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22 settembre 2013 7 22 /09 /settembre /2013 18:59
Intervista a Natasa Dragnic, autrice di "Ancora una volta il mare"

Benvenuta Natasa e grazie per questa intervista. Per prima cosa vorrei chiederti come approcci un nuovo romanzo. Hai trovato delle differenze tra la scrittura del primo romanzo e questo? E dopo tutto il tuo successo, sentivi della pressione su di te?

Scrivo quello che devo scrivere nel modo migliore per la storia che voglio raccontare. Non sento la pressione, non l’ho mai sentita. Ho scritto per più di 40 anni, questo non mi spaventa. E non ho mai pensato ai miei lettori. Ho la mia storia e ho me stessa. E mentre scrivo è solo una cosa tra noi due. Inizio a pensare agli altri quando il mio lavoro è finito e il mio libro esce nel mondo… poi spero che piacerà a tutti quanto è piaciuto a me.

Parte di questa storia ha luogo in Italia. Perché questa scelta?

La parte riguardante la morte dei genitori, le 13 storie sono più o meno autobiografiche e volevo mettere una distanza tra di noi, quindi stavo cercando un posto che corrispondesse alla mia isola croata, e ho trovato l’Elba. Tutto il resto ci ha aderito. Questa è una ragione. L’altra è che volevo ringraziare i miei lettori italiani per la grande accoglienza di ogni giorno, ogni ora.

Possiamo dire che ti piace parlare di amori difficili? C’è una ragione particolare?

Non so se sono difficili, ma di sicuro sono grandi. E speciali. E unici in un certo senso. Mi piacciono. Offrono sempre una buona storia e io adoro le buone storie.

Hai uno stile di scrittura particolare, che potrei definire poetico. E’ perché hai avuto un’educazione alla poesia? Volevi scrivere in questo modo o si tratta di uno stile che ti esce naturalmente?

Non sono una grande amica della poesia, di solito non la capisco. E non sono sicura che tu possa decidere come vuoi scrivere. Penso che tu semplicemente scriva e quello è il tuo stile e può cambiare… oppure no. Penso anche che ogni storia abbia la sua propria voce, il suo modo naturale di presentarsi al mondo e io, in quanto scrittore, devo trovarlo. Questo è quello che rende la scrittura così eccitante.

Cosa pensi che Alessandro abbia di tanto speciale da riuscire a sedurre tutte e tre le sorelle? Perché diciamocelo, non è esattamente un santo, dal mio punto di vista.

Non è un santo, e non è un diavolo, lui non è né buono né cattivo. Lui è una proiezione! Ecco perché queste tre sorelle se ne innamorano (lui non ha mai sedotto nessuna, sono sempre state loro a fare il primo passo, e il secondo e il terzo…), lui era esattamente quello che volevano. Lui in quanto persona non era importante, lui, potresti dire, non esiste nemmeno. Lui è quello che loro hanno creato. Questo è ciò che molte donne fanno: hanno le loro idee e i loro desideri e cercano di imporli a un uomo… non funziona mai, lo sappiamo bene. Una lettrice italiana mi ha scritto che Alessandro rappresentava l’Amore, quell’amore che tutti noi bramiamo. Ho trovato quest’interpretazione buona, appropriata.

Nessuno dovrebbe esaurirsi per lui. Lui è un ideale. E d’altra parte, questa non è una storia che riguarda lui, questa è la storia di una famiglia.

La famiglia nel tuo romanzo è, apparentemente, una famiglia perfetta. Ma Alessandro è l’elemento che va a mostrarci quanto questo non sia vero. Lui fa uscire qualcosa che noi non conoscevamo. Per esempio l’insicurezza di Roberta. Mi è venuto da pensare, durante la lettura, che questi lati nascosti siano stati causati dal ‘troppo amore’ dei genitori. E’ così?

Non penso ci possa essere troppo amore, ma capisco cosa vuoi dire. I genitori sono solo degli umani e per quanto facciano del loro meglio, è sempre una questione molto difficile. A volte “troppo” è semplicemente non abbastanza, perché troppo per una persona è forse troppo poco per un’altra. Noi tutti amiamo in maniera diversa e lo mostriamo in un modo diverso e qui sorgono i nostri problemi. Come sappiamo l’amore dovrebbe essere sentito, non capito.

Siamo alla fine , ma prima di concludere: hai già iniziato un nuovo libro?

Non ancora, ma presto. E questa volta userò la mia isola perché la nuova storia non ha niente a che fare con me. A parte che è interamente me, come tutto quello che scrivo.

Grazie mille per il vostro interesse.

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Published by Libreria Liberalibro - in Interviste
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