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5 novembre 2015 4 05 /11 /novembre /2015 21:28
ALAN FRIEDMAN presenta "MY WAY"

In nessun’altra nazione occidentale, negli ultimi vent’anni, un leader politico ha dominato così completamente la scena come ha fatto Silvio Berlusconi in Italia. Nessuno ha scatenato così tante polemiche, nessuno è stato tanto amato e odiato. In questo libro Alan Friedman, dopo un anno e mezzo di interviste e conversazioni con Berlusconi, i suoi amici, i suoi familiari, racconta una vita che non conosce mezze misure. Un ritratto intimo di un uomo sul quale pensavamo di sapere già tutto. Ma rispondendo a Friedman, Berlusconi si confessa come mai prima. Ripercorre le sue tormentate vicende giudiziarie e la lunga guerra con la magistratura, parla della sua passione per le donne, rivive i trionfi e l’amarezza delle sconfitte. Racconta gli anni Sessanta e Settanta, quando le sue città giardino hanno incarnato il sogno di un’Italia che scopriva il benessere. Racconta gli anni Ottanta, quando con la televisione commerciale ha cambiato le abitudini e i gusti degli italiani, inondando l’etere di consumismo yuppie e edonismo all’americana. Racconta il suo amato Milan, la squadra per cui faceva il tifo da bambino e che ha portato sul tetto del mondo. Racconta la politica italiana, parla del suo passato e del suo futuro. Nel vivace ritratto di Friedman assumono un rilievo fondamentale le drammatiche vicende internazionali, perché Berlusconi è stato testimone e protagonista del periodo successivo al crollo del muro di Berlino. Dietro l’amicizia con George W. Bush e Vladimir Putin (intervistato qui in esclusiva) traspare il suo ruolo di mediatore nella diplomazia segreta tra Mosca e Washington. E grazie all’accesso a fonti riservate europee e americane e alle testimonianze d’eccezione di José Luis Zapatero e di José Manuel Barroso, Friedman svela un autentico intrigo internazionale e ricostruisce le manovre che hanno accompagnato l’invasione dell’Iraq nel 2003, l’intervento in Libia all’inizio della Primavera araba e i tumultuosi vertici sulla crisi finanziaria dell’Eurozona nell’autunno 2011. Finalmente si porta alla luce, in un brillante esempio di giornalismo investigativo, il vero ruolo di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy nel tentativo di far cadere Berlusconi. In un libro che non è mai di parte e ha il ritmo di un romanzo, Friedman offre al lettore l’opportunità unica di conoscere da vicino un uomo dalla personalità straripante. “Possono farmi molte cose,” ha detto Berlusconi “ma non possono costringermi a dimettermi da me stesso.”

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8 ottobre 2015 4 08 /10 /ottobre /2015 10:00

In occasione dell'uscita del suo nuovo romanzo, Il canto del ribelle, abbiamo intervistato Joanne Harris che, molto gentilmente, ha accettato di raccontarci qualcosa sulla sua passione per la mitologia norrena e su questo nuovo lavoro fantasy.
La ringraziamo per la sua disponibilità e gentilezza e vi invitiamo a leggere questa chiacchierata.

 

1. Vorrei iniziare l’intervista partendo dalle basi e chiedendole come mai le piacciono così tanto i miti nordici e in particolare la figura di Loki.

Forse perché le tradizioni dello Yorkshire sono strettamente intrecciate con la storia degli invasori vichinghi, ma comunque ho sempre trovato i loro miti interessanti. È una cultura molto vivace, con un 'cast' meraviglioso di personaggi e un’immagine del mondo piuttosto unica. Riguardo a Loki, lui è di gran lunga la figura più interessante e dinamica nel pantheon norreno. È anche il più incompreso. Questo è parzialmente dovuto al fatto che i miti nordici originali (tramandati e arricchiti lungo i secoli da una lunga e antica tradizione orale) sono stati quasi interamente persi, ed esistono oggi solo come resoconti frammentati messi per iscritto dagli studiosi cristiani. D’altra parte, il suo personaggio è così complesso e misterioso che non smette mai di essere rilevante.

 

2. I miti norreni sono una miscela di molte storie e versioni. Quali tipi di ricerche ha svolto (se ne ha svolte)? E ha selezionato qualche evento particolare piuttosto che altri?

Sto facendo ricerca su questi miti fin da quando sono bambina. Ho perfino imparato l’islandese antico in modo da poter leggere i testi in originale. Sono testi antichi, e la storia è incompleta, quindi la mia sfida è stata quella di metterli in una sorta di ordine logico, oltre che riempire alcuni ‘buchi’, e cercare di dare una sequenza lineare a racconti che, fino ad oggi, non sono davvero esistiti in un ordine specifico. Alcuni pezzi di congiunzione sono di mia invenzione, ma ho cercato di usare il più possibile il materiale di partenza, quindi molti dei miti principali si trovano nel libro.

 

3. Come è riuscita a entrare nella mente di Loki? E come si è sentita a vestire i suoi panni?

È stato molto divertente, e sono stata capace di giocare sia con lo humour del personaggio che con il suo senso di alienazione e rivolta.

In un certo senso lui è molto l’imbroglione archetipico, come raffigurato nell’Edda di Snorri. Nei miti originali, noi non arriviamo a conoscere niente riguardo i pensieri di Loki e le sue motivazioni. La descrizione più lunga e completa della sua voce e della sua natura è un testo dell’Edda Poetica chiamato Lokasenna (una sorta di scambio rituale di insulti, parte di una lunga tradizione nella cultura norrena), nel quale Loki, imbucandosi ad una festa alla quale non era stato invitato, insulta a turno tutte le divinità. Ho iniziato con questo testo in mente. Mostra Loki come rancoroso, sprezzante, derisorio e crudelmente divertente, sebbene nell’Edda non ci siano molte spiegazioni su come sia arrivato a quel punto.

Siccome Il canto del ribelle è scritto nella voce di Loki, il risultato è un monologo interno di Loki, con le sue piccole divagazioni, le sue osservazioni sulla vita, le sue concise descrizioni degli dei, i dettagli della sua esistenza e la sua vita emotiva. È un narratore molto inaffidabile, e lo dice dall’inizio. È anche il più grande narcisista, che sposa una considerazione di se estremamente elevata con grande sdegno di tutti gli altri. Comunque, Loki è anche completamente privo di consapevolezza di sé; assume forma umana e inizia a scendere a patti con nuove e pericolose emozioni umane, inizia a sperimentare il dubbio, l’auto ripugnanza, l’invidia, l’autocommiserazione, il senso di colpa, forse anche l’amore.

 

4. Possiamo dire che questo libro è anche una storia sul potere delle parole? Lei scrive spesso, nel romanzo, che le parole sono le vere creatrici del mondo (e non posso fare a meno di pensare che in inglese word (parola) e world (mondo) sono molto simili). Inoltre le parole che Loki usa per raccontare la sua storia ci permette di cambiare prospettiva sugli eventi. E poi anche le rune sono magiche…

 

Sì, riguarda molto il potere delle parole. Parole magiche, come le rune, ma anche il potere della mente contro il potere della forza bruta. Loki esiste in una società patriarcale dove quasi ogni problema viene risolto con un conflitto, e sebbene lui non abbia mai tirato un pugno, riesce a sopravvivere con l’intelligenza, da solo. Quel ‘da solo’ lo rende eccezionale, ed è parte del suo fascino.

 

5. I cattivi sono davvero cattivi? Intendo dire che siamo abituati a pensare a Loki come al cattivo ragazzo della storia, e lui sicuramente non è un santo, ma allo stesso tempo, e lei lo spiega nel libro, non è solo un ragazzaccio, ha anche aiutato molto gli altri ed è parte della creazione del mondo. Pensa che ci sia la tendenza a vedere le cose in bianco o nero?

Sì, penso che lo facciamo, probabilmente per via del messaggio cristiano incorporato nell’Edda di Snorri. Sospetto che il Loki del mito ‘originale’ fosse una figura molto più ambigua. Lo rende più interessante e, essenzialmente, più umano.

 

6. Loki, grazie alla Marvel e all’interpretazione di Tom Hiddleston, è un personaggio oggi molto conosciuto e molto amato. Ma, ovviamente, si tratta di una versione molto diversa dall’originale. Pensa che questo possa cambiare la reale comprensione degli antichi miti? E, nel caso, sarebbe un problema? E cosa pensa che le persone amino in un personaggio di questo tipo?

I miti sono nati per evolvere o morire. Penso sia grandioso che questi miti siano passati attraverso così tante re-immaginazioni. Questo prova che c’è ancora molto da imparare da loro, e la popolarità di Loki in particolare riflette il nostro interesse per il personaggio emarginato e complesso. La sua ribellione contro l’autorità, la sua alienazione sociale, la sua natura auto-distruttiva, tutto riflette aspetti e problemi della nostra società in evoluzione.

 

7. Non mi piace classificare le storie per generi, ma non ci sono dubbi che un lettore italiano che ha iniziato a seguirla con romanzi come Chocolat, Vino, patate e mele rosse, Cinque quarti d’arancia, ecc. fosse probabilmente impreparato alle sue storie fantasy, sebbene lei abbia sempre inserito la magia e il folklore nei suoi romanzi. Anche perché spesso la narrativa fantastica viene considerata un po’ di serie B.
Cosa le piace della letteratura fantasy e cosa pensa possa offrire che la letteratura ‘realista’ non può
?

C’è un forte elemento magico e folkloristico in tutti i miei libri, incluso Chocolat e le alter storie di Vianne Rocher. Non vedo davvero questi libri mitici come significativamente differenti, e nemmeno faccio una distinzione tra ‘realismo’ e fantasy. Usiamo storie, magiche o no, per esplorare idee e, a volte, per esplorare il lavoro del subconscio umano attraverso metafore e analogie. Chiunque pensi che il fantasy sia un genere minore dovrebbe probabilmente leggere qualcosa di Jung e Freud, e considerare che letteralismo non è la stessa cosa di letteratura…

 

8. Lei è molto attiva su twitter e io amo particolarmente il suo #storytime (con questo hashtag Joanne Harris scrive delle piccole fiabe su twitter). Come mai ha deciso di condividere queste specie di fiabe sul web e in questo modo particolare? E cosa sono le storie per lei? E cosa spera che queste storie possano essere per gli altri?

Le storie sono storie. Le persone ci vedono quello che vogliono. Alcune persone ci vedono messaggi, altre intrattenimento. Non penso stia a me di dire alle persone cosa vederci. Le scrivo su twitter perché mi diverte usare un mezzo differente, proprio come scelgo di ricreare alcune delle mie storie di twitter come pezzi musicali e suonarli con la mia band. Ci sono così tanti modi di raccontare e scrivere storie, e mi piace il modo con cui ognuno crea un diverso tipo di narrativa.

 

9. Siamo alla fine e quindi concluderei con una domanda ‘classica’: ci saranno altre storie di Loki? E di Maddy?

Sì, penso che probabilmente ci saranno.

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7 ottobre 2015 3 07 /10 /ottobre /2015 23:33
Incontri d'autore: Paola Predicatori presenta "Il tuo corpo adesso è un'isola"

Abbiamo molto amato "Il mio inverno a Zerolandia, il primo romanzo di Paola Predicatori, lo abbiamo consigliato e molti di voi l'hanno letto.

Ora Paola è tornata in libreria con un nuovo protagonista, Ascanio, un adolescente con i genitori separati e un fratello che non c'è più. Ascanio va avanti, anche in maniera sguaiata, inesperta, e sembra accettare il presente senza farsi troppe domande, con poche idee sul suo futuro. Sembra lasciarsi vivere, Ascanio, forse reagisce così ai dolori della vita. Non conosce altro modo per trovare la via verso una libertà tanto desiderata; ma l'incontro con Adele e il coraggio di affrontare il passato gli daranno la forza di "volare".

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5 ottobre 2015 1 05 /10 /ottobre /2015 14:22

 

Le divinità nordiche non ci sono del tutto sconosciute, sebbene appartengano a realtà storiche e culturali e noi non proprio prossime. Ma chi non conosce Odino, giusto per fare un nome?
Negli ultimi anni, poi, soprattutto grazie ai film Marvel con protagonisti i supereroi dei fumetti, alcune figure appartenenti alla mitologia norrena sono prepotentemente entrate nella cultura pop di un po' tutto il mondo. Del resto, chi ormai non conosce Thor, il dio del tuono, che grazie al prestante fisico di Chris Hemsworth ha spezzato cuori e schermi? E chi non sa chi sia Loki, il suo fratello/nemico, così carismatico nell'interpretazione di Tom Hiddleston da aversi creato un esercito di ammiratori?

 

Joanne Harris, però, nel suo ritorno al fantasy dopo i due volumi Le parole segrete e Le parole di luce (di cui il nuovo libro è una sorta di rpequel a sé stante), attinge alla vera mitologia norrena per riproporcela in maniera divertente e affascinante. Il canto del ribelle (in libreria da giovedì 8 ottobre) raccoglie infatti alcune delle vicende più iconiche e rappresentative della mitologia vichinga e ne dona una continuità, creando una storia in grado di appassionare non solo gli amanti della letteratura fantasy, ma anche chi vuole conoscere qualcosa di più su dei miti magari poco conosciuti.
Ma la Harris ha scelto una strada brillante per raccontare queste gesta, decidendo di narrare il tutto tramite il punto di vista, e la voce, di Loki, il dio degli inganni, una figura ambigua, assorto a ruolo di dio senza esserlo davvero, amato e anche odiato da Odino e sempre in bilico tra il bene e il male.
Con un ritmo incalzante e una lingua tagliente, ecco allora che ci viene raccontata la storia della nascita di Asgard, delle sue vicissitudini, di come gli dei si siano mossi nella storia e di come siano caduti. Il tutto sotto lo sguardo impietoso di Loki e tramite la sua acuta ironia. Questa è la sua versione della verità, in fin dei conti. E proprio in quanto SUA versione, il libro riesce anche a mostrarci come siano le parole le vere motrici del mondo e della storia, come siano le parole le forze creatrici che ci hanno plasmato.

 

Ne risulta un romanzo divertente e appassionante, che pesca a piene mani dalla mitologia riuscendo al tempo stesso a reinventarla senza però tradirla.
Una storia fantastica che parla di divinità, inganni e avventure. Una storia che parla di parole e di convinzioni, di punti di vista e di sbagli.
Un storia per tutti i lettori.

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7 settembre 2015 1 07 /09 /settembre /2015 23:07
Luca Bianchini presenta "Dimmi che credi al destino"

GIOVEDI' 10 SETTEMBRE ALLE 20,30 a Valdagno Palazzo Festari, LUCA BIANCHINI presenta il suo ultimo romanzo "Dimmi che credi al destino" (Mondadori).

Volete conoscere Ornella, Clara e Diego dell'Italian Bookshop di Londra? e capire come faranno a salvare la libreria che rischia di chiudere?

Con Luca parleremo del suo romanzo, di radio, cinema e di librerie.

Vi aspettiamo numerosi

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31 agosto 2015 1 31 /08 /agosto /2015 11:14

Siamo abituati, probabilmente anche a causa della cinematografia, a pensare alla fantascienza come a un genere che dona al lettore grandi quantità. C'è lo spazio che è enorme, la navicella gigante, vasti mondi da esplorare e popolazioni da scoprire. C'è la vastità, insomma. Non che questo non dia spazio a storie più contenute, ma di sicuro molta narrazione viene dedicata alla grandezza dello scenario.
Michel Faber, invece, ci ha da poco regalato una storia fantascientifica di 600 pagine che risulta però essere molto intima, molto intimistica.

 

Era il 2002, forse lo ricorderete, quando venne pubblicato Il petalo cremisi e il bianco, un romanzone 'vittoriano' con protagonista la prostituta Sugar, che ha regalato a Faber la fama. Quel romanzo lo portò alla ribalta e con gli anni l'autore ha saputo regalarci sempre storie molto diverse tra loro, in grado di ammaliare, ma anche destabilizzare, il lettore, che non sapeva mai cosa aspettarsi.
E anche questa volta non si risparmia.

 

La fantascienza, è vero, l'aveva già toccata con Sotto la pelle (divenuto poi un film di Janathan Glazer, con Scarlett Johansson), ma in quel caso la storia era cruda e a tratti crudele.
Con Il libro delle cose nuove e strane, invece, Faber racconta una storia tra un marito e una moglie, la cui distanza spaziale diventa una metafora per raccontare le difficoltà di una coppia e l'allontanamento che nella vita può avvenire per mille cause diverse.
Protagonista è infatti Peter, un religioso che viene incaricato di andare a evangelizzare gli abitanti indigeni del pianeta Oasi e che si ritrova così a doversi separare dalla moglie per un lungo periodo, proprio mentre sulla Terra una serie di eventi catastrofici renderà la vita piuttosto difficile.

 

È da sottolineare il fatto che, proprio durante la stesura del libro, alla moglie di Faber era stato diagnosticato un cancro terminale che l'ha condotta alla morte nel luglio 2014. E sebbene sembri quasi 'crudele' ricordare questo fatto, risulta impossibile non notare come Il libro delle cose nuove e strane racconti proprio di questo, ossia di un amore tra due persone, che hanno vissuto le loro tensioni, i loro momenti alti e bassi, ma che si amano profondamente e che non vorrebbero dividersi mai... solo che non tutto dipende da noi.

 

È anche un romanzo sulla fede. Sulla fede di un religioso che sente Dio in ogni suo gesto, ma anche la fede di una moglie che potrebbe vacillare, e poi la fede degli alieni, che sembra più un bisogno di storie e rassicurazioni.

 

Il libro delle cose nuove e strane è insomma un romanzo dove l'autore mette a nudo i suoi sentimenti per alcuni temi che l'hanno toccato molto da vicino. Un romanzo che dedica poco spazio all'esplorazione, ma grande respiro ai sentimenti. È una storia sui dubbi e sulle preoccupazioni. Un racconto triste, anche, ma che saprà toccare ogni lettore in un modo diverso.

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5 agosto 2015 3 05 /08 /agosto /2015 01:40

Martedì 4 agosto Marco Peano, giovane scrittore torinese, che lavora per Einaudi editore, ci ha raccontato la storia de "L'invenzione della madre", suo romanzo d'esordio,

Questa è una storia d’amore. Si tratta dell’amore più antico e più forte, forse il più puro che esista in natura: quello che unisce una madre e un figlio. Lei è malata, ha poco tempo, e lui, Mattia – sapendo che non potrà salvarla, eppure ostinandosi contro tutto e tutti – dà il via a un’avventura privatissima e universale: non sprecare nemmeno un istante. Ma in una situazione simile non è facile superare gli ostacoli della quotidianità. La provincia in cui Mattia abita, il lavoro in videoteca che manda avanti senza troppa convinzione, il rapporto con la fidanzata e con il padre: ogni aspetto della sua vita per nulla eccezionale è ridisegnato dal tempo immobile della malattia. Un rifugio sicuro sembrano essere i ricordi: provare a riavvolgere come in un film la memoria di ciò che è stato diventa un esercizio che gli permette di sopportare il presente. Ma è davvero possibile sfuggire a se stessi?

LIBRI DA CORTILE: Marco Peano e "L'invenzione della madre"
LIBRI DA CORTILE: Marco Peano e "L'invenzione della madre"
LIBRI DA CORTILE: Marco Peano e "L'invenzione della madre"

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5 agosto 2015 3 05 /08 /agosto /2015 01:31

Il 28 luglio abbiamo avuto con noi Francesco Vidotto, che ci ha raccontato dei suoi "Zoe", "Siro" e "Oceano". Ecco alcune foto della serata

LIBRI DA CORTILELIBRI DA CORTILELIBRI DA CORTILE

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19 luglio 2015 7 19 /07 /luglio /2015 12:55
Eutanasia di un amore, con contorno di delitto. Una storia d'amore che non porta figli, un amore, forse a senso unico. Un lungo addio sotto il cielo della Versilia, dove tra settembre e maggio si infrangono, amare, le mareggiate del cuore. Un bel romanzo, delicato e affrontato, da parte del protagonista, con la certezza che fare bene ciò che si deve, premia. E che, quando si esce dai binari della correttezza, si può perdere tutto. Con gli interessi. Mi ha ricordato Match Point di Woody Allen. Da leggere assolutamente perché, oltre a una bella storia, alcune osservazioni sono davvero illuminanti. (Diego Filippi)

Eutanasia di un amore, con contorno di delitto. Una storia d'amore che non porta figli, un amore, forse a senso unico. Un lungo addio sotto il cielo della Versilia, dove tra settembre e maggio si infrangono, amare, le mareggiate del cuore. Un bel romanzo, delicato e affrontato, da parte del protagonista, con la certezza che fare bene ciò che si deve, premia. E che, quando si esce dai binari della correttezza, si può perdere tutto. Con gli interessi. Mi ha ricordato Match Point di Woody Allen. Da leggere assolutamente perché, oltre a una bella storia, alcune osservazioni sono davvero illuminanti. (Diego Filippi)

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15 luglio 2015 3 15 /07 /luglio /2015 16:11

Il cinema e la letteratura vanno spesso a braccetto e molti sono i casi in cui la carta stampata ha offerto spunti interessanti a Hollywood.
Certo, alcuni risultati sono stati migliori di altri, sia per qualità che per incassi, ma di sicuro, sebbene si possa essere restii ad ammetterlo, un lettore che ha profondamente amato un libro sarà curioso di vedere come questo verrà trasposto al cinema. E la curiosità potrà essere saziata anche nei prossimi mesi, che si prevedono ricchi di uscite cinematografiche basate su dei romanzi.

Vi proponiamo qualche caso qui di seguito, perché l'estate sembra il momento migliore per prepararsi alla stagione che verrà!

 

Il primo libro che potremo vedere sul grande schermo (a settembre) sarà Città di carta, di quel John Green tanto amato dagli adolescenti che ha già dato vita al libro, e al film, Colpa delle stelle.
La trama:
Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un'inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all'improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un'avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l'ultima.

 

 

 

Sarà poi la volta di un altro young adult, ovvero Maze Runner - La Fuga, secondo capitolo di una trilogia. Il film arriverà nelle sale ad ottobre.
La trama: Il Labirinto e i viscidi Dolenti sono ben poca cosa se paragonati alla lunga marcia che la malefica organizzazione denominata C.A.T.T.I.V.O. ha pianificato per i pochi sopravvissuti che tiene prigionieri, i Radurai, attraverso la Zona Bruciata. La squallida landa inaridita da un sole accecante è sferzata da tempeste di fulmini, e popolata da esseri umani che l'Eruzione, il temibile morbo che rende folli, ha ridotto a zombi assetati di sangue. Nelle due settimane in cui dovranno percorrere i centocinquanta chilometri che li separano dal porto sicuro, la loro meta, tra cunicoli sotterranei infestati da sfere metalliche affamate di teste umane e creature senza volto dagli artigli letali, i Radurai dovranno dar prova del loro coraggio e dar voce al loro istinto di sopravvivenza. In questo scenario di desolazione, superando le insidie di città fatiscenti e foreste rase al suolo, il viaggio verso il luogo misterioso in cui potranno ottenere la cura che salverà loro stessi e il mondo diventerà per Thomas, Brenda, Minho e gli altri un percorso di scoperta del proprio mondo interiore, del limite oltre il quale è possibile spingere le proprie paure.

 

 

 

Sempre ad ottobre uscirà un film fantascientifico diretto da Ridley Scott, con Matt Damon, basato su L'uomo di Marte di Andy Weir.
La trama: Mark Watney è stato uno dei primi astronauti a mettere piede su Marte. Ma il suo momento di gloria è durato troppo poco. Un'improvvisa tempesta lo ha quasi ucciso e i suoi compagni di spedizione, credendolo morto, sono fuggiti e hanno fatto ritorno sulla terra. Ora Mark si ritrova completamente solo su un pianeta inospitale e non ha nessuna possibilità di mandare un segnale alla base. E in ogni caso i viveri non basterebbero fino all'arrivo dei soccorsi. Nonostante tutto, con grande ostinazione Mark decide di tentare il possibile per sopravvivere. Ricorrendo alle sue conoscenze ingegneristiche e a una gran dose di ottimismo e caparbietà, affronterà un problema dopo l'altro e non si perderà d'animo. Fino a quando gli ostacoli si faranno insormontabili...

 

 

 

Altro young adult, questa volta atteso nelle sale per novembre, è il quarto film (ma terzo volume) della saga distopica di Hunger Games, Il Canto della rivolta.
La trama: Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno... Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l'Arena sembrerà una passeggiata.  

 

 

 

Infine, a Natale, arriverà al cinema la trasposizione di un libro amato da molti: Il piccolo principe. Come resistere a una storia che ti sa incantare?
Nato da esperienze autobiografiche (un incidente aereo che costrinse l'autore a un atterraggio di fortuna nel Sahara), Il piccolo principe uscì negli Stati Uniti nel 1943 e, postumo, in Francia nel 1946. La vicenda del piccolo, delicato personaggio piovuto sul nostro pianeta e desideroso di tornare dalla sua amata rosa dopo avere appreso - e insegnato a milioni di lettori nel mondo - che "l'essenziale è invisibile agli occhi" è un fenomeno editoriale globale, un bestseller assoluto nel quale testo e immagini (i celebri disegni dell'autore, parte integrante dell'opera) si fondono in un capolavoro di saggezza e poesia.
 

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