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25 novembre 2016 5 25 /11 /novembre /2016 11:20

Ci sono cose che ci sono famigliari e altre che semplicemente non conosciamo. Questo perché i grandi marchi possono permettersi maggiore pubblicità e spazi espositivi più ampi. Non necessariamente, però, il conosciuto è migliore del poco conosciuto.
Tutto ciò è vero anche quando si entra in una libreria.
Alcuni editori si conoscono molto bene, per esempio Mondadori, Rizzoli, Garzanti, perché ci accompagnano da sempre, perché li si vede in tv, perché hanno pile di libri alte come un albero di Natale. Ma la libreria è anche un posto dove si possono avvicinare realtà più piccole ma assai meritevoli, perché tra i pregi delle librerie c’è proprio quello di poter, con l’aiuto del lettore, espandere le nostre visioni.
Ecco che abbiamo pensato di iniziare un viaggio tra realtà numericamente ‘minori’ ma qualitativamente significative. Attraverso alcune interviste potremo conoscere editori che non si erano ancora notati, che non si erano ancora letti, ma di cui ci potremmo innamorare.

Iniziamo oggi con Jo March, una realtà che vuole riportare ai lettori testi dimenticati ma che si meritano un posto tra i classici.
Un grande grazie a loro per la disponibilità e una buona lettura a voi.

 

Per prima cosa, grazie mille a voi ragazze di Jo March per aver accettato di rispondere ad alcune domande volte a farvi conoscere ai lettori.
Partirei quindi proprio dalle basi chiedendovi come e perché nasce la vostra realtà editoriale e come mai avete scelto proprio la Jo di Piccole Donne come vostro ‘simbolo?

La nostra realtà editoriale nasce da una duplice passione per la letteratura europea e l’editoria. Nostro sogno era quello di far collimare in una impresa editoriale un attento lavoro di ricerca letteraria, facendo della qualità redazionale e della cura grafica due capisaldi fondanti della nostra attività. Abbiamo quindi scelto l’eroina di “Piccole donne”, uno dei più bei classici di tutti i tempi che ha segnato la nostra generazione e le nostre infanzie, dal quale abbiamo preso in prestito il nome della protagonista Jo March. È un personaggio straordinario, che ama profondamente la scrittura e che nonostante le avversità del suo tempo e le difficili condizioni della sua famiglia, riesce nel suo intento e si afferma come donna, scrittrice, insegnante. Ribelle e determinata, il “maschiaccio” della famiglia March è il nostro alter ego ideale, per questo abbiamo scelto il suo nome quando abbiamo deciso di aprire una casa editrice.

 

Secondo voi cosa possono offrire ai lettori d'oggi questi classici dimenticati che riportate in libreria?

La scrittura dell’Ottocento, periodo storico al quale ci riferiamo nello specifico, è profonda, ricca, evocativa… in un modo che probabilmente non riuscirà mai più a essere emulato in letteratura. La narrativa ha raggiunto in quel secolo il suo vertice e oltretutto va a toccare tematiche molto importanti che caratterizzano la modernità ancora oggi. Nei classici di quel periodo è possibile quindi trovare la radice culturale e storica del nostro tempo, le contraddizioni e la terribile bellezza di un’epoca in cui tutto era in perenne divenire, se pensiamo alle rivoluzioni industriali, alle trasformazioni sociali e alla lotta politica che ha contraddistinto tutta l’Europa. Un lettore contemporaneo può quindi scoprire in un classico dell’Ottocento l’origine del mondo di oggi catapultandosi in un’era che è però diversa e quindi affascinante sotto tutti i punti di vista, trovando rifugio in ambientazioni e contesti lontani nel tempo e nello spazio.

 

Oltre ai classici, proponete anche delle specie di 'percorsi di lettura', come il libro dedicato ai luoghi di Jane Austen e la recente biografia della Gaskell. Come mai questa scelta? Un modo differente per portare l'autore ai lettori? Per farlo conoscere meglio?

Le grandi opere letterarie, come quella della straordinaria Jane Austen, destinate a rimanere nella storia della letteratura mondiale di tutti i tempi, hanno reso immortali i loro autori. Conosciamo lo scrittore attraverso le storie dei suoi romanzi, ma molto spesso è lui stesso protagonista di una storia incredibile, di un vissuto significativo che è bello poter riscoprire: in questo modo ci pare che quell’autore sia ancora qui accanto a noi. Inoltre attraverso la scoperta delle sue vicende biografiche, la lettura e l’interpretazione dell’opera stessa acquisisce senz’altro un altro sapore.

 

Ho notato che, almeno per ora, tutti i vostri titoli sono firmati da donne. Credete che le donne siano state le vittime principali di questa ‘dimenticanza’ letteraria che ha tolto alcuni grandi romanzi dai nostri scaffali ?

Ci piace molto com’è stata formulata questa domanda. In effetti, pur avendo per il momento in catalogo quasi esclusivamente autrici donne, non è un approccio di genere e quindi femminista che perseguiamo. Nel nostro catalogo ospitiamo anche illustri gentiluomini, come Charles Dickens e Wilkie Collins. Nostro scopo è primariamente di riportare alla luce opere letterarie che sono state a torto dimenticate, ed effettivamente buona parte di queste sono state scritte da donne. La condizione femminile oggi è profondamente mutata, ma sappiamo che non è sempre stato così e le donne hanno dovuto faticare moltissimo per affermarsi come intellettuali, scrittrici, artiste e umaniste al pari degli uomini. Hanno senz’altro fatto più fatica dei colleghi uomini per essere apprezzate dal pubblico e in primis dal mondo della critica letteraria, anche quello storicamente appannaggio degli uomini.

 

C'è un titolo di quelli da voi pubblicati a cui vi sentite più legate?

“Nord e Sud” di Elizabeth Gaskell è la nostra prima pubblicazione, da noi probabilmente la più amata, aspettata, tormentata e che ci riempie di orgoglio e soddisfazione. È un libro la cui storia redazionale ed editoriale racchiude i sacrifici e le emozioni del nostro esordio. È un romanzo che ci ha dato tantissimo, come opera letteraria e come lavoro editoriale, così complesso e quindi così vissuto e intenso.

 

Che titoli consigliereste, del vostro catalogo, a dei lettori che si avvicinano alla vostra realtà per la prima volta?

Forse consiglieremmo di seguire l’ordine di pubblicazione, in fondo rappresenta la nostra storia editoriale e ogni tassello racconta di noi.

 

Potete già svelarci cosa ci riserverà Jo March per il futuro?

Abbiamo tanti progetti in cantiere, di cui siamo molto soddisfatte e in cui crediamo moltissimo. Diciamo solo che sono in preparazione i romanzi di un’autrice che è una fuoriclasse della letteratura; ma non solo, stiamo vagliando molti altri testi; continueremo a occuparci dei Quaderni, abbiamo in programma di raccontare le vite di alcuni autori molto importanti, e ci sono altre novità molto interessanti che però non vogliamo svelare!

Published by Libreria Liberalibro - in Interviste editori
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13 novembre 2016 7 13 /11 /novembre /2016 23:15
Alberto Angela presenta GLI OCCHI DELLA GIOCONDA

L'ingresso al Palalido è libero, non serve prenotare il posto, alla fine della conferenza Alberto Angela sarà disponibile per la dedica e la firma sul libro. Il libro lo trovate alla Libreria Liberalibro e all'ingresso del Palalido la sera dell'evento.

MARTEDI' 29 NOVEMBRE ORE 20.30 VALDAGNO PALALIDO

ALBERTO ANGELA presenta "GLI OCCHI DELLA GIOCONDA"

Partendo dalla Gioconda, il più amato divulgatore italiano si addentra nell’universo del genio-simbolo del Rinascimento: Leonardo da Vinci.

Un capolavoro assoluto come la Gioconda non è solo un quadro da ammirare affascinati dagli occhi che sembrano vivi e dalla magia del sorriso. In realtà è un viaggio nella mente e nelle emozioni di Leonardo. È una porta che si spalanca su un luogo e su un’epoca indimenticabili: Firenze (ma anche Milano, Roma, Mantova, Urbino…) e il Rinascimento. Già dall’Ottocento e fino a oggi, è stato detto e scritto moltissimo su Leonardo e su Monna Lisa, un artista e un ritratto su cui si ha sempre l’impressione di non sapere abbastanza. Per andare a conoscere entrambi e svelarne l’eterno fascino, Alberto Angela ha scelto una chiave completamente nuova: lascia che sia la Gioconda a “raccontarci” Leonardo, il genio che l’ha potuta pensare e realizzare. Partendo da ogni dettaglio del quadro e ricostruendo le circostanze in cui Leonardo lo dipinse, scopriamo così che il volto della Gioconda, levigatissimo dallo sfumato, non ha ciglia né sopracciglia (un dettaglio importante nella storia narrata in queste pagine…). O che il suo vestito ha molto da dirci sulla moda del tempo, ma anche sulle abitudini e sull’economia della Firenze di inizio Cinquecento. O, ancora, che le sue mani non sarebbero state possibili senza approfonditi e sorprendenti studi di anatomia. O che il segreto del paesaggio va ricercato nel nuovo tipo di prospettiva “aerea”, ideato da Leonardo. La Gioconda può raccontarci queste e molte altre cose sul suo autore, dalle incredibili macchine e invenzioni (un palombaro, un paracadute, un robot!) ai rapporti con i potenti quali Ludovico il Moro e il re di Francia Francesco I. Ma che cosa sappiamo di lei? Chi è davvero questa donna misteriosa? Sulla sua identità sono state fatte diverse ipotesi, alcune delle quali aprono retroscena appassionanti nelle città e nelle corti dell’epoca. Con le sue doti indiscusse di divulgatore, Alberto Angela ci accompagna a scoprirli, entrando nella vita di Leonardo, mostrandone il genio e il volto umano, l’incontenibile creatività e le relazioni. Svelandoci un Leonardo dalla personalità unica, fondamentale nella cultura del mondo e di tutti i tempi.

Published by Libreria Liberalibro - in Incontri
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18 ottobre 2016 2 18 /10 /ottobre /2016 10:31

 

Se c'è un argomento fantascientifico che riesce ad affascinare tutti, lettori di genere e non (ma anche non lettori), quello è sicuramente il viaggio nel tempo. Come sarebbe tornare indietro di qualche anno? E andare a vedere la preistoria? Il futuro, invece, come sarà?

 

Per tutti quelli che in qualche modo vogliono letterariamente approfondire il tema, Einaudi ha ben pensato di raccogliere undici storie dedicate ai viaggi temporali, e scritti da grandi autori, in un unico volumetto.

 

Viaggi nel tempo può essere un bel regalo per gli appassionati di fantascienza, ma anche un modo piacevole per scoprire autori famosi ma magari mai affrontati. Soprattutto, però, e ancora una volta, la narrativa di genere si dimostra una scusa per raccontare qualcosa di noi. Noi umani del presente che vogliamo fuggire dalla nostra epoca senza davvero conoscere il nostro passato. Noi umani che commettiamo errori, a volte troppi. Noi umani che non sappiamo apprezzare questo momento, quello che abbiamo, quello che possiamo avere...

 

Bradbury, Wells, Dick e molti altri ci accompagnano nel passato e nel futuro per farci conoscere il presente, perché per quanto possiamo sognare, non possiamo di certo scappare dalle nostre vite, quindi perché non affrontarle consapevolmente?

Published by Libreria Liberalibro - in fantascienza
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22 maggio 2016 7 22 /05 /maggio /2016 17:34
Valdagno che Legge. PAOLO MALAGUTI presenta LA RELIQUIA DI COSTANTINOPOLI

1565, Venezia. Il sole non lambisce ancora il camposanto di San Zaccaria, quando il vecchio Giovanni si cala nella tomba del chierico Gregorio Eparco, il suo antico tutore, appena riesumata dai pissegamorti in cambio di tre ducati. Non vuole trafugare la bara di legno marcio o le ossa ricoperte di lanugine e muffa. Sta cercando un libercolo. Un diario «avvolto in una pezza di tela cerata, sigillata da un nastro nero», che lui stesso, cinquant’anni prima, ha nascosto sotto la nuca del maestro, dopo aver giurato di non sfogliarlo né di farne parola con nessuno. Il giuramento, però, ora può essere infranto, poiché le annotazioni contenute in quell’involucro sono l’unico indizio in grado di condurre ad alcune preziosissime reliquie cristiane andate perdute. Il diario si apre nel 1452, quando Gregorio – «la barba folta e nera» e un «fisico più da rematore che da mercante» – giunge ad Adrianopoli insieme con il suo socio d’affari, l’ebreo-veneziano Malachia Bassan. La città, strappata a Venezia dagli Ottomani un secolo prima, offre uno spettacolo raccapricciante agli occhi dei due giovani mercanti. Ventotto marinai di una galea da mercado della Serenissima, accusata di aver disubbidito agli ordini provenienti dalla fortezza di Boghaz-kesen, fatta costruire da Maometto II per controllare il traffico sul Bosforo, sono stati torturati, uccisi e lasciati alla mercé dei cani nelle pubbliche vie. L’intento del giovane Sultano, un ragazzo di diciannove anni magro e pallido, è chiaro: offrire una dimostrazione di forza prima di cingere d’assedio la città che, per i cristiani, è la madre e la guida di tutto il mondo, l’ancella stessa del Padre: Costantinopoli, l’arca di santità che custodisce il maggior numero di reliquie cristiane. Mentre uno sparuto esercito di genovesi, greci e veneziani tenta di respingere l’assalto dei turchi, Gregorio ha un’idea: recuperare tutti «i frammenti di Paradiso» appartenuti ai santi e disseminati nelle chiese, nei sotterranei e dentro il Grande Palazzo imperiale di Costantinopoli, per salvare in tal modo la Cristianità. Un’idea allettante anche per Malachia Bassan, nella cui mente si affaccia il pensiero che, male che vada, quelle reliquie così preziose possono pur sempre essere vendute. Così tra imboscate, fughe ed enigmi, i due giovani mercanti si accingono all’impresa… Con una documentazione sterminata capace di riprodurre fedelmente l’architettura di Costantinopoli cinta d’assedio dagli Ottomani e le strategie militari, le lingue, i culti e i costumi dell’epoca, Paolo Malaguti scrive un romanzo d’avventura dall’inarrestabile tensione narrativa. E ci consegna due protagonisti memorabili, figli del XV secolo: il saggio e ossequioso chierico Gregorio e l’imprevedibile ebreo Malachia.

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2 maggio 2016 1 02 /05 /maggio /2016 23:47

Una storia quasi perfetta, un romanzo sulla seduzione – In libreria dal 28 gennaio 2016.
Quante volte può ricominciare la propria vita?
C’è una donna che l’ha già fatto una volta, ha conosciuto il malamore nel cerchio stretto del seduttore, ma è un’artista e sa la bellezza delle cose e la ritrova nei disegni opera delle sue mani. Un uomo la accompagna. Lei è un regalo e lui vuol farla volare, dice. Che il mondo sappia la sua arte. Può essere il ritratto di un amore perfetto oppure la storia infinitamente ripetuta del perverso e della sua vittima.
Il mondo intorno è immobile. E’ la provincia pessima della chiacchiera, che spiuma la verità e la sparge dai poggioli dei palazzi. Tutti a vedere. Tutti preparati a dire che si sapeva che sarebbe finita così. Ma l’inganno ha tante maschere e anche gli angeli a volte sanno tirar di fioretto e anche scherzare.

Mariapia Veladiano è nata a Vicenza. Laureata in Filosofia e Teologia, ha felicemente insegnato lettere per più di vent’anni e ora è preside a Vicenza. Collabora con “Repubblica” e con la rivista «Il Regno». La vita accanto, pubblicato con Einaudi Stile Libero, è il suo primo romanzo, vincitore del Premio Calvino 2010, e secondo al Premio Strega 2011. Nel 2012 ha pubblicato, con Einaudi Stile Libero, Il tempo è un dio breve. Nel 2013 è uscito un piccolo giallo per ragazzi, Messaggi da lontano, con Rizzoli.  E, ancora con Einaudi Stile Libero, Ma come tu resisti, vita, una raccolta di minuscole riflessioni sui sentimenti e le azioni. Nel 2014 ha pubblicato Parole di scuola, edizioni Erickson. Liberissime riflessioni sulla scuola. Il 28 gennaio 2016 è uscito il nuovo romanzo, Una storia quasi perfetta, Guanda editore.

Mariapia Veladiano è nata a Vicenza. Laureata in Filosofia e Teologia, ha felicemente insegnato lettere per più di vent’anni e ora è preside a Vicenza. Collabora con “Repubblica” e con la rivista «Il Regno». La vita accanto, pubblicato con Einaudi Stile Libero, è il suo primo romanzo, vincitore del Premio Calvino 2010, e secondo al Premio Strega 2011. Nel 2012 ha pubblicato, con Einaudi Stile Libero, Il tempo è un dio breve. Nel 2013 è uscito un piccolo giallo per ragazzi, Messaggi da lontano, con Rizzoli. E, ancora con Einaudi Stile Libero, Ma come tu resisti, vita, una raccolta di minuscole riflessioni sui sentimenti e le azioni. Nel 2014 ha pubblicato Parole di scuola, edizioni Erickson. Liberissime riflessioni sulla scuola. Il 28 gennaio 2016 è uscito il nuovo romanzo, Una storia quasi perfetta, Guanda editore.

Published by Libreria Liberalibro
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6 aprile 2016 3 06 /04 /aprile /2016 14:52

Dopo il buon riscontro ottenuto con la ripubblicazione de "La Tregua"(2015), Nottetempo ha deciso, fortunatamente, di proporci anche la traduzione del romanzo d'esordio di Mario Bendetti: "Chi di noi".

Gli argomenti trattati rimangono gli stessi, ossia la figura dell'uomo comune e le conseguenti dinamiche di una vita di coppia. Ma in questa prima prova il punto di vista è forse più negativo e questa negatività è da ricercare proprio nei protagonisti della vicenda.

 

La storia, divisa in tre differenti parti, ognuna raccontata da un personaggio diverso, ruota attorno a una sorta di triangolo amoroso formato da Miguel, Alicia e Lucas. Li troviamo tutti e tre alle prese col liceo, per poi avanzare lungo la linea temporale fino a un momento di cambiamento all'interno della coppia ufficiale formata da Miguel e Alicia.

 

Quello che salta indubbiamente all'occhio è la differenza di versioni. Seppur soffermandosi su momenti diversi della loro vita, tutti e tre (ognuno con un mezzo narrativo diverso: diario, lettera e racconto) analizzano le relazioni che li hanno da sempre legati gli uni agli altri in maniera diversa.

 

Chi di loro ha ragione?
Probabilmente tutti e tre. O forse nessuno. Perché "Chi di noi" vuole mostrare al lettore come la realtà che ci circonda sia in verità terribilmente influenzata dal nostro punto di vista. Noi crediamo di vedere una determinata cosa, ma non è detto stia succedendo davvero quella cosa. Ed è proprio per questo 'fissarsi' sulla propria visione che il rapporto tra Miguel e Alicia non funziona.

 

Miguel vuole essere un uomo banale. A differenza del protagonista de "La tregua", che sa di essere una creatura qualunque ma convive bene con questa realtà, Miguel sembra voler essere banale, quasi si rintana in questa sua banalità.

 

"Chi di noi" è una lettura breve ma travolgente. Con rapide stoccate ribalta la visione del "mondo" ad ogni capitolo e invita al lettore a chiedersi: chi di noi è immune dal pericolo di autodistruggersi?

Published by Libreria Liberalibro - in narrativa
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25 febbraio 2016 4 25 /02 /febbraio /2016 14:39
Venerdì 26 febbraio alle ore 18,00 Paola Maugeri sbarca a Valdagno alla Libreria Liberalibro per presentare il suo ultimo libro “Alla salute”, con questo libro, già alla seconda ristampa, Paola presenta al suo pubblico 109 succhi, smoothies e ricette sfiziose Made in Las Vegans. Sì,  perché Paola è vegana da ben 17 anni e ha scelto di vivere a impatto zero o per lo meno cercando di rispettare il più possibile se stessa e l’ambiente in cui viviamo. Paola dice di sé: “La musica mi ha regalato il più bel mestiere al mondo e il cibo consapevole la più bella delle passioni!”.  Da sempre Paola si occupa di musica rock, è stata uno dei volti più amati di Mtv e da sette anni  parla di rock su Virgin radio. Quest’anno a Sanremo era nella giuria. Proprio da lì, Paola esorta i giovani artisti a coltivare la propria unicità e noi pensiamo che questa unicità che lei ci propone possa entrare nella vita di tutti anche provando a conoscere meglio il mondo in cui viviamo e il cibo che ogni giorno mettiamo sulle nostre tavole. Di questo e di molto altro Paola ci racconterà a Valdagno.

Venerdì 26 febbraio alle ore 18,00 Paola Maugeri sbarca a Valdagno alla Libreria Liberalibro per presentare il suo ultimo libro “Alla salute”, con questo libro, già alla seconda ristampa, Paola presenta al suo pubblico 109 succhi, smoothies e ricette sfiziose Made in Las Vegans. Sì, perché Paola è vegana da ben 17 anni e ha scelto di vivere a impatto zero o per lo meno cercando di rispettare il più possibile se stessa e l’ambiente in cui viviamo. Paola dice di sé: “La musica mi ha regalato il più bel mestiere al mondo e il cibo consapevole la più bella delle passioni!”. Da sempre Paola si occupa di musica rock, è stata uno dei volti più amati di Mtv e da sette anni parla di rock su Virgin radio. Quest’anno a Sanremo era nella giuria. Proprio da lì, Paola esorta i giovani artisti a coltivare la propria unicità e noi pensiamo che questa unicità che lei ci propone possa entrare nella vita di tutti anche provando a conoscere meglio il mondo in cui viviamo e il cibo che ogni giorno mettiamo sulle nostre tavole. Di questo e di molto altro Paola ci racconterà a Valdagno.

PAOLA MAUGERI presenta ALLA SALUTE
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21 febbraio 2016 7 21 /02 /febbraio /2016 22:59
Il mondo che Chiara Passilongo racconta è molto vicino a noi: una famiglia che vive nella provincia veneta diventa la lente attraverso cui raccontare gli ultimi quarant’anni della nostra storia. Una famiglia apparentemente come tutte, ma dominata dalla straordinaria figura del padre, Achille Vicentini, piccolo imprenditore dolciario da sempre orientato a destra: un uomo d’altri tempi, buono e inflessibile al tempo stesso.
Achille e sua moglie Nora, altra figura destinata a sorprendere i lettori per la sua intelligenza e tenacia, hanno due figli, gemelli, Francesco e Gloria, che come talvolta succede, prenderanno direzioni completamente diverse da quelle che i genitori sognavano per loro…
La storia dell’azienda che da “Vicentini” viene ribattezzata “San Lorenzo srl” in onore della notte delle stelle cadenti durante la quale i gemelli sono venuti al mondo, si intreccia con quelle di Gloria e Francesco che crescono, i successi e la crisi della San Lorenzo vanno di pari passo con gli amori sbagliati e i matrimoni, le grandi ambizioni e i fallimenti, i viaggi e i ritorni di personaggi ai quali inevitabilmente ci si affeziona.
Questa parabola di destini che attraversano la ricchezza e la crisi ma non si arrendono e guardano avanti ha il ritmo di una serie televisiva americana, la forza di una pagina Instagram, in cui i capitoli si susseguono come istantanee delle vite narrate. La giovane Passilongo dimostra anche una maestria nella scrittura, nei dettagli, nella costruzione dei personaggi, degna dei romanzieri dell’Ottocento, quelli che raccontavano una società, un mondo nel quale si muovevano personaggi nei quali il lettore si identificava, per i quali gioiva e soffriva.

Il mondo che Chiara Passilongo racconta è molto vicino a noi: una famiglia che vive nella provincia veneta diventa la lente attraverso cui raccontare gli ultimi quarant’anni della nostra storia. Una famiglia apparentemente come tutte, ma dominata dalla straordinaria figura del padre, Achille Vicentini, piccolo imprenditore dolciario da sempre orientato a destra: un uomo d’altri tempi, buono e inflessibile al tempo stesso. Achille e sua moglie Nora, altra figura destinata a sorprendere i lettori per la sua intelligenza e tenacia, hanno due figli, gemelli, Francesco e Gloria, che come talvolta succede, prenderanno direzioni completamente diverse da quelle che i genitori sognavano per loro… La storia dell’azienda che da “Vicentini” viene ribattezzata “San Lorenzo srl” in onore della notte delle stelle cadenti durante la quale i gemelli sono venuti al mondo, si intreccia con quelle di Gloria e Francesco che crescono, i successi e la crisi della San Lorenzo vanno di pari passo con gli amori sbagliati e i matrimoni, le grandi ambizioni e i fallimenti, i viaggi e i ritorni di personaggi ai quali inevitabilmente ci si affeziona. Questa parabola di destini che attraversano la ricchezza e la crisi ma non si arrendono e guardano avanti ha il ritmo di una serie televisiva americana, la forza di una pagina Instagram, in cui i capitoli si susseguono come istantanee delle vite narrate. La giovane Passilongo dimostra anche una maestria nella scrittura, nei dettagli, nella costruzione dei personaggi, degna dei romanzieri dell’Ottocento, quelli che raccontavano una società, un mondo nel quale si muovevano personaggi nei quali il lettore si identificava, per i quali gioiva e soffriva.

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12 febbraio 2016 5 12 /02 /febbraio /2016 01:11
Anche in questo libro Ferron percorre i sentieri delle nostre montagne per raccontarne le storie segrete, in queste pagine fissa lo sguardo sul lupo: una delle creature più misteriose, più belle e insieme terrificanti che abita i nostri boschi, quel lupo che impariamo a temere e a rispettare fin da bambini ascoltando le fiabe della nostra tradizione. La differenza peculiare di questo libro con quelli che l’anno preceduto risiede nel fatto che questa volta l’autore sceglie la forma del romanzo: un passaggio, quello dal documento al romanzo, che rappresenta forse una svolta nell’attività creativa dell’autore e senz’altro il modo migliore per entrare in un universo, quello del lupo, che è già di per sé letterario. Ferron coglie perfettamente la sospensione di questo animale feroce e selvaggio tra la realtà naturale e l’alone quasi mitico che lo avvolge. Il lupo è ancora nel nostro immaginario una forza primordiale, non addomesticabile, irriducibile alla comune abitudine ad antropomorfizzare gli animali per renderli più familiari, facendoli così scomparire per quello che sono veramente. In questa scomparsa svanisce anche tutto quello che ci possono ancora trasmettere e insegnare. Il lupo si sottrae a ogni riduzione e, con le parole dello stesso Ferron, si può dire: “Se sei amico dei lupi accetti il fatto che i lupi uccidono. Se ammiri la forza del predatore ami la preda che si salva e quella che muore. Se ami il lupo, ami la bellezza, la foresta, la notte, il vento e il silenzio. Se ami i lupi, ami la Terra”.

Anche in questo libro Ferron percorre i sentieri delle nostre montagne per raccontarne le storie segrete, in queste pagine fissa lo sguardo sul lupo: una delle creature più misteriose, più belle e insieme terrificanti che abita i nostri boschi, quel lupo che impariamo a temere e a rispettare fin da bambini ascoltando le fiabe della nostra tradizione. La differenza peculiare di questo libro con quelli che l’anno preceduto risiede nel fatto che questa volta l’autore sceglie la forma del romanzo: un passaggio, quello dal documento al romanzo, che rappresenta forse una svolta nell’attività creativa dell’autore e senz’altro il modo migliore per entrare in un universo, quello del lupo, che è già di per sé letterario. Ferron coglie perfettamente la sospensione di questo animale feroce e selvaggio tra la realtà naturale e l’alone quasi mitico che lo avvolge. Il lupo è ancora nel nostro immaginario una forza primordiale, non addomesticabile, irriducibile alla comune abitudine ad antropomorfizzare gli animali per renderli più familiari, facendoli così scomparire per quello che sono veramente. In questa scomparsa svanisce anche tutto quello che ci possono ancora trasmettere e insegnare. Il lupo si sottrae a ogni riduzione e, con le parole dello stesso Ferron, si può dire: “Se sei amico dei lupi accetti il fatto che i lupi uccidono. Se ammiri la forza del predatore ami la preda che si salva e quella che muore. Se ami il lupo, ami la bellezza, la foresta, la notte, il vento e il silenzio. Se ami i lupi, ami la Terra”.

Giancarlo Ferron abita a Castelnovo di Isola Vicentina (VI). Lavora come guardiacaccia sulle montagne vicentine. È uno dei più apprezzati scrittori italiani di montagna. Ha pubblicato nel 2000 il grande successo editoriale “Ho visto piangere gli animali”, nel 2001 “Ho sentito il grido dell’’Aquila”, nel 2003 “Il suicidio del capriolo”, nel 2006 “I segreti del bosco”, nel 2009 “La mia montagna”, nel 2010 “La zampata dell’Orso” e nel 2013 “Uomini e bestie in cammino”.

Giancarlo Ferron abita a Castelnovo di Isola Vicentina (VI). Lavora come guardiacaccia sulle montagne vicentine. È uno dei più apprezzati scrittori italiani di montagna. Ha pubblicato nel 2000 il grande successo editoriale “Ho visto piangere gli animali”, nel 2001 “Ho sentito il grido dell’’Aquila”, nel 2003 “Il suicidio del capriolo”, nel 2006 “I segreti del bosco”, nel 2009 “La mia montagna”, nel 2010 “La zampata dell’Orso” e nel 2013 “Uomini e bestie in cammino”.

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12 febbraio 2016 5 12 /02 /febbraio /2016 01:05
MELODY di Sharon M. Draper

Ho letto Melody tutto d’un fiato, non ho lasciato il libro finché non sono arrivata all’ultima pagina. Non mi succede spesso, ma la piccola Melody ha una storia tosta da raccontare ed è proprio brava a dar voce ai suoi pensieri. Proprio lei che non può parlare, ma ha la testa piena di parole, ci trasporta nel suo mondo e ci spiega come una bambina tetraplegica con un’intelligenza fervida debba lottare per farsi capire.

Grazie a Dio, Melody ha delle risorse e le mette in campo tutte per non rimanere imprigionata nel suo corpo; con l’aiuto di mamma, di papà, della Signora V. e di Catherine, riuscirà a dire al mondo molte cose e non sarà più solo la ragazzina “handicappata”, che sbava, non mangia da sola e fa versi strani.

Non vi voglio raccontare troppo, perché Melody va scoperta leggendo, immergendosi nelle pagine di questo bellissimo romanzo di Sharon M. Drapen, che per ben due anni è rimasto in vetta alle classifiche del New York Times.

Ma chi è questa scrittrice? Beh! La Drapen è una delle scrittrici più amate negli Stati Uniti, ma soprattutto è un insegnate e la mamma di una bambina disabile.

Ecco come lei stessa si racconta:

“Io sono una creatrice, una visionaria, una poetessa. Mi approccio al mondo con gli occhi di unartista, con gli orecchi di un musicista e con l’anima di una scrittrice. Io vedo l’arcobaleno dove gli altri vedono solo pioggia, e possibilità dove gli altri vedono solo problemi. Amo i fiori di primavera, il calore dell’estate sul mio corpo e la bellezza delle foglie cadute in autunno. La musica classica, l’arte e il balletto sono motivo di ispirazione, proprio come il blues e il Dim Cafè.

Io amo scrivere, le parole escono facilmente dalla punta delle mie dita e il mio cuore batte rapidamente quando un’idea comincia a diventare realtà sulla carta davanti a me. Sorrido spesso, rido con facilità e piango di fronte al dolore e alla crudeltà. Sono un’insegnate e una ricercatrice della conoscenza, e cerco di portare i miei lettori con me nel mio viaggio della vita. Sono appassionata di ciò che faccio.

Ho imparato a sognare attraverso la lettura, ho imparato a creare sogni con la scrittura e ho imparato a dar vita a sognatori attraverso l'insegnamento . Io sarò sempre un sognatrice . Vieni, sogna con me.”

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tel 0445 402293 - 0444 225270
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