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10 luglio 2013 3 10 /07 /luglio /2013 14:30
Andrea Molesini, dopo “Non tutti i bastardi sono di Vienna”, Premio Campiello e Premio Comisso 2011, torna in libreria con “La primavera del lupo”, romanzo solido e convincente che conferma le grandi doti e la profonda formazione dell’autore. E’ il marzo del 1945, in una piccola isola nel centro della laguna di Venezia nel convento di San Francesco del Deserto, si nascondono due anziane sorelle ebree Maurizia e Ada Jesi e un bambino ebreo, Dario, che sta zitto e sa i numeri. Con loro trova rifugio nel convento un altro bambino di dieci anni, Pietro, che è l’acuto e già maturo narratore della vicenda. Oramai scoperto dai nazisti, il gruppo è costretto alla fuga e, in un primo momento, prende la via del mare aiutato da un frate energico, Padre Ernesto, da una suora bella giovane e dai modi sospetti, Suor Elvira e da un pescatore coraggioso, saggio e coi capelli rossi che Pietro chiama Lirlandese. Nei risvolti tragici della fuga che presto dovrà lasciare il mare e proseguire sulla terra ferma, si unisce ai fuggiaschi un tedesco dall’agire determinato e duro, forse un disertore, certamente qualcuno che custodisce un segreto pericoloso. Inseguiti dai tedeschi allo sbando, da fascisti disorientati, da partigiani e disertori, la loro fuga procede tra rischi e speranze, violenze e atti di bontà. Molesini attraverso la voce di Pietro, infantile e semplice, divertente e sgrammaticata, dipinge un affresco toccante che rimarrà a lungo nel cuore e nella memoria di ogni lettore.

Andrea Molesini, dopo “Non tutti i bastardi sono di Vienna”, Premio Campiello e Premio Comisso 2011, torna in libreria con “La primavera del lupo”, romanzo solido e convincente che conferma le grandi doti e la profonda formazione dell’autore. E’ il marzo del 1945, in una piccola isola nel centro della laguna di Venezia nel convento di San Francesco del Deserto, si nascondono due anziane sorelle ebree Maurizia e Ada Jesi e un bambino ebreo, Dario, che sta zitto e sa i numeri. Con loro trova rifugio nel convento un altro bambino di dieci anni, Pietro, che è l’acuto e già maturo narratore della vicenda. Oramai scoperto dai nazisti, il gruppo è costretto alla fuga e, in un primo momento, prende la via del mare aiutato da un frate energico, Padre Ernesto, da una suora bella giovane e dai modi sospetti, Suor Elvira e da un pescatore coraggioso, saggio e coi capelli rossi che Pietro chiama Lirlandese. Nei risvolti tragici della fuga che presto dovrà lasciare il mare e proseguire sulla terra ferma, si unisce ai fuggiaschi un tedesco dall’agire determinato e duro, forse un disertore, certamente qualcuno che custodisce un segreto pericoloso. Inseguiti dai tedeschi allo sbando, da fascisti disorientati, da partigiani e disertori, la loro fuga procede tra rischi e speranze, violenze e atti di bontà. Molesini attraverso la voce di Pietro, infantile e semplice, divertente e sgrammaticata, dipinge un affresco toccante che rimarrà a lungo nel cuore e nella memoria di ogni lettore.

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Published by Libreria Liberalibro - in Libro del mese
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