba fare attenzione a parlare di distacco, di disinteresse, invece che lavorare per chi continua a leggere e ad amare i libri e le parole dovunque queste si trovino.

Haruf è stato il primo autore in cui abbiamo creduto, tanto da comprare subito tutta la trilogia e prima ancora di essere in libreria, anche il suo ultimo libro, Le nostre anime di notte, che nella settimana dell’uscita, il 12 febbraio, è andato in classifica (al primo posto assoluto nelle librerie, al terzo contando anche le vendite nella Gdo). È un risultato eccezionale, frutto di due anni di lavoro durissimo, che ci rende felici.

Ma ci rendono molto fieri anche i risultati di molti altri libri NN, non solo in assoluto ma nel processo, visto che sono risultati tuttora in evoluzione, sono libri su cui noi stiamo ancora lavorando oggi, e con noi i librai, quindi la loro durata in libreria è molto più lunga del normale. E questa è la cosa che più ci riempie di gioia e che torna a confermare il progetto.  

Non credo che sia tanto e solo la qualità dei piccoli editori a fare la differenza, perché la qualità dei libri è per fortuna molto più diffusa di quanto si dica. Quello che cambia, spesso, è la strategia editoriale, cioè la scelta su cosa puntare e come farlo. Oggi è fondamentale per tutti ripensarci. È un momento di cambiamento. E c’è un grande fermento culturale e imprenditoriale di nuovi piccoli e grandi marchi che si affacciano sul mercato. Non solo nell’editoria ma anche nelle librerie.    

 

Siete una casa editrice molto in contatto col vostro pubblico, tramite la rete (facebook, twitter, ma anche una bellissima newsletter e ora anche il blog) ma anche nella realtà, penso ad esempio al lancio di "Le nostre anime di notte" o al ‘documento’ che avete creato a supporto dei gruppi di lettura. Come mai questa scelta? Puro marketing o c'è dell'altro? La presenza costante del lettore può risultare utile?

Quello che cerchiamo di fare è fornire più strumenti possibili per comunicare il libro e informare le scelte di lettura, che sono un momento molto delicato per i lettori. I libri sono tanti, ci sono tanti libri bellissimi.

Se si parla di marketing in editoria la reazione è di rifiuto, una reazione allergica. Ci troviamo quindi spesso davanti a comportamenti opposti e speculari, grandissime operazioni di marketing da un lato e libri abbandonati a se stessi sugli scaffali, dall’altro. Noi intendiamo il marketing per quello che è, cioè lavorare su prodotto, prezzo e comunicazione del libro per farlo arrivare a più persone possibili. Abbiamo lavorato sul prodotto, scegliendo il progetto grafico di Mario Piazza e poi la carta, morbida e naturale, e tenendo conto di peso, caratteri e illustrazioni. Abbiamo lavorato molto sulle copertine, sui testi e sui colori, e in quarta dedichiamo ogni libro a un lettore, che proviamo a descrivere. Pubblichiamo per ogni libro la sua colonna sonora, il songbook, e se abbiamo materiali interessanti legati alla lavorazione (corrispondenza con il traduttore o con l’autore stesso) li condividiamo con i lettori. Nelle pagine finali di ogni libro, da gennaio di quest’anno, metteremo le pagine bianche di NN, che saranno appunto pagine bianche, per gli appunti, oppure pagine di percorsi di lettura all’interno del catalogo, seguendo fili conduttori legati al tema, legati all’autore, oppure legati alla scrittura.

Ragioniamo su tempi di uscita e prezzi, facciamo schede per la promozione più ricche possibili, e cerchiamo di mantenere i programmi, a volte perdendo il sonno, ma solo perché questi piani coinvolgono altri professionisti, come i promotori e i librai che costruiscono le loro proposte anche in base alla nostra comunicazione e tempistica.

Abbiamo costruito un catalogo fatto apposta per i Gruppi di lettura, mentre per ogni libro facciamo cartoline e segnalibri. Talvolta le borse. Ma risparmiamo sul catalogo generale, per adesso, rimandando al sito. E comunichiamo il più possibile, su tutto, sia sui social sia ogni mese con una newsletter. Cerchiamo di raccontare anche un po’ di noi, del lavoro editoriale, delle nostre scelte. Siamo noi stessi lettori, in ogni fase della lavorazione e della comunicazione del libro.

Da poco abbiamo aperto un blog, Sabotino14, che non è un blog letterario ma un ibrido, dove raccontiamo le nostre storie, coinvolgiamo gli autori e i lettori, pubblichiamo schede di lettura e racconti della vita di redazione e tutti i materiali che ruotano attorno ai libri o ai suoi contenuti.

Nel 2017 abbiamo iniziato anche a pubblicare l’oroscopo di ogni libro, ce lo prepara Nicola Lazzari guardando il cielo nel giorno e nell’ora in cui viene confezionata la prima copia di ogni nostra uscita. E, in alcuni casi, abbiamo usato inserzioni pubblicitarie, prima solo sulla radio, poi anche sui giornali, ma non sono mai stati strumenti calati dall’alto, solo azioni di rinforzo di comunicazione su tendenze già in atto, un sostegno al tanto osannato e spontaneo passa parola dei lettori.

 

E, per concludere, un classico: progetti futuri che dovremmo attendere con ansia?

Ci sono progetti in fase di elaborazione, come i corsi NN, e altri progetti più definiti: stiamo per chiudere la squadra di autori della nuova serie di libri, sul modello di Viceversa, che sarà accompagnata da Alessandro Zaccuri. Poi ci sono le fiere, le letture, i progetti con le librerie e i gruppi. Infine, ma non ultimi, ci sono tutti i libri in uscita: la trilogia americana di Tom Drury, di cui uscirà il primo libro, La fine dei vandalismi, ad aprile di quest’anno; In gratitudine di Jenny Diski, i racconti di Megan M. Bergman e quelli di Antonio Franchini. Non proseguo l’elenco, ma questo insieme di cose, corsi, serie, fiere, letture, progetti e libri, sono per noi un unico grande progetto futuro, e ogni tassello ne è un mattone e insieme sono un ponte tra noi e i lettori, un’avventura da vivere e condividere, ogni giorno.

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24 febbraio 2017 5 24 /02 /febbraio /2017 10:11

Bookclub: un gruppo di persone che si incontrano regolarmente per parlare di un libro che hanno letto in precedenza.
 

La lettura è, di norma, un'esperienza solitaria. Ma i libri sanno regalare a chi li legge pensieri, impressioni, riflessioni, e perché no ricordi, che a volte può essere bello condividere con chi ha potuto affrontare quello stesso testo. E le sensazioni suscitate saranno le stesse per tutti? Qualcuno ci vedrà qualcosa di diverso? E se sì, che cosa?


Per scoprire e condividere tutto questo, abbiamo pensato di fondare un bookclub.


Ogni mese, liberamente, ci potremmo trovare per discutere di un libro letto precedentemente. Per vedere cosa ne esce.
L'unica limitazione scelta è che i libri proposti saranno tutti pubblicati esclusivamente da editori indipendenti. Perché? Beh, essenzialmente perché ci piacerebbe far scoprire autori nuovi, italiani e non, o lavori poco conosciuti di autori famosi. Un modo, in somma, per scoprire diversi punti di vista.


Per poter realizzare questo progetto, però, abbiamo bisogno che qualcuno aderisca.
Ti chiediamo quindi, se la cosa potrebbe interessarti, di lasciare alla Libreria Liberalibro (via mail, telefono o social network) i tuoi recapiti, in modo che se raggiungeremo un numero sufficiente, riusciremo a informarti della partenza del bookclub.



Buona lettura!

 

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31 gennaio 2017 2 31 /01 /gennaio /2017 14:39

A Joanne Harris piace tornare sulle sue storie. Le piace andare a trovare vecchi personaggi per vedere come se la stanno passando, cos'è successo alle loro vite. Se c'è qualcosa di nuovo. Perché la vita di un personaggio letterario è esattamente come la vita di una persona vera: continua anche a libro finito.

Ecco allora che in passato abbiamo potuto leggere più avventure di Vianne Rocher, oppure di Loki e delle divinità nordiche. E ora ecco ricomparire Roy Straitley, il vecchio professore di latino di St. Oswald, protagonista, suo malgrado, di quello che potremmo definire il primo thriller psicologico della Harris: "La scuola dei desideri" (che poi è anche uno dei suoi lavori migliori, a mio parere).

 

Si torna dunque a St. Oswald, scuola per studenti maschi, un anno dopo le vicende raccontate nel libro precedente; e anche questa volta ci saranno misteri da svelare, colpevoli da incastrare e innocenti da riscattare.

Con una scrittura davvero magnifica, la Harris, al suo top, ci regala un nuovo giallo appassionante e ben costruito, con i suoi mai scontati colpi di scena che noi lettori affezionati amiamo e ci dimostrano quanto l'autrice sia stata brava a depistarci.

 

Ma "La classe dei misteri" è soprattutto un romanzo sulla scuola. Una scuola che, come la società, sta cambiando in maniera impressionante. Una scuola dove bisogna adattarsi o sparire, dove la tecnologia arriva a scapito delle tradizioni e dove anche i metodi educativi considerati eccellenti fino a poco prima rischiano di crollare.

È questa forte componente scolastica, frutto dell'esperienza della stessa autrice, a rendere infatti unico il romanzo. È impossibile non trovarsi a riflettere sullo stato della nostra scuola, di quella dove siamo andati noi o dove vanno i nostri figli. Così come è impossibile non trovarsi a riflettere su alcuni temi 'caldi' quali l'omofobia e il bullismo, ampiamente trattati in queste pagine.

Sebbene la Harris in questo lavoro ponga l'accento sia su quello che apparentemente risulta sbagliato che su ciò che invece ritiene corretto, è indubbio che lascia anche ampio spazio alla libertà di pensiero di ognuno. Mi sembra però che tra queste pagine lei chieda al suo lettore di pensare, di ragionare per bene su quanto si sta leggendo, e poi di schierarsi. Perché bisogna schierarsi, di questi tempi, bisogna scegliere e accettare le conseguenze delle proprie scelte.

 

"La classe dei msiteri "è insomma un romanzo che pare un thriller, ma che è molto di più.

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15 dicembre 2016 4 15 /12 /dicembre /2016 16:28

 

È da oggi (15 dicembre) nelle sale Miss. Peregrine. La casa dei ragazzi speciali, ultimo film di Tim Burton e con protagonista una sempre splendida Eva Green. La storia, che ruota attorno a un gruppo di ragazzi dai poteri speciali che avranno bisogno dell'aiuto del protagonista Jake per essere salvati, è in verità tratta dal romanzo di Ransom Riggs La casa per bambini speciali di Miss Peregrine, edito in Italia da Rizzoli e primo di una trilogia.

 

 
Il connubio tra libri e film non si riduce però a questa pellicola. Negli ultimi anni, poi, forse complice l'apparente mancanza di inventiva che spinge Hollywood a puntare sempre più su sequel, reboot e adattamenti, questa accoppiata carta-pellicola si è fatta sempre più vincente. Basti pensare che solo quest'anno sono uscite le trasposizioni di bestseller quali Il piccolo principe, Inferno di Dan Brown e La ragazza del treno, giusto per citarne alcuni. Ma il fenomeno non sembra affatto intenzionato fermarsi e, anzi, nei prossimi mesi saremo letteralmente sommersi da pellicole che hanno il loro cuore nell'industria del libro.
 

Ancor prima di concludere questo 2016 avremo la possibilità di vedere sugli schermi la trasposizione cinematografica de Il GGG, famosissimo romanzo di Roald Dahl pubblicato in Italia da Salani, che racconta della straordinaria, e inusuale, amicizia tra un Grande Gigante Gentile e Sophie, una bambina che crede di essere stata rapita dalla creatura per essere divorata, ma che finirà col diventare sua complice per un grande piano e una grande amicizia.

Il film in live action è diretto da Steven Spielberg e debutterà nei nostri cinema il 30 dicembre.

 
 

Il 6 gennaio, invece, dopo una release limitata il 23 dicembre, approderà nelle sale americane A Monster Calls, pellicola diretta da J. A. Bayona (regista del prossimo Jurassic World 2) e tratta dal romanzo di Patrick Ness, Sette minuti dopo la mezzanotte (edito da Mondadori), che ne cura pure la sceneggiatura. Protagonisti sono un ragazzino di tredici anni, Conor, e un mostro-albero che compare ogni notte sette minuti dopo la mezzanotte in cerca della verità. Inutile dire che non sarà così semplice ottenerla.

Non si sa ancora nulla della release italiana, ma mi auguro venga annunciato qualcosa molto presto; la storia è bellissima e toccante e nel film ci sono attori come Felicity Jones e Sigourney Weaver. Sarebbe un peccato non poterla vedere nelle nostre sale.

 

Sempre a gennaio, il dodici, arriverà Arrival, film con Amy Adams e Jeremy Renner e diretto da Denis Villeneuve. La storia, tratta da un racconto di Ted Chiang contenuto nella raccolta Storie della mia vita, da poco edita da Frassinelli, ruota attorno a una sorta di invasione aliena e al tentativo di fermarla. Ma attenzione, non si tratta del solito sci-fi, qui la chiave di tutto è il linguaggio.

 

Il 23 febbraio sarà invece la volta dell'ennesimo young adult che cerca di trovare una strada per il successo cinematografico raggiunto da saghe come Twilight e Hunger Games. Sto parlando di Fallen, romanzo, sempre facente parte di una saga (una quadrilogia, a voler essere precisi), scritto da Lauren Kate ed edito da noi da Rizzoli, al cui centro c'è una ragazza, anche in questo caso contesa da due pretendenti che si riveleranno essere angeli caduti.

 

La luce sugli oceani, film tratto dall'omonimo romanzo di M. L. Stedman, edito in Italia da Garzanti, con Alicia Vikander e Micheal Fassbender, arriverà nelle nostre sale a marzo.

La storia è ambientata in Australia, subito dopo la fine della prima guerra mondiale. Tom è il guardiano di un faro e Isabel è sua moglie. La loro vita cambia quando trovano, su un'imbarcazione, una bambina e il cadavere di un uomo.

 

Altri due film molto attesi stanno invece ancora aspettando una data di uscita italiana. Sto parlando di due pellicole tratte da storie che portano la firma del re: Stephen King, e quindi indubbiamente molto attese anche da noi dello stivale.

La prima è l'adattamento della saga della Torre Nera e che ha per protagonisti Idris Elba e Matthew McConaughey. Sarà nei cinema americani a partire da febbraio.

La seconda è invece il nuovo adattamento di IT, che sembra verrà mostrato al pubblico americano a partire da settembre e che vede alla regia di Andy Muschietti e il giovane Bill Skarsgard nei panni del diabolico clown Pennywise. Dopo la miniserie di dubbia qualità del 1990, chissà cosa saranno capaci di fare questa volta.

 
Di sicuro, però, c'è che a partire da gennaio approderà su Netflix Una serie di sfortunati eventi, trasposizione della saga di tredici romanzi per ragazzi firmati da Lemony Snicket, Salani, già divenuta film nel 2014, ora una serie televisiva con Neil Patrick Harris nei panni del perfido conte Olaf, un oscuro figuro che cercherà in tutti i modi di impossessarsi dell'eredità dei tre fratelli Baudelaire.
 

Sempre a inizio anno dovrebbe approdare su Starz la serie tv di American Gods, forse il romanzo più famoso di Neil Gaiman, vincitore di un premio Nebula e di un premio Hugo, e che racconta di uno scontro tra antiche e nuove divinità. Chissà quando arriverà in Italia.

 

Insomma, ce n'è per tutti gusti, siate voi amanti dei libri o dei film, e sicuramente qualche nuovo titolo verrà annunciato durante l'anno.

Voi cosa attendete di più?

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25 novembre 2016 5 25 /11 /novembre /2016 11:20

Ci sono cose che ci sono famigliari e altre che semplicemente non conosciamo. Questo perché i grandi marchi possono permettersi maggiore pubblicità e spazi espositivi più ampi. Non necessariamente, però, il conosciuto è migliore del poco conosciuto.
Tutto ciò è vero anche quando si entra in una libreria.
Alcuni editori si conoscono molto bene, per esempio Mondadori, Rizzoli, Garzanti, perché ci accompagnano da sempre, perché li si vede in tv, perché hanno pile di libri alte come un albero di Natale. Ma la libreria è anche un posto dove si possono avvicinare realtà più piccole ma assai meritevoli, perché tra i pregi delle librerie c’è proprio quello di poter, con l’aiuto del lettore, espandere le nostre visioni.
Ecco che abbiamo pensato di iniziare un viaggio tra realtà numericamente ‘minori’ ma qualitativamente significative. Attraverso alcune interviste potremo conoscere editori che non si erano ancora notati, che non si erano ancora letti, ma di cui ci potremmo innamorare.

Iniziamo oggi con Jo March, una realtà che vuole riportare ai lettori testi dimenticati ma che si meritano un posto tra i classici.
Un grande grazie a loro per la disponibilità e una buona lettura a voi.

 

Per prima cosa, grazie mille a voi ragazze di Jo March per aver accettato di rispondere ad alcune domande volte a farvi conoscere ai lettori.
Partirei quindi proprio dalle basi chiedendovi come e perché nasce la vostra realtà editoriale e come mai avete scelto proprio la Jo di Piccole Donne come vostro ‘simbolo?

La nostra realtà editoriale nasce da una duplice passione per la letteratura europea e l’editoria. Nostro sogno era quello di far collimare in una impresa editoriale un attento lavoro di ricerca letteraria, facendo della qualità redazionale e della cura grafica due capisaldi fondanti della nostra attività. Abbiamo quindi scelto l’eroina di “Piccole donne”, uno dei più bei classici di tutti i tempi che ha segnato la nostra generazione e le nostre infanzie, dal quale abbiamo preso in prestito il nome della protagonista Jo March. È un personaggio straordinario, che ama profondamente la scrittura e che nonostante le avversità del suo tempo e le difficili condizioni della sua famiglia, riesce nel suo intento e si afferma come donna, scrittrice, insegnante. Ribelle e determinata, il “maschiaccio” della famiglia March è il nostro alter ego ideale, per questo abbiamo scelto il suo nome quando abbiamo deciso di aprire una casa editrice.

 

Secondo voi cosa possono offrire ai lettori d'oggi questi classici dimenticati che riportate in libreria?

La scrittura dell’Ottocento, periodo storico al quale ci riferiamo nello specifico, è profonda, ricca, evocativa… in un modo che probabilmente non riuscirà mai più a essere emulato in letteratura. La narrativa ha raggiunto in quel secolo il suo vertice e oltretutto va a toccare tematiche molto importanti che caratterizzano la modernità ancora oggi. Nei classici di quel periodo è possibile quindi trovare la radice culturale e storica del nostro tempo, le contraddizioni e la terribile bellezza di un’epoca in cui tutto era in perenne divenire, se pensiamo alle rivoluzioni industriali, alle trasformazioni sociali e alla lotta politica che ha contraddistinto tutta l’Europa. Un lettore contemporaneo può quindi scoprire in un classico dell’Ottocento l’origine del mondo di oggi catapultandosi in un’era che è però diversa e quindi affascinante sotto tutti i punti di vista, trovando rifugio in ambientazioni e contesti lontani nel tempo e nello spazio.

 

Oltre ai classici, proponete anche delle specie di 'percorsi di lettura', come il libro dedicato ai luoghi di Jane Austen e la recente biografia della Gaskell. Come mai questa scelta? Un modo differente per portare l'autore ai lettori? Per farlo conoscere meglio?

Le grandi opere letterarie, come quella della straordinaria Jane Austen, destinate a rimanere nella storia della letteratura mondiale di tutti i tempi, hanno reso immortali i loro autori. Conosciamo lo scrittore attraverso le storie dei suoi romanzi, ma molto spesso è lui stesso protagonista di una storia incredibile, di un vissuto significativo che è bello poter riscoprire: in questo modo ci pare che quell’autore sia ancora qui accanto a noi. Inoltre attraverso la scoperta delle sue vicende biografiche, la lettura e l’interpretazione dell’opera stessa acquisisce senz’altro un altro sapore.

 

Ho notato che, almeno per ora, tutti i vostri titoli sono firmati da donne. Credete che le donne siano state le vittime principali di questa ‘dimenticanza’ letteraria che ha tolto alcuni grandi romanzi dai nostri scaffali ?

Ci piace molto com’è stata formulata questa domanda. In effetti, pur avendo per il momento in catalogo quasi esclusivamente autrici donne, non è un approccio di genere e quindi femminista che perseguiamo. Nel nostro catalogo ospitiamo anche illustri gentiluomini, come Charles Dickens e Wilkie Collins. Nostro scopo è primariamente di riportare alla luce opere letterarie che sono state a torto dimenticate, ed effettivamente buona parte di queste sono state scritte da donne. La condizione femminile oggi è profondamente mutata, ma sappiamo che non è sempre stato così e le donne hanno dovuto faticare moltissimo per affermarsi come intellettuali, scrittrici, artiste e umaniste al pari degli uomini. Hanno senz’altro fatto più fatica dei colleghi uomini per essere apprezzate dal pubblico e in primis dal mondo della critica letteraria, anche quello storicamente appannaggio degli uomini.

 

C'è un titolo di quelli da voi pubblicati a cui vi sentite più legate?

“Nord e Sud” di Elizabeth Gaskell è la nostra prima pubblicazione, da noi probabilmente la più amata, aspettata, tormentata e che ci riempie di orgoglio e soddisfazione. È un libro la cui storia redazionale ed editoriale racchiude i sacrifici e le emozioni del nostro esordio. È un romanzo che ci ha dato tantissimo, come opera letteraria e come lavoro editoriale, così complesso e quindi così vissuto e intenso.

 

Che titoli consigliereste, del vostro catalogo, a dei lettori che si avvicinano alla vostra realtà per la prima volta?

Forse consiglieremmo di seguire l’ordine di pubblicazione, in fondo rappresenta la nostra storia editoriale e ogni tassello racconta di noi.

 

Potete già svelarci cosa ci riserverà Jo March per il futuro?

Abbiamo tanti progetti in cantiere, di cui siamo molto soddisfatte e in cui crediamo moltissimo. Diciamo solo che sono in preparazione i romanzi di un’autrice che è una fuoriclasse della letteratura; ma non solo, stiamo vagliando molti altri testi; continueremo a occuparci dei Quaderni, abbiamo in programma di raccontare le vite di alcuni autori molto importanti, e ci sono altre novità molto interessanti che però non vogliamo svelare!

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13 novembre 2016 7 13 /11 /novembre /2016 23:15
Alberto Angela presenta GLI OCCHI DELLA GIOCONDA

L'ingresso al Palalido è libero, non serve prenotare il posto, alla fine della conferenza Alberto Angela sarà disponibile per la dedica e la firma sul libro. Il libro lo trovate alla Libreria Liberalibro e all'ingresso del Palalido la sera dell'evento.

MARTEDI' 29 NOVEMBRE ORE 20.30 VALDAGNO PALALIDO

ALBERTO ANGELA presenta "GLI OCCHI DELLA GIOCONDA"

Partendo dalla Gioconda, il più amato divulgatore italiano si addentra nell’universo del genio-simbolo del Rinascimento: Leonardo da Vinci.

Un capolavoro assoluto come la Gioconda non è solo un quadro da ammirare affascinati dagli occhi che sembrano vivi e dalla magia del sorriso. In realtà è un viaggio nella mente e nelle emozioni di Leonardo. È una porta che si spalanca su un luogo e su un’epoca indimenticabili: Firenze (ma anche Milano, Roma, Mantova, Urbino…) e il Rinascimento. Già dall’Ottocento e fino a oggi, è stato detto e scritto moltissimo su Leonardo e su Monna Lisa, un artista e un ritratto su cui si ha sempre l’impressione di non sapere abbastanza. Per andare a conoscere entrambi e svelarne l’eterno fascino, Alberto Angela ha scelto una chiave completamente nuova: lascia che sia la Gioconda a “raccontarci” Leonardo, il genio che l’ha potuta pensare e realizzare. Partendo da ogni dettaglio del quadro e ricostruendo le circostanze in cui Leonardo lo dipinse, scopriamo così che il volto della Gioconda, levigatissimo dallo sfumato, non ha ciglia né sopracciglia (un dettaglio importante nella storia narrata in queste pagine…). O che il suo vestito ha molto da dirci sulla moda del tempo, ma anche sulle abitudini e sull’economia della Firenze di inizio Cinquecento. O, ancora, che le sue mani non sarebbero state possibili senza approfonditi e sorprendenti studi di anatomia. O che il segreto del paesaggio va ricercato nel nuovo tipo di prospettiva “aerea”, ideato da Leonardo. La Gioconda può raccontarci queste e molte altre cose sul suo autore, dalle incredibili macchine e invenzioni (un palombaro, un paracadute, un robot!) ai rapporti con i potenti quali Ludovico il Moro e il re di Francia Francesco I. Ma che cosa sappiamo di lei? Chi è davvero questa donna misteriosa? Sulla sua identità sono state fatte diverse ipotesi, alcune delle quali aprono retroscena appassionanti nelle città e nelle corti dell’epoca. Con le sue doti indiscusse di divulgatore, Alberto Angela ci accompagna a scoprirli, entrando nella vita di Leonardo, mostrandone il genio e il volto umano, l’incontenibile creatività e le relazioni. Svelandoci un Leonardo dalla personalità unica, fondamentale nella cultura del mondo e di tutti i tempi.

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18 ottobre 2016 2 18 /10 /ottobre /2016 10:31

 

Se c'è un argomento fantascientifico che riesce ad affascinare tutti, lettori di genere e non (ma anche non lettori), quello è sicuramente il viaggio nel tempo. Come sarebbe tornare indietro di qualche anno? E andare a vedere la preistoria? Il futuro, invece, come sarà?

 

Per tutti quelli che in qualche modo vogliono letterariamente approfondire il tema, Einaudi ha ben pensato di raccogliere undici storie dedicate ai viaggi temporali, e scritti da grandi autori, in un unico volumetto.

 

Viaggi nel tempo può essere un bel regalo per gli appassionati di fantascienza, ma anche un modo piacevole per scoprire autori famosi ma magari mai affrontati. Soprattutto, però, e ancora una volta, la narrativa di genere si dimostra una scusa per raccontare qualcosa di noi. Noi umani del presente che vogliamo fuggire dalla nostra epoca senza davvero conoscere il nostro passato. Noi umani che commettiamo errori, a volte troppi. Noi umani che non sappiamo apprezzare questo momento, quello che abbiamo, quello che possiamo avere...

 

Bradbury, Wells, Dick e molti altri ci accompagnano nel passato e nel futuro per farci conoscere il presente, perché per quanto possiamo sognare, non possiamo di certo scappare dalle nostre vite, quindi perché non affrontarle consapevolmente?

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