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22 maggio 2016 7 22 /05 /maggio /2016 17:34
Valdagno che Legge. PAOLO MALAGUTI presenta LA RELIQUIA DI COSTANTINOPOLI

1565, Venezia. Il sole non lambisce ancora il camposanto di San Zaccaria, quando il vecchio Giovanni si cala nella tomba del chierico Gregorio Eparco, il suo antico tutore, appena riesumata dai pissegamorti in cambio di tre ducati. Non vuole trafugare la bara di legno marcio o le ossa ricoperte di lanugine e muffa. Sta cercando un libercolo. Un diario «avvolto in una pezza di tela cerata, sigillata da un nastro nero», che lui stesso, cinquant’anni prima, ha nascosto sotto la nuca del maestro, dopo aver giurato di non sfogliarlo né di farne parola con nessuno. Il giuramento, però, ora può essere infranto, poiché le annotazioni contenute in quell’involucro sono l’unico indizio in grado di condurre ad alcune preziosissime reliquie cristiane andate perdute. Il diario si apre nel 1452, quando Gregorio – «la barba folta e nera» e un «fisico più da rematore che da mercante» – giunge ad Adrianopoli insieme con il suo socio d’affari, l’ebreo-veneziano Malachia Bassan. La città, strappata a Venezia dagli Ottomani un secolo prima, offre uno spettacolo raccapricciante agli occhi dei due giovani mercanti. Ventotto marinai di una galea da mercado della Serenissima, accusata di aver disubbidito agli ordini provenienti dalla fortezza di Boghaz-kesen, fatta costruire da Maometto II per controllare il traffico sul Bosforo, sono stati torturati, uccisi e lasciati alla mercé dei cani nelle pubbliche vie. L’intento del giovane Sultano, un ragazzo di diciannove anni magro e pallido, è chiaro: offrire una dimostrazione di forza prima di cingere d’assedio la città che, per i cristiani, è la madre e la guida di tutto il mondo, l’ancella stessa del Padre: Costantinopoli, l’arca di santità che custodisce il maggior numero di reliquie cristiane. Mentre uno sparuto esercito di genovesi, greci e veneziani tenta di respingere l’assalto dei turchi, Gregorio ha un’idea: recuperare tutti «i frammenti di Paradiso» appartenuti ai santi e disseminati nelle chiese, nei sotterranei e dentro il Grande Palazzo imperiale di Costantinopoli, per salvare in tal modo la Cristianità. Un’idea allettante anche per Malachia Bassan, nella cui mente si affaccia il pensiero che, male che vada, quelle reliquie così preziose possono pur sempre essere vendute. Così tra imboscate, fughe ed enigmi, i due giovani mercanti si accingono all’impresa… Con una documentazione sterminata capace di riprodurre fedelmente l’architettura di Costantinopoli cinta d’assedio dagli Ottomani e le strategie militari, le lingue, i culti e i costumi dell’epoca, Paolo Malaguti scrive un romanzo d’avventura dall’inarrestabile tensione narrativa. E ci consegna due protagonisti memorabili, figli del XV secolo: il saggio e ossequioso chierico Gregorio e l’imprevedibile ebreo Malachia.

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2 maggio 2016 1 02 /05 /maggio /2016 23:47

Una storia quasi perfetta, un romanzo sulla seduzione – In libreria dal 28 gennaio 2016.
Quante volte può ricominciare la propria vita?
C’è una donna che l’ha già fatto una volta, ha conosciuto il malamore nel cerchio stretto del seduttore, ma è un’artista e sa la bellezza delle cose e la ritrova nei disegni opera delle sue mani. Un uomo la accompagna. Lei è un regalo e lui vuol farla volare, dice. Che il mondo sappia la sua arte. Può essere il ritratto di un amore perfetto oppure la storia infinitamente ripetuta del perverso e della sua vittima.
Il mondo intorno è immobile. E’ la provincia pessima della chiacchiera, che spiuma la verità e la sparge dai poggioli dei palazzi. Tutti a vedere. Tutti preparati a dire che si sapeva che sarebbe finita così. Ma l’inganno ha tante maschere e anche gli angeli a volte sanno tirar di fioretto e anche scherzare.

Mariapia Veladiano è nata a Vicenza. Laureata in Filosofia e Teologia, ha felicemente insegnato lettere per più di vent’anni e ora è preside a Vicenza. Collabora con “Repubblica” e con la rivista «Il Regno». La vita accanto, pubblicato con Einaudi Stile Libero, è il suo primo romanzo, vincitore del Premio Calvino 2010, e secondo al Premio Strega 2011. Nel 2012 ha pubblicato, con Einaudi Stile Libero, Il tempo è un dio breve. Nel 2013 è uscito un piccolo giallo per ragazzi, Messaggi da lontano, con Rizzoli.  E, ancora con Einaudi Stile Libero, Ma come tu resisti, vita, una raccolta di minuscole riflessioni sui sentimenti e le azioni. Nel 2014 ha pubblicato Parole di scuola, edizioni Erickson. Liberissime riflessioni sulla scuola. Il 28 gennaio 2016 è uscito il nuovo romanzo, Una storia quasi perfetta, Guanda editore.

Mariapia Veladiano è nata a Vicenza. Laureata in Filosofia e Teologia, ha felicemente insegnato lettere per più di vent’anni e ora è preside a Vicenza. Collabora con “Repubblica” e con la rivista «Il Regno». La vita accanto, pubblicato con Einaudi Stile Libero, è il suo primo romanzo, vincitore del Premio Calvino 2010, e secondo al Premio Strega 2011. Nel 2012 ha pubblicato, con Einaudi Stile Libero, Il tempo è un dio breve. Nel 2013 è uscito un piccolo giallo per ragazzi, Messaggi da lontano, con Rizzoli. E, ancora con Einaudi Stile Libero, Ma come tu resisti, vita, una raccolta di minuscole riflessioni sui sentimenti e le azioni. Nel 2014 ha pubblicato Parole di scuola, edizioni Erickson. Liberissime riflessioni sulla scuola. Il 28 gennaio 2016 è uscito il nuovo romanzo, Una storia quasi perfetta, Guanda editore.

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6 aprile 2016 3 06 /04 /aprile /2016 14:52

Dopo il buon riscontro ottenuto con la ripubblicazione de "La Tregua"(2015), Nottetempo ha deciso, fortunatamente, di proporci anche la traduzione del romanzo d'esordio di Mario Bendetti: "Chi di noi".

Gli argomenti trattati rimangono gli stessi, ossia la figura dell'uomo comune e le conseguenti dinamiche di una vita di coppia. Ma in questa prima prova il punto di vista è forse più negativo e questa negatività è da ricercare proprio nei protagonisti della vicenda.

 

La storia, divisa in tre differenti parti, ognuna raccontata da un personaggio diverso, ruota attorno a una sorta di triangolo amoroso formato da Miguel, Alicia e Lucas. Li troviamo tutti e tre alle prese col liceo, per poi avanzare lungo la linea temporale fino a un momento di cambiamento all'interno della coppia ufficiale formata da Miguel e Alicia.

 

Quello che salta indubbiamente all'occhio è la differenza di versioni. Seppur soffermandosi su momenti diversi della loro vita, tutti e tre (ognuno con un mezzo narrativo diverso: diario, lettera e racconto) analizzano le relazioni che li hanno da sempre legati gli uni agli altri in maniera diversa.

 

Chi di loro ha ragione?
Probabilmente tutti e tre. O forse nessuno. Perché "Chi di noi" vuole mostrare al lettore come la realtà che ci circonda sia in verità terribilmente influenzata dal nostro punto di vista. Noi crediamo di vedere una determinata cosa, ma non è detto stia succedendo davvero quella cosa. Ed è proprio per questo 'fissarsi' sulla propria visione che il rapporto tra Miguel e Alicia non funziona.

 

Miguel vuole essere un uomo banale. A differenza del protagonista de "La tregua", che sa di essere una creatura qualunque ma convive bene con questa realtà, Miguel sembra voler essere banale, quasi si rintana in questa sua banalità.

 

"Chi di noi" è una lettura breve ma travolgente. Con rapide stoccate ribalta la visione del "mondo" ad ogni capitolo e invita al lettore a chiedersi: chi di noi è immune dal pericolo di autodistruggersi?

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25 febbraio 2016 4 25 /02 /febbraio /2016 14:39
Venerdì 26 febbraio alle ore 18,00 Paola Maugeri sbarca a Valdagno alla Libreria Liberalibro per presentare il suo ultimo libro “Alla salute”, con questo libro, già alla seconda ristampa, Paola presenta al suo pubblico 109 succhi, smoothies e ricette sfiziose Made in Las Vegans. Sì,  perché Paola è vegana da ben 17 anni e ha scelto di vivere a impatto zero o per lo meno cercando di rispettare il più possibile se stessa e l’ambiente in cui viviamo. Paola dice di sé: “La musica mi ha regalato il più bel mestiere al mondo e il cibo consapevole la più bella delle passioni!”.  Da sempre Paola si occupa di musica rock, è stata uno dei volti più amati di Mtv e da sette anni  parla di rock su Virgin radio. Quest’anno a Sanremo era nella giuria. Proprio da lì, Paola esorta i giovani artisti a coltivare la propria unicità e noi pensiamo che questa unicità che lei ci propone possa entrare nella vita di tutti anche provando a conoscere meglio il mondo in cui viviamo e il cibo che ogni giorno mettiamo sulle nostre tavole. Di questo e di molto altro Paola ci racconterà a Valdagno.

Venerdì 26 febbraio alle ore 18,00 Paola Maugeri sbarca a Valdagno alla Libreria Liberalibro per presentare il suo ultimo libro “Alla salute”, con questo libro, già alla seconda ristampa, Paola presenta al suo pubblico 109 succhi, smoothies e ricette sfiziose Made in Las Vegans. Sì, perché Paola è vegana da ben 17 anni e ha scelto di vivere a impatto zero o per lo meno cercando di rispettare il più possibile se stessa e l’ambiente in cui viviamo. Paola dice di sé: “La musica mi ha regalato il più bel mestiere al mondo e il cibo consapevole la più bella delle passioni!”. Da sempre Paola si occupa di musica rock, è stata uno dei volti più amati di Mtv e da sette anni parla di rock su Virgin radio. Quest’anno a Sanremo era nella giuria. Proprio da lì, Paola esorta i giovani artisti a coltivare la propria unicità e noi pensiamo che questa unicità che lei ci propone possa entrare nella vita di tutti anche provando a conoscere meglio il mondo in cui viviamo e il cibo che ogni giorno mettiamo sulle nostre tavole. Di questo e di molto altro Paola ci racconterà a Valdagno.

PAOLA MAUGERI presenta ALLA SALUTE
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21 febbraio 2016 7 21 /02 /febbraio /2016 22:59
Il mondo che Chiara Passilongo racconta è molto vicino a noi: una famiglia che vive nella provincia veneta diventa la lente attraverso cui raccontare gli ultimi quarant’anni della nostra storia. Una famiglia apparentemente come tutte, ma dominata dalla straordinaria figura del padre, Achille Vicentini, piccolo imprenditore dolciario da sempre orientato a destra: un uomo d’altri tempi, buono e inflessibile al tempo stesso.
Achille e sua moglie Nora, altra figura destinata a sorprendere i lettori per la sua intelligenza e tenacia, hanno due figli, gemelli, Francesco e Gloria, che come talvolta succede, prenderanno direzioni completamente diverse da quelle che i genitori sognavano per loro…
La storia dell’azienda che da “Vicentini” viene ribattezzata “San Lorenzo srl” in onore della notte delle stelle cadenti durante la quale i gemelli sono venuti al mondo, si intreccia con quelle di Gloria e Francesco che crescono, i successi e la crisi della San Lorenzo vanno di pari passo con gli amori sbagliati e i matrimoni, le grandi ambizioni e i fallimenti, i viaggi e i ritorni di personaggi ai quali inevitabilmente ci si affeziona.
Questa parabola di destini che attraversano la ricchezza e la crisi ma non si arrendono e guardano avanti ha il ritmo di una serie televisiva americana, la forza di una pagina Instagram, in cui i capitoli si susseguono come istantanee delle vite narrate. La giovane Passilongo dimostra anche una maestria nella scrittura, nei dettagli, nella costruzione dei personaggi, degna dei romanzieri dell’Ottocento, quelli che raccontavano una società, un mondo nel quale si muovevano personaggi nei quali il lettore si identificava, per i quali gioiva e soffriva.

Il mondo che Chiara Passilongo racconta è molto vicino a noi: una famiglia che vive nella provincia veneta diventa la lente attraverso cui raccontare gli ultimi quarant’anni della nostra storia. Una famiglia apparentemente come tutte, ma dominata dalla straordinaria figura del padre, Achille Vicentini, piccolo imprenditore dolciario da sempre orientato a destra: un uomo d’altri tempi, buono e inflessibile al tempo stesso. Achille e sua moglie Nora, altra figura destinata a sorprendere i lettori per la sua intelligenza e tenacia, hanno due figli, gemelli, Francesco e Gloria, che come talvolta succede, prenderanno direzioni completamente diverse da quelle che i genitori sognavano per loro… La storia dell’azienda che da “Vicentini” viene ribattezzata “San Lorenzo srl” in onore della notte delle stelle cadenti durante la quale i gemelli sono venuti al mondo, si intreccia con quelle di Gloria e Francesco che crescono, i successi e la crisi della San Lorenzo vanno di pari passo con gli amori sbagliati e i matrimoni, le grandi ambizioni e i fallimenti, i viaggi e i ritorni di personaggi ai quali inevitabilmente ci si affeziona. Questa parabola di destini che attraversano la ricchezza e la crisi ma non si arrendono e guardano avanti ha il ritmo di una serie televisiva americana, la forza di una pagina Instagram, in cui i capitoli si susseguono come istantanee delle vite narrate. La giovane Passilongo dimostra anche una maestria nella scrittura, nei dettagli, nella costruzione dei personaggi, degna dei romanzieri dell’Ottocento, quelli che raccontavano una società, un mondo nel quale si muovevano personaggi nei quali il lettore si identificava, per i quali gioiva e soffriva.

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12 febbraio 2016 5 12 /02 /febbraio /2016 01:11
Anche in questo libro Ferron percorre i sentieri delle nostre montagne per raccontarne le storie segrete, in queste pagine fissa lo sguardo sul lupo: una delle creature più misteriose, più belle e insieme terrificanti che abita i nostri boschi, quel lupo che impariamo a temere e a rispettare fin da bambini ascoltando le fiabe della nostra tradizione. La differenza peculiare di questo libro con quelli che l’anno preceduto risiede nel fatto che questa volta l’autore sceglie la forma del romanzo: un passaggio, quello dal documento al romanzo, che rappresenta forse una svolta nell’attività creativa dell’autore e senz’altro il modo migliore per entrare in un universo, quello del lupo, che è già di per sé letterario. Ferron coglie perfettamente la sospensione di questo animale feroce e selvaggio tra la realtà naturale e l’alone quasi mitico che lo avvolge. Il lupo è ancora nel nostro immaginario una forza primordiale, non addomesticabile, irriducibile alla comune abitudine ad antropomorfizzare gli animali per renderli più familiari, facendoli così scomparire per quello che sono veramente. In questa scomparsa svanisce anche tutto quello che ci possono ancora trasmettere e insegnare. Il lupo si sottrae a ogni riduzione e, con le parole dello stesso Ferron, si può dire: “Se sei amico dei lupi accetti il fatto che i lupi uccidono. Se ammiri la forza del predatore ami la preda che si salva e quella che muore. Se ami il lupo, ami la bellezza, la foresta, la notte, il vento e il silenzio. Se ami i lupi, ami la Terra”.

Anche in questo libro Ferron percorre i sentieri delle nostre montagne per raccontarne le storie segrete, in queste pagine fissa lo sguardo sul lupo: una delle creature più misteriose, più belle e insieme terrificanti che abita i nostri boschi, quel lupo che impariamo a temere e a rispettare fin da bambini ascoltando le fiabe della nostra tradizione. La differenza peculiare di questo libro con quelli che l’anno preceduto risiede nel fatto che questa volta l’autore sceglie la forma del romanzo: un passaggio, quello dal documento al romanzo, che rappresenta forse una svolta nell’attività creativa dell’autore e senz’altro il modo migliore per entrare in un universo, quello del lupo, che è già di per sé letterario. Ferron coglie perfettamente la sospensione di questo animale feroce e selvaggio tra la realtà naturale e l’alone quasi mitico che lo avvolge. Il lupo è ancora nel nostro immaginario una forza primordiale, non addomesticabile, irriducibile alla comune abitudine ad antropomorfizzare gli animali per renderli più familiari, facendoli così scomparire per quello che sono veramente. In questa scomparsa svanisce anche tutto quello che ci possono ancora trasmettere e insegnare. Il lupo si sottrae a ogni riduzione e, con le parole dello stesso Ferron, si può dire: “Se sei amico dei lupi accetti il fatto che i lupi uccidono. Se ammiri la forza del predatore ami la preda che si salva e quella che muore. Se ami il lupo, ami la bellezza, la foresta, la notte, il vento e il silenzio. Se ami i lupi, ami la Terra”.

Giancarlo Ferron abita a Castelnovo di Isola Vicentina (VI). Lavora come guardiacaccia sulle montagne vicentine. È uno dei più apprezzati scrittori italiani di montagna. Ha pubblicato nel 2000 il grande successo editoriale “Ho visto piangere gli animali”, nel 2001 “Ho sentito il grido dell’’Aquila”, nel 2003 “Il suicidio del capriolo”, nel 2006 “I segreti del bosco”, nel 2009 “La mia montagna”, nel 2010 “La zampata dell’Orso” e nel 2013 “Uomini e bestie in cammino”.

Giancarlo Ferron abita a Castelnovo di Isola Vicentina (VI). Lavora come guardiacaccia sulle montagne vicentine. È uno dei più apprezzati scrittori italiani di montagna. Ha pubblicato nel 2000 il grande successo editoriale “Ho visto piangere gli animali”, nel 2001 “Ho sentito il grido dell’’Aquila”, nel 2003 “Il suicidio del capriolo”, nel 2006 “I segreti del bosco”, nel 2009 “La mia montagna”, nel 2010 “La zampata dell’Orso” e nel 2013 “Uomini e bestie in cammino”.

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12 febbraio 2016 5 12 /02 /febbraio /2016 01:05
MELODY di Sharon M. Draper

Ho letto Melody tutto d’un fiato, non ho lasciato il libro finché non sono arrivata all’ultima pagina. Non mi succede spesso, ma la piccola Melody ha una storia tosta da raccontare ed è proprio brava a dar voce ai suoi pensieri. Proprio lei che non può parlare, ma ha la testa piena di parole, ci trasporta nel suo mondo e ci spiega come una bambina tetraplegica con un’intelligenza fervida debba lottare per farsi capire.

Grazie a Dio, Melody ha delle risorse e le mette in campo tutte per non rimanere imprigionata nel suo corpo; con l’aiuto di mamma, di papà, della Signora V. e di Catherine, riuscirà a dire al mondo molte cose e non sarà più solo la ragazzina “handicappata”, che sbava, non mangia da sola e fa versi strani.

Non vi voglio raccontare troppo, perché Melody va scoperta leggendo, immergendosi nelle pagine di questo bellissimo romanzo di Sharon M. Drapen, che per ben due anni è rimasto in vetta alle classifiche del New York Times.

Ma chi è questa scrittrice? Beh! La Drapen è una delle scrittrici più amate negli Stati Uniti, ma soprattutto è un insegnate e la mamma di una bambina disabile.

Ecco come lei stessa si racconta:

“Io sono una creatrice, una visionaria, una poetessa. Mi approccio al mondo con gli occhi di unartista, con gli orecchi di un musicista e con l’anima di una scrittrice. Io vedo l’arcobaleno dove gli altri vedono solo pioggia, e possibilità dove gli altri vedono solo problemi. Amo i fiori di primavera, il calore dell’estate sul mio corpo e la bellezza delle foglie cadute in autunno. La musica classica, l’arte e il balletto sono motivo di ispirazione, proprio come il blues e il Dim Cafè.

Io amo scrivere, le parole escono facilmente dalla punta delle mie dita e il mio cuore batte rapidamente quando un’idea comincia a diventare realtà sulla carta davanti a me. Sorrido spesso, rido con facilità e piango di fronte al dolore e alla crudeltà. Sono un’insegnate e una ricercatrice della conoscenza, e cerco di portare i miei lettori con me nel mio viaggio della vita. Sono appassionata di ciò che faccio.

Ho imparato a sognare attraverso la lettura, ho imparato a creare sogni con la scrittura e ho imparato a dar vita a sognatori attraverso l'insegnamento . Io sarò sempre un sognatrice . Vieni, sogna con me.”

5 novembre 2015 4 05 /11 /novembre /2015 21:28
ALAN FRIEDMAN presenta "MY WAY"

In nessun’altra nazione occidentale, negli ultimi vent’anni, un leader politico ha dominato così completamente la scena come ha fatto Silvio Berlusconi in Italia. Nessuno ha scatenato così tante polemiche, nessuno è stato tanto amato e odiato. In questo libro Alan Friedman, dopo un anno e mezzo di interviste e conversazioni con Berlusconi, i suoi amici, i suoi familiari, racconta una vita che non conosce mezze misure. Un ritratto intimo di un uomo sul quale pensavamo di sapere già tutto. Ma rispondendo a Friedman, Berlusconi si confessa come mai prima. Ripercorre le sue tormentate vicende giudiziarie e la lunga guerra con la magistratura, parla della sua passione per le donne, rivive i trionfi e l’amarezza delle sconfitte. Racconta gli anni Sessanta e Settanta, quando le sue città giardino hanno incarnato il sogno di un’Italia che scopriva il benessere. Racconta gli anni Ottanta, quando con la televisione commerciale ha cambiato le abitudini e i gusti degli italiani, inondando l’etere di consumismo yuppie e edonismo all’americana. Racconta il suo amato Milan, la squadra per cui faceva il tifo da bambino e che ha portato sul tetto del mondo. Racconta la politica italiana, parla del suo passato e del suo futuro. Nel vivace ritratto di Friedman assumono un rilievo fondamentale le drammatiche vicende internazionali, perché Berlusconi è stato testimone e protagonista del periodo successivo al crollo del muro di Berlino. Dietro l’amicizia con George W. Bush e Vladimir Putin (intervistato qui in esclusiva) traspare il suo ruolo di mediatore nella diplomazia segreta tra Mosca e Washington. E grazie all’accesso a fonti riservate europee e americane e alle testimonianze d’eccezione di José Luis Zapatero e di José Manuel Barroso, Friedman svela un autentico intrigo internazionale e ricostruisce le manovre che hanno accompagnato l’invasione dell’Iraq nel 2003, l’intervento in Libia all’inizio della Primavera araba e i tumultuosi vertici sulla crisi finanziaria dell’Eurozona nell’autunno 2011. Finalmente si porta alla luce, in un brillante esempio di giornalismo investigativo, il vero ruolo di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy nel tentativo di far cadere Berlusconi. In un libro che non è mai di parte e ha il ritmo di un romanzo, Friedman offre al lettore l’opportunità unica di conoscere da vicino un uomo dalla personalità straripante. “Possono farmi molte cose,” ha detto Berlusconi “ma non possono costringermi a dimettermi da me stesso.”

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8 ottobre 2015 4 08 /10 /ottobre /2015 10:00

In occasione dell'uscita del suo nuovo romanzo, Il canto del ribelle, abbiamo intervistato Joanne Harris che, molto gentilmente, ha accettato di raccontarci qualcosa sulla sua passione per la mitologia norrena e su questo nuovo lavoro fantasy.
La ringraziamo per la sua disponibilità e gentilezza e vi invitiamo a leggere questa chiacchierata.

 

1. Vorrei iniziare l’intervista partendo dalle basi e chiedendole come mai le piacciono così tanto i miti nordici e in particolare la figura di Loki.

Forse perché le tradizioni dello Yorkshire sono strettamente intrecciate con la storia degli invasori vichinghi, ma comunque ho sempre trovato i loro miti interessanti. È una cultura molto vivace, con un 'cast' meraviglioso di personaggi e un’immagine del mondo piuttosto unica. Riguardo a Loki, lui è di gran lunga la figura più interessante e dinamica nel pantheon norreno. È anche il più incompreso. Questo è parzialmente dovuto al fatto che i miti nordici originali (tramandati e arricchiti lungo i secoli da una lunga e antica tradizione orale) sono stati quasi interamente persi, ed esistono oggi solo come resoconti frammentati messi per iscritto dagli studiosi cristiani. D’altra parte, il suo personaggio è così complesso e misterioso che non smette mai di essere rilevante.

 

2. I miti norreni sono una miscela di molte storie e versioni. Quali tipi di ricerche ha svolto (se ne ha svolte)? E ha selezionato qualche evento particolare piuttosto che altri?

Sto facendo ricerca su questi miti fin da quando sono bambina. Ho perfino imparato l’islandese antico in modo da poter leggere i testi in originale. Sono testi antichi, e la storia è incompleta, quindi la mia sfida è stata quella di metterli in una sorta di ordine logico, oltre che riempire alcuni ‘buchi’, e cercare di dare una sequenza lineare a racconti che, fino ad oggi, non sono davvero esistiti in un ordine specifico. Alcuni pezzi di congiunzione sono di mia invenzione, ma ho cercato di usare il più possibile il materiale di partenza, quindi molti dei miti principali si trovano nel libro.

 

3. Come è riuscita a entrare nella mente di Loki? E come si è sentita a vestire i suoi panni?

È stato molto divertente, e sono stata capace di giocare sia con lo humour del personaggio che con il suo senso di alienazione e rivolta.

In un certo senso lui è molto l’imbroglione archetipico, come raffigurato nell’Edda di Snorri. Nei miti originali, noi non arriviamo a conoscere niente riguardo i pensieri di Loki e le sue motivazioni. La descrizione più lunga e completa della sua voce e della sua natura è un testo dell’Edda Poetica chiamato Lokasenna (una sorta di scambio rituale di insulti, parte di una lunga tradizione nella cultura norrena), nel quale Loki, imbucandosi ad una festa alla quale non era stato invitato, insulta a turno tutte le divinità. Ho iniziato con questo testo in mente. Mostra Loki come rancoroso, sprezzante, derisorio e crudelmente divertente, sebbene nell’Edda non ci siano molte spiegazioni su come sia arrivato a quel punto.

Siccome Il canto del ribelle è scritto nella voce di Loki, il risultato è un monologo interno di Loki, con le sue piccole divagazioni, le sue osservazioni sulla vita, le sue concise descrizioni degli dei, i dettagli della sua esistenza e la sua vita emotiva. È un narratore molto inaffidabile, e lo dice dall’inizio. È anche il più grande narcisista, che sposa una considerazione di se estremamente elevata con grande sdegno di tutti gli altri. Comunque, Loki è anche completamente privo di consapevolezza di sé; assume forma umana e inizia a scendere a patti con nuove e pericolose emozioni umane, inizia a sperimentare il dubbio, l’auto ripugnanza, l’invidia, l’autocommiserazione, il senso di colpa, forse anche l’amore.

 

4. Possiamo dire che questo libro è anche una storia sul potere delle parole? Lei scrive spesso, nel romanzo, che le parole sono le vere creatrici del mondo (e non posso fare a meno di pensare che in inglese word (parola) e world (mondo) sono molto simili). Inoltre le parole che Loki usa per raccontare la sua storia ci permette di cambiare prospettiva sugli eventi. E poi anche le rune sono magiche…

 

Sì, riguarda molto il potere delle parole. Parole magiche, come le rune, ma anche il potere della mente contro il potere della forza bruta. Loki esiste in una società patriarcale dove quasi ogni problema viene risolto con un conflitto, e sebbene lui non abbia mai tirato un pugno, riesce a sopravvivere con l’intelligenza, da solo. Quel ‘da solo’ lo rende eccezionale, ed è parte del suo fascino.

 

5. I cattivi sono davvero cattivi? Intendo dire che siamo abituati a pensare a Loki come al cattivo ragazzo della storia, e lui sicuramente non è un santo, ma allo stesso tempo, e lei lo spiega nel libro, non è solo un ragazzaccio, ha anche aiutato molto gli altri ed è parte della creazione del mondo. Pensa che ci sia la tendenza a vedere le cose in bianco o nero?

Sì, penso che lo facciamo, probabilmente per via del messaggio cristiano incorporato nell’Edda di Snorri. Sospetto che il Loki del mito ‘originale’ fosse una figura molto più ambigua. Lo rende più interessante e, essenzialmente, più umano.

 

6. Loki, grazie alla Marvel e all’interpretazione di Tom Hiddleston, è un personaggio oggi molto conosciuto e molto amato. Ma, ovviamente, si tratta di una versione molto diversa dall’originale. Pensa che questo possa cambiare la reale comprensione degli antichi miti? E, nel caso, sarebbe un problema? E cosa pensa che le persone amino in un personaggio di questo tipo?

I miti sono nati per evolvere o morire. Penso sia grandioso che questi miti siano passati attraverso così tante re-immaginazioni. Questo prova che c’è ancora molto da imparare da loro, e la popolarità di Loki in particolare riflette il nostro interesse per il personaggio emarginato e complesso. La sua ribellione contro l’autorità, la sua alienazione sociale, la sua natura auto-distruttiva, tutto riflette aspetti e problemi della nostra società in evoluzione.

 

7. Non mi piace classificare le storie per generi, ma non ci sono dubbi che un lettore italiano che ha iniziato a seguirla con romanzi come Chocolat, Vino, patate e mele rosse, Cinque quarti d’arancia, ecc. fosse probabilmente impreparato alle sue storie fantasy, sebbene lei abbia sempre inserito la magia e il folklore nei suoi romanzi. Anche perché spesso la narrativa fantastica viene considerata un po’ di serie B.
Cosa le piace della letteratura fantasy e cosa pensa possa offrire che la letteratura ‘realista’ non può
?

C’è un forte elemento magico e folkloristico in tutti i miei libri, incluso Chocolat e le alter storie di Vianne Rocher. Non vedo davvero questi libri mitici come significativamente differenti, e nemmeno faccio una distinzione tra ‘realismo’ e fantasy. Usiamo storie, magiche o no, per esplorare idee e, a volte, per esplorare il lavoro del subconscio umano attraverso metafore e analogie. Chiunque pensi che il fantasy sia un genere minore dovrebbe probabilmente leggere qualcosa di Jung e Freud, e considerare che letteralismo non è la stessa cosa di letteratura…

 

8. Lei è molto attiva su twitter e io amo particolarmente il suo #storytime (con questo hashtag Joanne Harris scrive delle piccole fiabe su twitter). Come mai ha deciso di condividere queste specie di fiabe sul web e in questo modo particolare? E cosa sono le storie per lei? E cosa spera che queste storie possano essere per gli altri?

Le storie sono storie. Le persone ci vedono quello che vogliono. Alcune persone ci vedono messaggi, altre intrattenimento. Non penso stia a me di dire alle persone cosa vederci. Le scrivo su twitter perché mi diverte usare un mezzo differente, proprio come scelgo di ricreare alcune delle mie storie di twitter come pezzi musicali e suonarli con la mia band. Ci sono così tanti modi di raccontare e scrivere storie, e mi piace il modo con cui ognuno crea un diverso tipo di narrativa.

 

9. Siamo alla fine e quindi concluderei con una domanda ‘classica’: ci saranno altre storie di Loki? E di Maddy?

Sì, penso che probabilmente ci saranno.

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7 ottobre 2015 3 07 /10 /ottobre /2015 23:33
Incontri d'autore: Paola Predicatori presenta "Il tuo corpo adesso è un'isola"

Abbiamo molto amato "Il mio inverno a Zerolandia, il primo romanzo di Paola Predicatori, lo abbiamo consigliato e molti di voi l'hanno letto.

Ora Paola è tornata in libreria con un nuovo protagonista, Ascanio, un adolescente con i genitori separati e un fratello che non c'è più. Ascanio va avanti, anche in maniera sguaiata, inesperta, e sembra accettare il presente senza farsi troppe domande, con poche idee sul suo futuro. Sembra lasciarsi vivere, Ascanio, forse reagisce così ai dolori della vita. Non conosce altro modo per trovare la via verso una libertà tanto desiderata; ma l'incontro con Adele e il coraggio di affrontare il passato gli daranno la forza di "volare".

Published by Libreria Liberalibro - in Incontri Narrativa contemporanea
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