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13 luglio 2015 1 13 /07 /luglio /2015 01:03
LIBRI DA CORTILE: "Il palazzo" romanzo Collettivo

Che un conte squattrinato affitti le stanze del suo Palazzo ad “anime sole”, il fatto inquieta più che sorprendere. Lʼ“anima sola” è primordiale, fa del Palazzo la propria tana e contorce lo stato naturale a sua scusante e sembianza:

Un Palazzo non è un banale appartamento, se tradisce il fasto lo fa solo in cambio del sottosuolo. In questi racconti dieci scrittori affrontano il tema “Palazzo”, ognuno a modo suo, ma non sono escluse casuali (o predestinate) convergenze.

Uno dei dieci racconti fa del Palazzo un altro Palazzo, del conte un altro conte, il racconto racconta un altro racconto; chi assimila il Palazzo alla follia di una sala operatoria; un altro racconto lamenta la maledizione della memoria; cʼè chi invece rincorre i ricordi perduti; chi a Palazzo si dibatte tra la ciurma sanguinaria di un vascello fantasma; un altro fa del Palazzo un salotto letterario composto da scrittori remoti (spettri) da Marco Polo a Asimov; cʼè chi scopre nel Palazzo unʼantica clinica per malati di dissenteria; cʼè il fuggitivo che aspetta che “loro” lo vengano a prendere per punirlo; un “agente di commercio” reclamizza una macchina masturbatoria da lui inventata…

Lʼuomo è un inventore. Inventa il Palazzo. Che sia pure, se non soprattutto, scrittore, lo voglia o no, la “specialità” incombe sul Palazzo con unʼironia pesante come una cappa di piombo.

A Palazzo si esibisce il buffone di corte.

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8 luglio 2015 3 08 /07 /luglio /2015 09:21

Todd, quasi tredici anni, vive a Prentisstown, un paesino (forse l'ultimo al mondo) dove un morbo sconosciuto ha sterminato tutte le donne e ha lasciato agli uomini un regalo poco piacevole: la capacità di leggere nel pensiero. Tutti si muovono continuando a sentire il Rumore dei pensieri altrui e i segreti sembrano banditi.
O forse no?
Perché dal momento in cui Todd e il suo fedele cane scoprono un "buco nel rumore", la loro vita cambia irrimediabilmente, costringendoli a una fuga disperata che farà cadere ogni certezza.

 

Chaos. La Fuga, è il primo volume di quella che sembra un'ottima trilogia per ragazzi.
Sotto una 'crosta' di avventura e fantascienza si cela una storia che offre moltissimi spunti di riflessione. Uno su tutti la capacità di essere, e rimanere, se stessi. Todd si dimostra infatti molto diverso dagli altri uomini che abitano nel suo paese, ma questa sua diversità lo costringe a compiere scelte difficili: ne vale la pena per rimanere se stessi?

 

Patrick Ness, vincitore di due Carnegie Medal e autore di Sette minuti dopo la mezzanotte, riesce a creare una storia che, partendo da un genere 'di moda', riesce a ritagliarsi con originalità uno spazio tutto per sé. Creando protagonisti ottimamente caratterizzati e per nulla stereotipati (la comprimaria Viola è una figura femminile forte, di quelle che mancano nella narrativa contemporanea), e un mondo particolare tanto bello quanto infido, si arriva ad avere una storia sulla diversità in senso generale (di sesso, di pensiero, ecc.) e mai come oggi c'è bisogno di riflettere su un concetto come questo.

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14 giugno 2015 7 14 /06 /giugno /2015 22:02

 

Oceano ha novantotto anni e vuole che la sua vita non vada perduta, la sua memoria inizia a vacillare, allora decide di regalarla a Francesco Vidotto, affinché la metta su carta e la faccia girare per il mondo, portandola magari anche in riva al mare. Quel mare che lui, pur con un nome che lo evoca, non ha mai visto.

Quella che Vidotto racconta, tra cronaca e romanzo, nel suo libro è la straordinaria vita di quest’uomo buono, tanto provato dagli eventi dell’esistenza e dalla cattiveria dell’uomo, ma sempre pronto al perdono e all’amore. Il suo animo bello è la “casa” di Italia, il luogo che lei non abbandona mai, neanche quando lei e Oceano vengono separati dalla guerra e quando per Oceano viene scavata una fossa nel cimitero di Taj di Cadore perché lo si pensa morto in Russia.

Il destino, però, ha pensato qualcosa di diverso per loro; una lunga vita insieme,questo sì, anche se una vita difficile, attraversata da dolori immensi.

Ciò che esce dalle pagine di questo romanzo, così mi sento di definirlo, è proprio l’amore con la A maiuscola. Ve lo consigliamo e vi invitiamo a sentire Francesco il 28 luglio a Valdagno nel cortile di Palazzo Festari.

http://www.francescovidotto.com/blog/francesco-vidotto-scrittore-di-libri-di-montagna/
http://www.francescovidotto.com/blog/francesco-vidotto-scrittore-di-libri-di-montagna/

http://www.francescovidotto.com/blog/francesco-vidotto-scrittore-di-libri-di-montagna/

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14 giugno 2015 7 14 /06 /giugno /2015 21:48
Incontri d'autore: Umberto Matino presenta "Tutto è notte nera"

Dopo "La valle dell'orco" e "L'ultima anguana" Umberto Matino torna in libreria con un nuovo romanzo.

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28 maggio 2015 4 28 /05 /maggio /2015 23:41
Libro del mese di maggio 2015: "Dimmi che credi al destino" di Luca Bianchini

“Dimmi che credi al destino” , un titolo, ma anche un’affermazione, perché, per  vincere certe scommesse, quelle con la vita, bisogna per forza crederci al destino. Quando il tuo piccolo ma sicuro mondo rischia di crollare sei costretta a inventare e ad andare incontro al destino. Ed Ornella, che dirige l’Italian Bookshop di Londra, si trova a dover affrontare il pericolo della chiusura e a cercare soluzioni per scongiurare il peggio.

Lo fa, a mio avviso, in un modo un po’ sguaiato, con la paura costante di sbagliare, sentendosi inadatta e senza il coraggio di osare, ma Ornella, seppur sia sola, non abbia più un marito e non abbia nemmeno un gatto immaginario come la sua collega Clara, ha la sua forza nell’amica Patti e grazie ai suoi consigli troverà la strada.

Con questo romanzo Luca Bianchini ci porta a Londra e poi in Italia a Verona, a ritroso nel passato, e infine di nuova nella capitale britannica, dove la libreria italiana non può e non dovrà chiudere e la vita di Ornella, anche fuori dalla libreria, andrà avanti, stavolta non più da sola.

Un romanzo piacevole, una lettura lieve, che ci aiuta a passare momenti sereni, camminando assieme a Ornella, Diego, Bernard per le strade di Londra e tra gli scaffali della libreria con Clara e il suo gatto da sogno.

 

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17 maggio 2015 7 17 /05 /maggio /2015 20:09

“Academy Street” è una strada con un nome affascinante ed evocativo. In un piccolo appartamento di questa strada abita Tess, giovane infermiera arrivata a New York dall’Irlanda, dove ha lasciato un padre duro, che non l’ha mai abbracciata, e nessun rimpianto. Non le è difficile trovare lavoro nella sua nuova città e qui tutto le sembra bello e facile, si scopre innamorata, ma non si tratta dell’amore romantico e l’unica cosa bella di questo amore sarà Theo, il figlio tanto amato e non capito.

L’appartamento di Academy Street è la palestra di vita di Tess, li conosce la solitudine, l’amicizia vera di Willa, l’odio e l’amore di Theo. Tess è inesperta nella difficile arte di amare, fatica ad aprirsi al mondo e al prossimo, anche con la sorella più amata perde i contatti per ritrovarla quando Claire sta per morire. Per Tess e è difficile raccontarsi e mostrasi anche a suo figlio e solo con Willa, la vicina di casa e amica per la vita, lei si apre, si racconta, con lei ride e soffre.

”Academy Street” racconta delicatamente cinquant’anni di vita e ci fa camminare a fianco di Tess, passo passo fin nella sua nuova casa dove il destino la coglierà di sorpresa e ….

Mary Costello ci dona un personaggio affascinante, una vita piccola, diremmo normale, vissuta tra ricordi, tragedie e sogni.

Il primo romanzo di Mary Costella merita la nostra attenzione e noi ve lo consigliano con entusiasmo, certi che vi innamorerete di questa storia.

Mary Costello è nata nell’East Galway e oggi vive a Dublino. È autrice della raccolta di racconti The China Factory, finalista al Guardian First Book Award. Academy Street, finalista al Costa First Novel Award 2014, è il suo primo romanzo.

Mary Costello è nata nell’East Galway e oggi vive a Dublino. È autrice della raccolta di racconti The China Factory, finalista al Guardian First Book Award. Academy Street, finalista al Costa First Novel Award 2014, è il suo primo romanzo.

Libro del mese di aprile 2015: "Academy Street" di Mary Costello

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4 maggio 2015 1 04 /05 /maggio /2015 23:09
Nel 1914-1918 le maggiori potenze industriali si affrontarono con armi nuove e molto efficienti come artiglierie, mitragliatrici, aeroplani e sommergibili, schierando masse di soldati equipaggiati come mai era fino ad allora accaduto.Prima guerra "totale" e "modello" per la Seconda guerra mondiale, trasformò ogni aspetto della vita collettiva, coinvolgendo i civili e tutte le risorse nazionali, tanto da poterla considerare "la" guerra moderna per il salto mentale, tecnologico, industriale, organizzativo, di efficienza o di illusione futuristica che colse un mondo abituato ad altre velocità. La guerra ridefinì la carta politica dell'Europa, mise in crisi sistemi politici e universi mentali, segnando la fine del mondo ottocentesco rappresentato da un esercito di contadini brutalmente immessi in un mondo nuovo nel quale ideali e valori tradizionali risultavano irreversibilmente intaccati.Gli Autori affiancano a una parte saggistica una ricca raccolta di documenti commentati per lo più inediti. Una specifica trattazione è riservata alla dinamica militare del conflitto (comprese le forze armate nemiche) e al sistema di controllo dell'economia, che prefigurò un diverso ruolo dello Stato anche nella gestione del conflitto sociale che avrebbe poi trovato una soluzione autoritaria con il fascismo.

Nel 1914-1918 le maggiori potenze industriali si affrontarono con armi nuove e molto efficienti come artiglierie, mitragliatrici, aeroplani e sommergibili, schierando masse di soldati equipaggiati come mai era fino ad allora accaduto.Prima guerra "totale" e "modello" per la Seconda guerra mondiale, trasformò ogni aspetto della vita collettiva, coinvolgendo i civili e tutte le risorse nazionali, tanto da poterla considerare "la" guerra moderna per il salto mentale, tecnologico, industriale, organizzativo, di efficienza o di illusione futuristica che colse un mondo abituato ad altre velocità. La guerra ridefinì la carta politica dell'Europa, mise in crisi sistemi politici e universi mentali, segnando la fine del mondo ottocentesco rappresentato da un esercito di contadini brutalmente immessi in un mondo nuovo nel quale ideali e valori tradizionali risultavano irreversibilmente intaccati.Gli Autori affiancano a una parte saggistica una ricca raccolta di documenti commentati per lo più inediti. Una specifica trattazione è riservata alla dinamica militare del conflitto (comprese le forze armate nemiche) e al sistema di controllo dell'economia, che prefigurò un diverso ruolo dello Stato anche nella gestione del conflitto sociale che avrebbe poi trovato una soluzione autoritaria con il fascismo.

Paolo Ferrari insegna Storia contemporanea all'Università degli Studi di Udine. Si è occupato di storia dell'industria bellica, dei trasporti e delle guerre mondiali. Tra i suoi lavori, Verso la guerra. L'Italia nella corsa agli armamenti 1884-1918 (2003). Con A. Massignani ha pubblicato Dietro le quinte. Economia e intelligence nelle guerre del Novecento (2011) e, per i nostri tipi, Conoscere il nemico. Apparati di intelligence e modelli culturali nella storia contemporanea (2010).

 


Alessandro Massignani è membro della Società di storia militare, del Centro interuniversitario di studi e ricerche storico-militari e dell'International Intelligence Study Group e ha studiato in particolare le guerre mondiali in prospettiva comparata. Il suo ultimo lavoro, scritto con J. Greene, èHitler Strikes North. The Nazi Invasion of Norway and Denmark, 9 April 1940 (2013).

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12 aprile 2015 7 12 /04 /aprile /2015 00:27

L’amore ha molti modi di manifestarsi, spesso è gioia, sorrisi, bellezza, altre volte è dolore, tristezza e autodistruzione. Isabel conosce Carlo e se ne innamora ed è ricambiata ed ecco che Carlo e Isabel si incontrano in territori  fino ad allora  sconosciuti ad entrambi. La loro diffidenza nei confronti del prossimo e dell’amore cade tanto che decidono di condividere casa e di sposarsi.

Tutto sembra perfetto,  c’è un bambino in arrivo, un figlio desiderato, amato, fortemente voluto. Ma questa cosa bellissima segna l’inizio della fine, Carlo vede, a poco a poco, sua moglie cadere nel baratro e perdere l’equilibrio alla ricerca della perfezione assoluta, quella che prevede il rifiuto del mondo e il rifugiarsi in un tempo e in uno spazio in cui nessuno può entrare. Isabel, seppur inconsapevolmente, fa del male al suo bambino “Indaco” e perde tutto, anche la vita.

Ora Carlo deve andare avanti e quel bambino tanto speciale, tanto amato da una madre malata, sarà il suo unico compagno di vita per il tempo a venire. Bisogna insegnarli a nutrirsi in modo normale e a conoscere quella mamma che lo amava alla follia e nella follia. Lui dovrà amarla, pensa Carlo.

Marco Franzoso, attraverso la voce di Carlo, ci racconta la malattia, quella più subdola, la più dura da affrontare, quella della mente. Sentiamo sulla nostra pelle la fatica di vivere di quest’uomo disarmato, vediamo quanto sia difficile per lui imporsi per salvare la vita al figlio. La sofferenza della mente toglie energia e lucidità e porta alla dissoluzione.

Franzoso ci fa sentire il dolore, questo piccolo romanzo è intenso, certo triste, ma è un forte invito a non mollarla questa nostra preziosa vita.

Dal libro di Marco Franzoso ha preso ispirazione Saverio Costanzo per il suo film "Hungry hearts"

Dal libro di Marco Franzoso ha preso ispirazione Saverio Costanzo per il suo film "Hungry hearts"

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11 aprile 2015 6 11 /04 /aprile /2015 23:14
"Carpediem" è il racconto di due vite e di una lotta per la vita. Una vita di pochi giorni minacciata di rapida estinzione e una vita lunga di sfide professionali affrontate e vinte con coraggio; una neonta che vuole vivere a tutti i costi e un medico che profonde i suoi tesori di scienza e di umanità per conservare alla più fragile delle creature quella vita cui siè appena affacciata. Il medico, partendo dall'Altopiano di Asiago, è diventato negli anni cittadino del mondo ma non ha mai reciso i legami con la sua terra che tanto ha influenzato la sua giovinezza e il suo carattere, e che ritorna costantemente nei suoi pensieri. Il ricordo affettuoso del padre, medico sull'Altopiano, alimenta in luil'esigenza di quel rapporto essenziale tra medico e paziente che è fatto di ascolto e amorevolezza. Il caso di Lisa, una neonata da curare con un'apparecchiatura di sua invenzione, costituisce un episodio esemplare di quella ricerca medica che dovrebbe essere ispirata all'aforisma di Ippocrate: "Se c'è amore per l'uomo, ci sarà anche amore per la scienza". Il dramma della malattia, il rigore della ricerca, la magia della neve e dei boschi dell'Altopiano, la dedizione di medici, scienziati e infermieri, la speranza e la gioia della guarigione sono i toni che si alternano nel racconto e rendono avvincente la storia del medico e della bambina, due vite unite dal destino

"Carpediem" è il racconto di due vite e di una lotta per la vita. Una vita di pochi giorni minacciata di rapida estinzione e una vita lunga di sfide professionali affrontate e vinte con coraggio; una neonta che vuole vivere a tutti i costi e un medico che profonde i suoi tesori di scienza e di umanità per conservare alla più fragile delle creature quella vita cui siè appena affacciata. Il medico, partendo dall'Altopiano di Asiago, è diventato negli anni cittadino del mondo ma non ha mai reciso i legami con la sua terra che tanto ha influenzato la sua giovinezza e il suo carattere, e che ritorna costantemente nei suoi pensieri. Il ricordo affettuoso del padre, medico sull'Altopiano, alimenta in luil'esigenza di quel rapporto essenziale tra medico e paziente che è fatto di ascolto e amorevolezza. Il caso di Lisa, una neonata da curare con un'apparecchiatura di sua invenzione, costituisce un episodio esemplare di quella ricerca medica che dovrebbe essere ispirata all'aforisma di Ippocrate: "Se c'è amore per l'uomo, ci sarà anche amore per la scienza". Il dramma della malattia, il rigore della ricerca, la magia della neve e dei boschi dell'Altopiano, la dedizione di medici, scienziati e infermieri, la speranza e la gioia della guarigione sono i toni che si alternano nel racconto e rendono avvincente la storia del medico e della bambina, due vite unite dal destino

Claudio Ronco nel 2014 è stato nominato dalla john Hopkins University ricercatore numero uno al mondo nel settore delle malattie renali. Nato nel 1951, ha trascorso la sua giovinezza ad Asiago. e' Direttore del Dipartimento di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale dell'Ospedale San Bortolo di Vicenza. E' stato direttore del laboratorio di ricerca renale del Beth Israel Medical Center di New York, insegna nelle Università di Pdova, Bologna ed è Professor of Medicine alla University of Virginia negli Stati Uniti e nelle Unoversità Fudan e Jiaotong di Shanghai in Cina. Ha fondato l'International Renal Research Institute of Vicenza di cui è Direttore Scientifico e ha all'attivo numerose invenzioni per la cura delle malattie renali. Ha pubblicato più di mille lavori scientifici e oltre ottanta libri su cui si sono formati gli studenti di tutto il mondo

Claudio Ronco nel 2014 è stato nominato dalla john Hopkins University ricercatore numero uno al mondo nel settore delle malattie renali. Nato nel 1951, ha trascorso la sua giovinezza ad Asiago. e' Direttore del Dipartimento di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale dell'Ospedale San Bortolo di Vicenza. E' stato direttore del laboratorio di ricerca renale del Beth Israel Medical Center di New York, insegna nelle Università di Pdova, Bologna ed è Professor of Medicine alla University of Virginia negli Stati Uniti e nelle Unoversità Fudan e Jiaotong di Shanghai in Cina. Ha fondato l'International Renal Research Institute of Vicenza di cui è Direttore Scientifico e ha all'attivo numerose invenzioni per la cura delle malattie renali. Ha pubblicato più di mille lavori scientifici e oltre ottanta libri su cui si sono formati gli studenti di tutto il mondo

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21 marzo 2015 6 21 /03 /marzo /2015 22:34
Libro del mese marzo 2015: "Le dodici tribù di Hattie" Ayana Mathis

Hattie arriva a Philadelphia a quindici anni, è una ragazzina e tutto le sembra enorme, ci arriva con sua madre e sua sorella e di lì a due anni diventerà madre dei suoi primi due figli, Philadelphia e Jubilee che le moriranno in braccio in un triste giorno d’inverno a soli sette mesi di vita. Ecco le prime due tribù di Hattie, ce ne saranno altre 10, nove figli e un nipote. Tutti questi ragazzi sono la sua forza, ma anche la sua preoccupazione e il suo cruccio: Floyd è un omosessuale represso, Cassie è schizofrenica, Billups ha subito dei maltrattamenti e poi ci sono le insicurezze di Alice, l’alcolismo di Franklin, le tendenze autodistruttive di Bell. Non sempre Hattie ha saputo occuparsi con tenerezza della sua tribù; Bell non ricorda una parola dolce, ma ha vive nella memoria le cinghiate che la madre dispensava alle gambe dei figli, perché incapace di controllare i suoi scatti d’ira.

Hattie protegge e cerca di insegnar loro la disciplina a suo modo, il solo modo che la vita le ha insegnato, anche lei non ha sperimentato la tenerezza e non può certo regalarla.

Le dodici tribù di Hattie, con tutte le loro tribolazioni, sono una chiara allusione alle dodici tribù di Israele di biblica memoria, e vogliono essere una rappresentazione della lotta per la libertà del popolo afroamericano, anche se qui non si raggiunge ancora il risultato sperato. Ayana Mathis, con questo romanzo, vuole, con forza, dare voce a questa gente considerata di serie b e ci mostra, attraverso le sue tribolazioni, il suo desiderio di conquistarsi un posto nel mondo.

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