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14 giugno 2015 7 14 /06 /giugno /2015 21:48
Incontri d'autore: Umberto Matino presenta "Tutto è notte nera"

Dopo "La valle dell'orco" e "L'ultima anguana" Umberto Matino torna in libreria con un nuovo romanzo.

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28 maggio 2015 4 28 /05 /maggio /2015 23:41
Libro del mese di maggio 2015: "Dimmi che credi al destino" di Luca Bianchini

“Dimmi che credi al destino” , un titolo, ma anche un’affermazione, perché, per  vincere certe scommesse, quelle con la vita, bisogna per forza crederci al destino. Quando il tuo piccolo ma sicuro mondo rischia di crollare sei costretta a inventare e ad andare incontro al destino. Ed Ornella, che dirige l’Italian Bookshop di Londra, si trova a dover affrontare il pericolo della chiusura e a cercare soluzioni per scongiurare il peggio.

Lo fa, a mio avviso, in un modo un po’ sguaiato, con la paura costante di sbagliare, sentendosi inadatta e senza il coraggio di osare, ma Ornella, seppur sia sola, non abbia più un marito e non abbia nemmeno un gatto immaginario come la sua collega Clara, ha la sua forza nell’amica Patti e grazie ai suoi consigli troverà la strada.

Con questo romanzo Luca Bianchini ci porta a Londra e poi in Italia a Verona, a ritroso nel passato, e infine di nuova nella capitale britannica, dove la libreria italiana non può e non dovrà chiudere e la vita di Ornella, anche fuori dalla libreria, andrà avanti, stavolta non più da sola.

Un romanzo piacevole, una lettura lieve, che ci aiuta a passare momenti sereni, camminando assieme a Ornella, Diego, Bernard per le strade di Londra e tra gli scaffali della libreria con Clara e il suo gatto da sogno.

 

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17 maggio 2015 7 17 /05 /maggio /2015 20:09

“Academy Street” è una strada con un nome affascinante ed evocativo. In un piccolo appartamento di questa strada abita Tess, giovane infermiera arrivata a New York dall’Irlanda, dove ha lasciato un padre duro, che non l’ha mai abbracciata, e nessun rimpianto. Non le è difficile trovare lavoro nella sua nuova città e qui tutto le sembra bello e facile, si scopre innamorata, ma non si tratta dell’amore romantico e l’unica cosa bella di questo amore sarà Theo, il figlio tanto amato e non capito.

L’appartamento di Academy Street è la palestra di vita di Tess, li conosce la solitudine, l’amicizia vera di Willa, l’odio e l’amore di Theo. Tess è inesperta nella difficile arte di amare, fatica ad aprirsi al mondo e al prossimo, anche con la sorella più amata perde i contatti per ritrovarla quando Claire sta per morire. Per Tess e è difficile raccontarsi e mostrasi anche a suo figlio e solo con Willa, la vicina di casa e amica per la vita, lei si apre, si racconta, con lei ride e soffre.

”Academy Street” racconta delicatamente cinquant’anni di vita e ci fa camminare a fianco di Tess, passo passo fin nella sua nuova casa dove il destino la coglierà di sorpresa e ….

Mary Costello ci dona un personaggio affascinante, una vita piccola, diremmo normale, vissuta tra ricordi, tragedie e sogni.

Il primo romanzo di Mary Costella merita la nostra attenzione e noi ve lo consigliano con entusiasmo, certi che vi innamorerete di questa storia.

Mary Costello è nata nell’East Galway e oggi vive a Dublino. È autrice della raccolta di racconti The China Factory, finalista al Guardian First Book Award. Academy Street, finalista al Costa First Novel Award 2014, è il suo primo romanzo.

Mary Costello è nata nell’East Galway e oggi vive a Dublino. È autrice della raccolta di racconti The China Factory, finalista al Guardian First Book Award. Academy Street, finalista al Costa First Novel Award 2014, è il suo primo romanzo.

Libro del mese di aprile 2015: "Academy Street" di Mary Costello
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4 maggio 2015 1 04 /05 /maggio /2015 23:09
Nel 1914-1918 le maggiori potenze industriali si affrontarono con armi nuove e molto efficienti come artiglierie, mitragliatrici, aeroplani e sommergibili, schierando masse di soldati equipaggiati come mai era fino ad allora accaduto.Prima guerra "totale" e "modello" per la Seconda guerra mondiale, trasformò ogni aspetto della vita collettiva, coinvolgendo i civili e tutte le risorse nazionali, tanto da poterla considerare "la" guerra moderna per il salto mentale, tecnologico, industriale, organizzativo, di efficienza o di illusione futuristica che colse un mondo abituato ad altre velocità. La guerra ridefinì la carta politica dell'Europa, mise in crisi sistemi politici e universi mentali, segnando la fine del mondo ottocentesco rappresentato da un esercito di contadini brutalmente immessi in un mondo nuovo nel quale ideali e valori tradizionali risultavano irreversibilmente intaccati.Gli Autori affiancano a una parte saggistica una ricca raccolta di documenti commentati per lo più inediti. Una specifica trattazione è riservata alla dinamica militare del conflitto (comprese le forze armate nemiche) e al sistema di controllo dell'economia, che prefigurò un diverso ruolo dello Stato anche nella gestione del conflitto sociale che avrebbe poi trovato una soluzione autoritaria con il fascismo.

Nel 1914-1918 le maggiori potenze industriali si affrontarono con armi nuove e molto efficienti come artiglierie, mitragliatrici, aeroplani e sommergibili, schierando masse di soldati equipaggiati come mai era fino ad allora accaduto.Prima guerra "totale" e "modello" per la Seconda guerra mondiale, trasformò ogni aspetto della vita collettiva, coinvolgendo i civili e tutte le risorse nazionali, tanto da poterla considerare "la" guerra moderna per il salto mentale, tecnologico, industriale, organizzativo, di efficienza o di illusione futuristica che colse un mondo abituato ad altre velocità. La guerra ridefinì la carta politica dell'Europa, mise in crisi sistemi politici e universi mentali, segnando la fine del mondo ottocentesco rappresentato da un esercito di contadini brutalmente immessi in un mondo nuovo nel quale ideali e valori tradizionali risultavano irreversibilmente intaccati.Gli Autori affiancano a una parte saggistica una ricca raccolta di documenti commentati per lo più inediti. Una specifica trattazione è riservata alla dinamica militare del conflitto (comprese le forze armate nemiche) e al sistema di controllo dell'economia, che prefigurò un diverso ruolo dello Stato anche nella gestione del conflitto sociale che avrebbe poi trovato una soluzione autoritaria con il fascismo.

Paolo Ferrari insegna Storia contemporanea all'Università degli Studi di Udine. Si è occupato di storia dell'industria bellica, dei trasporti e delle guerre mondiali. Tra i suoi lavori, Verso la guerra. L'Italia nella corsa agli armamenti 1884-1918 (2003). Con A. Massignani ha pubblicato Dietro le quinte. Economia e intelligence nelle guerre del Novecento (2011) e, per i nostri tipi, Conoscere il nemico. Apparati di intelligence e modelli culturali nella storia contemporanea (2010).

 


Alessandro Massignani è membro della Società di storia militare, del Centro interuniversitario di studi e ricerche storico-militari e dell'International Intelligence Study Group e ha studiato in particolare le guerre mondiali in prospettiva comparata. Il suo ultimo lavoro, scritto con J. Greene, èHitler Strikes North. The Nazi Invasion of Norway and Denmark, 9 April 1940 (2013).

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12 aprile 2015 7 12 /04 /aprile /2015 00:27

L’amore ha molti modi di manifestarsi, spesso è gioia, sorrisi, bellezza, altre volte è dolore, tristezza e autodistruzione. Isabel conosce Carlo e se ne innamora ed è ricambiata ed ecco che Carlo e Isabel si incontrano in territori  fino ad allora  sconosciuti ad entrambi. La loro diffidenza nei confronti del prossimo e dell’amore cade tanto che decidono di condividere casa e di sposarsi.

Tutto sembra perfetto,  c’è un bambino in arrivo, un figlio desiderato, amato, fortemente voluto. Ma questa cosa bellissima segna l’inizio della fine, Carlo vede, a poco a poco, sua moglie cadere nel baratro e perdere l’equilibrio alla ricerca della perfezione assoluta, quella che prevede il rifiuto del mondo e il rifugiarsi in un tempo e in uno spazio in cui nessuno può entrare. Isabel, seppur inconsapevolmente, fa del male al suo bambino “Indaco” e perde tutto, anche la vita.

Ora Carlo deve andare avanti e quel bambino tanto speciale, tanto amato da una madre malata, sarà il suo unico compagno di vita per il tempo a venire. Bisogna insegnarli a nutrirsi in modo normale e a conoscere quella mamma che lo amava alla follia e nella follia. Lui dovrà amarla, pensa Carlo.

Marco Franzoso, attraverso la voce di Carlo, ci racconta la malattia, quella più subdola, la più dura da affrontare, quella della mente. Sentiamo sulla nostra pelle la fatica di vivere di quest’uomo disarmato, vediamo quanto sia difficile per lui imporsi per salvare la vita al figlio. La sofferenza della mente toglie energia e lucidità e porta alla dissoluzione.

Franzoso ci fa sentire il dolore, questo piccolo romanzo è intenso, certo triste, ma è un forte invito a non mollarla questa nostra preziosa vita.

Dal libro di Marco Franzoso ha preso ispirazione Saverio Costanzo per il suo film "Hungry hearts"

Dal libro di Marco Franzoso ha preso ispirazione Saverio Costanzo per il suo film "Hungry hearts"

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11 aprile 2015 6 11 /04 /aprile /2015 23:14
"Carpediem" è il racconto di due vite e di una lotta per la vita. Una vita di pochi giorni minacciata di rapida estinzione e una vita lunga di sfide professionali affrontate e vinte con coraggio; una neonta che vuole vivere a tutti i costi e un medico che profonde i suoi tesori di scienza e di umanità per conservare alla più fragile delle creature quella vita cui siè appena affacciata. Il medico, partendo dall'Altopiano di Asiago, è diventato negli anni cittadino del mondo ma non ha mai reciso i legami con la sua terra che tanto ha influenzato la sua giovinezza e il suo carattere, e che ritorna costantemente nei suoi pensieri. Il ricordo affettuoso del padre, medico sull'Altopiano, alimenta in luil'esigenza di quel rapporto essenziale tra medico e paziente che è fatto di ascolto e amorevolezza. Il caso di Lisa, una neonata da curare con un'apparecchiatura di sua invenzione, costituisce un episodio esemplare di quella ricerca medica che dovrebbe essere ispirata all'aforisma di Ippocrate: "Se c'è amore per l'uomo, ci sarà anche amore per la scienza". Il dramma della malattia, il rigore della ricerca, la magia della neve e dei boschi dell'Altopiano, la dedizione di medici, scienziati e infermieri, la speranza e la gioia della guarigione sono i toni che si alternano nel racconto e rendono avvincente la storia del medico e della bambina, due vite unite dal destino

"Carpediem" è il racconto di due vite e di una lotta per la vita. Una vita di pochi giorni minacciata di rapida estinzione e una vita lunga di sfide professionali affrontate e vinte con coraggio; una neonta che vuole vivere a tutti i costi e un medico che profonde i suoi tesori di scienza e di umanità per conservare alla più fragile delle creature quella vita cui siè appena affacciata. Il medico, partendo dall'Altopiano di Asiago, è diventato negli anni cittadino del mondo ma non ha mai reciso i legami con la sua terra che tanto ha influenzato la sua giovinezza e il suo carattere, e che ritorna costantemente nei suoi pensieri. Il ricordo affettuoso del padre, medico sull'Altopiano, alimenta in luil'esigenza di quel rapporto essenziale tra medico e paziente che è fatto di ascolto e amorevolezza. Il caso di Lisa, una neonata da curare con un'apparecchiatura di sua invenzione, costituisce un episodio esemplare di quella ricerca medica che dovrebbe essere ispirata all'aforisma di Ippocrate: "Se c'è amore per l'uomo, ci sarà anche amore per la scienza". Il dramma della malattia, il rigore della ricerca, la magia della neve e dei boschi dell'Altopiano, la dedizione di medici, scienziati e infermieri, la speranza e la gioia della guarigione sono i toni che si alternano nel racconto e rendono avvincente la storia del medico e della bambina, due vite unite dal destino

Claudio Ronco nel 2014 è stato nominato dalla john Hopkins University ricercatore numero uno al mondo nel settore delle malattie renali. Nato nel 1951, ha trascorso la sua giovinezza ad Asiago. e' Direttore del Dipartimento di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale dell'Ospedale San Bortolo di Vicenza. E' stato direttore del laboratorio di ricerca renale del Beth Israel Medical Center di New York, insegna nelle Università di Pdova, Bologna ed è Professor of Medicine alla University of Virginia negli Stati Uniti e nelle Unoversità Fudan e Jiaotong di Shanghai in Cina. Ha fondato l'International Renal Research Institute of Vicenza di cui è Direttore Scientifico e ha all'attivo numerose invenzioni per la cura delle malattie renali. Ha pubblicato più di mille lavori scientifici e oltre ottanta libri su cui si sono formati gli studenti di tutto il mondo

Claudio Ronco nel 2014 è stato nominato dalla john Hopkins University ricercatore numero uno al mondo nel settore delle malattie renali. Nato nel 1951, ha trascorso la sua giovinezza ad Asiago. e' Direttore del Dipartimento di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale dell'Ospedale San Bortolo di Vicenza. E' stato direttore del laboratorio di ricerca renale del Beth Israel Medical Center di New York, insegna nelle Università di Pdova, Bologna ed è Professor of Medicine alla University of Virginia negli Stati Uniti e nelle Unoversità Fudan e Jiaotong di Shanghai in Cina. Ha fondato l'International Renal Research Institute of Vicenza di cui è Direttore Scientifico e ha all'attivo numerose invenzioni per la cura delle malattie renali. Ha pubblicato più di mille lavori scientifici e oltre ottanta libri su cui si sono formati gli studenti di tutto il mondo

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21 marzo 2015 6 21 /03 /marzo /2015 22:34
Libro del mese marzo 2015: "Le dodici tribù di Hattie" Ayana Mathis

Hattie arriva a Philadelphia a quindici anni, è una ragazzina e tutto le sembra enorme, ci arriva con sua madre e sua sorella e di lì a due anni diventerà madre dei suoi primi due figli, Philadelphia e Jubilee che le moriranno in braccio in un triste giorno d’inverno a soli sette mesi di vita. Ecco le prime due tribù di Hattie, ce ne saranno altre 10, nove figli e un nipote. Tutti questi ragazzi sono la sua forza, ma anche la sua preoccupazione e il suo cruccio: Floyd è un omosessuale represso, Cassie è schizofrenica, Billups ha subito dei maltrattamenti e poi ci sono le insicurezze di Alice, l’alcolismo di Franklin, le tendenze autodistruttive di Bell. Non sempre Hattie ha saputo occuparsi con tenerezza della sua tribù; Bell non ricorda una parola dolce, ma ha vive nella memoria le cinghiate che la madre dispensava alle gambe dei figli, perché incapace di controllare i suoi scatti d’ira.

Hattie protegge e cerca di insegnar loro la disciplina a suo modo, il solo modo che la vita le ha insegnato, anche lei non ha sperimentato la tenerezza e non può certo regalarla.

Le dodici tribù di Hattie, con tutte le loro tribolazioni, sono una chiara allusione alle dodici tribù di Israele di biblica memoria, e vogliono essere una rappresentazione della lotta per la libertà del popolo afroamericano, anche se qui non si raggiunge ancora il risultato sperato. Ayana Mathis, con questo romanzo, vuole, con forza, dare voce a questa gente considerata di serie b e ci mostra, attraverso le sue tribolazioni, il suo desiderio di conquistarsi un posto nel mondo.

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10 marzo 2015 2 10 /03 /marzo /2015 21:48
A spasso con i buoni pensieri di Mariella Lunardi. Marzo 2015

La lettura è un bene che entra in famiglia e costruisce bene. Intendo parlare, naturalmente, di buona lettura. La lettura è una pratica che si può insegnare e che, se proposta con le giuste strategie, entra nella vita dei nostri bambini e vi rimane. Può essere che l’ingresso sia posticipato rispeto alla nostra semina, ma se abbiamo seminato lettura, prima o poi raccoglieremo lettori! O, quanto meno, non avremo avversità o indifferenza rispetto alla lettura.

Seminare lettura non è complicato. Richiede dei requisiti, questo è vero. Bisogna possedere alcune tecniche per la semina, avere la costanza, conoscere qualche trucco…e non guasta essere degli appassionati lettori, anche se non è fondamentale, a mio avviso.

I bambini sono spugne curiose, permettetemi questa immagine ultimamente contestata. Intendo dire che hanno sete del bello. La buona lettura è cosa bella! La nostra conoscenza, il nostro immaginario, la nostra crescita…tutto questo può essere alimentato dalla lettura.

In un bambino piccolo, la lettura proposta è sempre fonte di piacere. In questo caso il piacere si trasforma in benessere. Il benessere crea i presupposti per la crescita armonica, la facilita.

Il mondo delle storie, i personaggi avventurosi, le loro peripezie felici e infelici non solo fanno sognare i bambini, ma permettono un confronto con la loro realtà, un non sentirsi soli, un viaggiare dove ogni cosa trova un giusto posto, situazione che nel reale non sempre avviene, perché crescere è più complicato di quanto si possa pensare!

La lettura apre spazi di fantasia, squarci di realtà, stimola i sentimenti, arricchisce di conoscenze…è un mondo senza fine che ci viene offerto dentro le storie.

Per generare un buon lettote è buona cosa seminare la lettura a voce alta. Mi spiego: l’adulto legge, il bambino ascolta. E va fatto subito, dai primi giorni di vita. Questa esperienza è puro piacere e crea un’abitudine sana, un rituale che prevede il libro come presenza viva in famiglia. Qui si deve adottare la costanza: un adulto deve leggere a voce alta al proprio figlio con costanza mantenuta nel tempo.

Nel leggere, l’adulto deve utilizzare dei trucchi, delle strategie che deve imparare informandosi e confrontandosi con specialisti o altri genitori lettori.

Infine un adulto deve proporre la lettura con amore. In questa relazione adulto-libro- bambino, è importante il dono del tempo che il genitore investe per stare con il figlio. Un tempo che diventa relazione costruttiva e che si sostituisce a altri contenitori educativi che entrano sempre più con prepotenza nella vita familiare educando a modo loro i nostri bambini: televisione, videogiochi, cellulari,computer…

La lettura costruisce bene perché attraverso la presenza crea un legame sano. Diventa un bene culturale perché molto si può imparare da un buon libro in fatto di tecniche linguistiche e di arricchimenti lessicali.

Il bene è fatto di cose semplici: un buon libro, un bambino che ascolta, un genitore che legge, una relazione che si consolida, un tempo passato in famiglia…

Buona qualità di vita con i vostri figli!

Mariella Lunardi

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22 febbraio 2015 7 22 /02 /febbraio /2015 00:03
Libro del mese febbraio 2015: "Piangi pure" di Lidia Ravera

Iris è la protagonista di “Piangi pure”, l’ultimo romanzo di Lidia Ravera, che attraverso questa donna forte e controversa vuole mostrarci come la vecchiaia possa essere vissuta con dignità e come essa non sopporti di essere incasellata all’interno delle stereotipo che la vede come l’età dell’inevitabile declino, della malattia e della demenza. Ecco che Iris a 79 anni non si sente poi tanto diversa da quando di anni ne aveva 40, non ha paura di affrontare ciò che ogni giorno la vita le offre e vuole vivere pienamente, anche l’amore. Iris si scopre innamorata di Carlo, lo psicoterapeuta che lavora al pianoterra del suo palazzo. Carlo le ha preso cuore e mente e, anche se quest’amore sembra dapprima univoco e impossibile, verrà vissuto. Iris accetta l’innamoramento come un dono e, seppur nella consapevolezza della morte, è disponibile a vivere i sentimenti e ad affidarsi al caso fino alla fine.

E’ così Iris, forte, simpatica, certo più simpatica di sua figlia Alice, ex sessantottina insoddisfatta, rigida e astiosa nei confronti di questa madre anticonformista e di gran lunga più forte di sua nipote Melina, eterna adolescente irrisolta. Con loro La nostra Iris ha pochi e difficili rapporti, ma fra le tre è lei che riscuote la nostra simpatia perché ci dimostra come si possa essere persone e non vecchi o giovani. Iris è persona sempre e comunque anche con i capelli bianchi, con la fatica dell’età e con la paura della solitudine e della morte.

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12 febbraio 2015 4 12 /02 /febbraio /2015 14:39
Incontri d'autore: Antonio Manzini presenta "Non è stagione"

«Una volta ogni tanto, poteva anche sorridere. La vita poteva anche sorridere. E Rocco lo fece alzando la testa al cielo».
C’è un’azione parallela, in questa inchiesta del vicequestore Rocco Schiavone, che affianca la storia principale. È perché il passato dell’ispido poliziotto è segnato da una zona oscura e si ripresenta a ogni richiamo. Come un debito non riscattato. Come una ferita condannata a riaprirsi. E anche quando un’indagine che lo accora gli fa sentire il palpito di una vita salvata, da quel fondo mai scandagliato c’è uno spettro che spunta a ricordargli che a Rocco Schiavone la vita non può sorridere.
I Berguet, ricca famiglia di industriali valdostani, hanno un segreto, Rocco Schiavone lo intuisce per caso. Gli sembra di avvertire nei precordi un grido disperato. È scomparsa Chiara Berguet, figlia di famiglia, studentessa molto popolare tra i coetanei. Inizia così per il vicequestore una partita giocata su più tavoli: scoprire cosa si cela dietro la facciata irreprensibile di un ambiente privilegiato, sfidare il tempo in una corsa per la vita, illuminare l’area grigia dove il racket e gli affari si incontrano. Intanto cade la neve ad Aosta, ed è maggio: un fuori stagione che nutre il malumore di Rocco. E come venuta da quell’umor nero, un’ombra lo insegue per colpirlo dove è più doloroso.
Il terzo romanzo della serie di Rocco Schiavone, Non è stagione, è un noir di azione. Ma è insieme

Antonio Manzini, attore e sceneggiatore, ha pubblicato i romanzi Sangue marcio e La giostra dei criceti. La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui è seguito La costola di Adamo (2014) e Non è stagione (2015). Ne fanno parte anche i racconti presenti nelle antologie poliziesche Capodanno in giallo, Ferragosto in giallo e Regalo di Natale, pubblicate da questa casa editrice

Antonio Manzini, attore e sceneggiatore, ha pubblicato i romanzi Sangue marcio e La giostra dei criceti. La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui è seguito La costola di Adamo (2014) e Non è stagione (2015). Ne fanno parte anche i racconti presenti nelle antologie poliziesche Capodanno in giallo, Ferragosto in giallo e Regalo di Natale, pubblicate da questa casa editrice

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