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13 novembre 2012 2 13 /11 /novembre /2012 09:15

Vi ricordate di Chocolat? Il romanzo ormai cult di Joanne Harris, divenuto poi un film con Juliette Binoche e Johnny Depp? Ebbene, da qualche giorno è in libreria il nuovo volume della saga iniziata appunto con quel romanzo e proseguita, più di recente, con Le scarpe rosse.

 

Nella nuova avventura, intitolata Il giardino delle pesche e delle rose, la sempre affascinante Vianne Rocher ritornerà nel luogo dove tutto è cominciato, Lansquenet, e dovrà confrontarsi con una comunità dove tutto è cambiato a causa dell'arrivo di un gruppo di magrebini.

Lansquenet è sempre stato un villaggio chiuso, poco abituato ai cambiamenti, ma come si comporteranno i suoi abitanti ora che donne col velo e ferventi islamici hanno 'invaso' una zona del paese? E come mai tutto sembra più teso dopo l'apparizione di Inès, la donna in nero?

 

Per tentare di capire qualcosa in più su questo ritorno di Vianne, ho scambiato quattro chiacchiere con Joanne Harris, che ringrazio per la gentile disponibilità. E se dopo questa intervista foste ancora più curiosi... basterà entrare nel giardino delle pesche e delle rose.

 

harris.jpgDomanda: Siamo tornati a Lansquenet, un viaggio a cui Vianne, probabilmente, non aveva mai pensato. Come hai avuto l'idea di questo ritorno?

Risposta: Non mi aspettavo di tornare a Lansquenet, o a Vianne, in questa storia. Ma quando ho capito dove questa mi stava conducendo, ho subito capito che non avrei avuto scelta...
D: Una delle prime cose che colpiscono è lo scoprire che nel libro c'è di nuovo il punto di vista di Reynaud. Il parroco sembra molto diverso, ora, quasi un personaggio positivo. Avresti mai pensato che, un giorno, avresti scritto di nuovo di Reynaud? E com'è stato rimettersi nei suoi panni, ma da un'angolazione differente?
R: Metà di Chocolat era scritto dal punto di vista di Reynaud. Proprio per questo motivo questa storia è, in un certo senso, parallela a Chocolat. Mi sembrava naturale procedere su questa strada. Non ho mai veramente creduto che Reynaud fosse un 'cattivo ragazzo'. Ho sempre pensato che avesse la capacità di cambaire. Sono felice di vedere che ne Il giardino delle pesche e delle rose dsi è addolcito un pochino, sebbene lui non sia cambiato poi molto...

D: In questo terzo libro Vianne e Reynaud si riuniscono quasi come vecchi amici. E' per la passata influenza di Vianne? O si tratta piuttosto di un cambiamento naturale? Inoltre sembrano piuttosto simili, in questa storia.
R: Il tempo cambia chiunque, Vianne e Reynaud inclusi. Non ho mai visto la loro relazione come una relazione tra nemici, e in questo caso la posizione di Reynaud all'interno del villaggio è alterata, il che gli permette di vedere molto più chiaramente da una prospettiva esterna. Non credo che lui concordi pienamente con il modo di fare le cose di Vianne, neanche adesso. Continuano a essere delle persone molto diverse tra loro. Ma ha incominciato ad accettare che potrebbe esserci più di un singolo modo (il suo modo) di affrontare i problemi...
D: Ne Il giardino delle pesche e delle rose tu parli anche di Islam. E' un argomento complesso, oggigiorno. Lo volevi nel tuo libro per una ragione in particolare? Non avevi paura delle reazioni che avresti potuto suscitare?
R: Io scrivo di persone e di luoghi, non di religioni. e non vedo perché qualsiasi tipo di fede o cultura dovrebbe essere lasciata fuori da una storia solo perché viene percepita come controversa.
Scrivo storie. Non dico a nessuno cosa deve pensare, e non cerco nemmeno di fare generalizzazioni. Perché questo dovrebbe creare delle reazioni negative?
Joanne-Harris-Giardino-delle-pesche-e-delle-rose.JPG
D: Possiamo dire che questo libro mostra anche ogni comunità ha le sue intolle ranze? Che non si tratta di una questione di fede, ma semplicemente delle persone?
R: Le fedi sono fate dalle persone. Non commento mai la fede in quanto tale, ma, molto semplicemente, di tutti i modi in cui la gente interpreta queste fedi (a volte per raggiungere i propri scopi).

D: Cosa possiamoa spettarci da Vianne, questa volta? Nell'ultimo episodio l'abbiamo vista avere qualche problema. Ora, fin dalla prima apgina, sembra più forte e più determinata, ma anche più serena e tranquilla.
R: In un certo senso, sì. Ma non penso che il suo viaggio sia ancora finito. Ogni storia la lascia con un po' più di conoscenza di sé, e un passo più vicina allo stabilizzarsi, ma non sono sicura che lei sarà mai completamente ferma...
D: Parli di nuovo di cibo e digiuno, per via del Ramadam. Era programmato o è semplicemente successo? Perché questo fa molto 'ritorno a Chocolat' e, ovviamente, noi fan lo adoriamo!
R: E' una delle tematiche che collegano questi due libri. Volevo usarlo per illustrare l'idea che culture differenti hanno molte più cose in comune di quante ne avremmo mai pensate...
D: Dobbiamo aspettarci altre avventure di Vianne, in futuro?

R: Forse. Non lo so ancora.

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Published by Libreria Liberalibro - in Interviste
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